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  17 giugno 2017

Gli album del week-end

I nuovi album di Alt-J, Beth Ditto, Phoenix, The Charlatans e The Amazons in breve

In questo periodo ricchissimo di pubblicazioni, ecco qualche album e una mini playlist  video con qualche cosa di interessante. 

Per saperne di più sfogliate la gallery.

  • 01. Alt - J - "Relaxer"
    Alt-J - "Relaxer" Rispetto e non altro per gli Alt-J che dopo il successo clamoroso dei primi due album avrebbero potuto sedersi sugli allori e fare un disco non facile, non sarebbe nel loro DNA, ma che si concedesse un po' di più. "Relaxer", invece, è un lavoro bello ma a tratti rischioso, godibile ma che se ne infischia bellamente di qualsiasi cosa possa 'andare' oggi nella scena alternative, dei sold out fatti ovunque, e imbocca una strada fatta di mille deviazioni. Ci sono echi dei The Velvet Underground, riferimenti nerd e videoloudici - sia nell'artwork che in brani come 'In Cold Blood' che nei versi ripete il codice binario per ottenere ∆ ( la traduzione grafica del nome della band) - spruzzi dei Radiohead più sghembi, folk e psichedelia e qualsiasi altra cosa ci sia nel mezzo. Il risultato a tratti è confuso e confusionario, ma proietta mondi che meritano di essere esplorati e resta una mossa coraggiosa da un nome ormai talmente grosso nella scena alternativa da potersi permettere ben altri lussi. Se volete andare a dirgli 'Bravi!' di persona potete farlo il 28 giugno a Ferrara dove suoneranno a Piazza Castello con anche quei due personaggi dei The Lemon Twigs.
  • 02. Beth Ditto - 'Fake Sugar'
    Beth Ditto - 'Fake Sugar' Sono passati più di 10 anni da quando Beth Ditto riuscì a portare al mondo la sua miscela esplosiva di punk-funk-soul con "Standing In The Way Of Control", terzo album dei Gossip che riuscì, complice anche un suono più curato, dove avevano fallito altre validissime band tipo The Bellrays e si impose sulla scena come tre le donne più cool, andando contro qualsiasi stereotipo dell'immagine da copertina (finendo poi in effetti su una copertina storica per il NME) con un'attitudine più punk di tanti punk proclamati. Nel 2012 la sua band pubblica l'ultimo album 'Joyful Noise' prima di sciogliersi e questo 'Fake Sugar' è il primo full lenght da allora. La formula è rimasta abbasatanza invariata, i riff ricordano a volte un'altra band che ha seguito il suo solco negli ultimi anni, gl Alabama Shakes, si sente forte l'influenza dei Fleetwood Mac declinati al presente nella titletrack, uno dei pezzi più riusciti in questo calderone di rock anni '80 ( 'Oo La La') che si regge quasi interamente sulla prepotente vocalità della cantante statunitense.
  • 03. Phoenix - 'Ti Amo'
    Phoenix - 'Ti Amo' Ascoltando il nuovo disco della band di Versailles vi troverete tra le mani un filmino 8MM dalla riviera romagnola, o una cartolina di saluti spedita dritta dagli uliveti tra una pedalata e l'altra, trafitti dal sole; un tributo al Belpaese sulla rotta Parigi - Los Angeles - Cattolica (che presta le immagini vintage al video di 'Goodbye Soleil') senza scadere eccessivamente nella caricatura. Il frontman della band Thomas Mars è sposato con la regista italoamericana Sofia Coppola, i chitarristi della band fanno Mazzalai di cognome, tradendo le loro origini, ed è forse il motivo che spiega il perché nonostante le parole italiane random, i riferimenti a Battisti, Battiato, Sanremo, il Fior di Latte e le relazioni amorose come gelato che scioglie, la sensazione è quella di un tributo sincero, di un immaginario assorbito e fatto proprio. Pop per cuori nostalgici che sposa la italodisco con i suoni da moderno boudoir francese stile ultimi Daft Punk per un funk sognante da primi anni '90 e relazioni clandestine sul bagnasciuga. Imperdibile data unica per i Phoenix il prossimo 22 luglio al Postepay Rock Sound di Roma.
  • 04. The Amazons - "The Amazons"
    The Amazons - 'The Amazons' Quando qualcuno, tipo i Kasabian, dice che il guitar rock britannico è malconcio tendo ad essere abbastanza d'accordo perché alla fine, dai, per trovare band davvero davvero rilevanti per il genere bisogna comunque andare con la mente ad artisti che hanno pubblicato le prime cose al massimo 10 anni fa. Tra le poche band made in UK ad avermi solleticato un minimo negli ultimi anni ci sono Wolf Alice, Royal Blood e poco altro. Alla lista potrebbero aggiungersi The Amazons che hanno da poco pubblicato l'album di debutto omonimo. Il quartetto di Reading si immette, più o meno, in scia con i Wolf Alice andando a fondere chitarre vagamente grunge con un innato senso per la melodia e brani come 'Black Magic', 'Junk Food Forever' e 'In My Mind' sono dei killer. L'equilibrio perfetto tra rumore, riff di chitarra che restano bene in mente, e orecchiabilità fanno dei The Amazons una delle giovani band da seguire con più attenzione per poter dire tra un po' ai vostri amici: 've lo avevo detto'.
  • 05. The Charlatans - 'Different Days'
    The Charlatans - 'Different Days' Un album corale quello dei The Charlatans che hanno chiamato a supporti un po’ di amici finendo per mettere su disco il batterista dei Verve Pete Salisbury, il leggendario chitarrista degli Smiths Johnny Marr, the ‘modfather’ Paul Weller, Stephen Morris di Joy Division e New Order e Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre. “Different Days” riprende il discorso iniziato nel 2015 con ‘Modern Nature’, portando ad un altro livello il mix di malinconia e luminosità. Ci sono momenti più rock, come il singolo 'Plastic Machinery' dove la chitarra di Marr detta i tempi, e situazioni più riflessive dove - se la vena melodica di Tim Burgess è intatta - la musica prende strade meno facili del passato, come in 'Solutions' ed con una progressione quasi robotica, ma la vera perla arriva con la conclusiva 'Spinning Out', sognante viaggione in compagnia di Paul Weller.

alt-J - In Cold Blood (Official Video)

alt-J - In Cold Blood (Official Video)