IL GIORNO DEI GIORNI
"Ha a che fare con una delle mie ossessioni: quella di sentirmi
vivere intensamente. E l'intensità la strappi alla vita
quando non sprechi nemmeno un attimo del tuo tempo.
Il giorno dei giorni è il giorno al cubo, il tempo pieno,
vero in ogni attimo. Ancora una volta racconto che quel tempo
lo puoi vivere solo se sei di fianco alla persona giusta. Da un
punto di vista sonoro, è un rock classico e tirato, che
spiega molto del disco. Ci sono chitarre distorte (come raramente
nel mio passato sonoro), mescolate a chitarre in qualche modo
"sognanti", melodiche. Mi piaceva l'idea che questi
due estremi potessero convivere."
HAPPY HOUR
"E' una canzone ironica che vuole un po' mettere alla berlina
i "si dice che". Si dice tutto e il contrario di tutto
con grande facilità, a volte per noia, ma con forti condizionamenti
nella vita di molti. Musicalmente è un'altra botta rock,
con l'ennesimo riff di chitarra in apertura pezzo. Come a me piace."
L'AMORE CONTA
"Un dialogo fra due persone un po' di tempo dopo la loro
separazione. Quando la parte più emotiva e dolorosa è
finalmente alle spalle. Quando vince una certa pacificazione non
solo fra di loro ma, soprattutto, in ognuno di loro. Mi piace
poi notare che anche la parte musicale, in linea con il testo,
sia delicata ma non triste, non ripiegata su di sé."
COSA VUOI CHE SIA
"Non appena vai in crisi, c'è sempre qualcuno che
verrà a dirti che non è il caso di abbattersi, che
un giorno le tue pene farai fatica perfino a ricordarle... e tu
sai che è vero ma sai anche che quella è l'ultima
cosa che in quel momento vuoi sentirti dire. Un mid-tempo in cui
le chitarre prendono colori molto diversi durante il suo svolgimento."
LE DONNE LO SANNO
"Il titolo basterebbe. Forse bastava che avessi anche solo
ripetuto quella frase durante tutto il brano. Ammetto semplicemente
la superiorità del genere femminile rispetto al nostro
e ammiro la loro potenza. E come sembrino frequentare mondi che
noi non conosciamo. Mi piace molto la sua freschezza musicale.
Come quella del suo arrangiamento".
LETTERA A G.
"G. era un cugino ma praticamente era un fratello.
Era quello di cui ho parlato in "Una delle storie d'amore
di via Cairoli" uno dei racconti della mia infanzia in "Fuori
e dentro il borgo". Siamo stati bambini insieme, adolescenti
insieme, adulti insieme. Abbiamo avuto gli stessi sogni, desideri.
A volte le stesse ragazze. Negli ultimi anni ho visto andarsene
prima mio padre, poi qualcuno che ha condiviso il palco con me
(D. Rad) e ora G. La sua morte mi ha spinto a una profonda riflessione
sulle strade che prende la vita. E a molto altro.
A livello arrangiativo, è una canzone fatta di parti eteree:
la linea la dà una batteria vagamente tribale e tutto il
resto sono pennellate, chitarre con delay che non hanno una vera
e propria funzione armonica. Sono sottolineature, sfumature sottili,
aperture delicate."
VIVERE A ORECCHIO
"Una canzone dove si racconta ancora la mia ambizione, un
traguardo verso cui ambisco: vivere a orecchio, senza spartiti
o ricette prescritte da altri - 'ma metterci tutto e forse stonare
di brutto'. C'è una chitarrina che mi piace, con un ostinato
che tira verso un certo funk rock."
GIORNO PER GIORNO
"Qui ancora chitarre delicate, che aprono l'orizzonte del
ritornello più che sottolinearlo o annunciarlo con forza.
L'anomalìa musicale è quella di una lunga coda pressoché
strumentale. Il titolo riecheggia Il giorno dei giorni ma l'argomento
è un altro: la voglia di prospettarci un futuro, di avere
certezze dal domani, e la consapevolezza che non può essere
così."
E' PIU FORTE DI ME
"Uno degli estremi del disco. Il pezzo più teso, agitato,
frutto di un nervosismo e prodotto di un'ossessione. L'ossessione
di un uomo che vuole una donna che quella notte sta con un altro.
Le ore scandiscono questa febbre e le strofe del pezzo. Un brano
d'impulso, tensione dark a quasi 160 di bpm."
SONO QUI PER L'AMORE
"L'altro estremo dell'album. Una canzone in punta di penna,
senza spinte - cantata con pochissima emissione di voce. C'è
un senso di appagamento, un modo pacificato di pormi. Dal punto
di vista lirico, mi sono lasciato andare a immagini che non sentono
l'obbligo di essere chiare. Sono semplicemente libere."
by Bimba '83