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  17 maggio 2017

KissWorld 2017. A Bologna (tra il pubblico) anche una "star" di Radiofreccia

Il reportage (con tanto di video) del nostro Step, mascherato da Demon-Simmons

Dopo il debutto di Torino, tra i dodicimila che la notte scorsa hanno affollato la Unipol Arena di Casalecchio di Reno per il secondo concerto italiano dei Kiss, c'era anche il nostro "inviato" Step, voce di RadioFreccia, volto truccato da Demon in onore a Gene Simmons e membro autorevole del Kiss Army italiano. Questo è il suo entusiasta resoconto in presa diretta, corredato da una sua videosintesi del concerto. Riviviamo uno show definito "indimenticabile" attraverso le emozioni del nostro Step.

"Sarebbe difficile spiegare alla mia famiglia che a 20, 30 o 40 anni, vado ai concerti truccato! Se non fosse che i Kiss sono delle rockstar planetarie e quindi non c'è bisogno di troppe parole. Se pensate di andare ad un concerto dei Kiss solo per la loro musica, vi sbagliate di grosso. Si tratta di uno spettacolo a tutto tondo perfezionato negli anni. Elemento fondamentale è l'esercito dei fans, il Kiss Army con i suoi adepti rigorosamente truccati e carichi di energia. Poi loro: un Gene Simmons che sputa fuoco e prende il volo raggiungendo una postazione a 20 metri di altezza da cui suona tranquillamente (si fa per dire!) il suo basso a forma di ascia, Paul Stanley che sfoggia una chitarra elettrica dai colori della bandiera italiana per poi attraversare il parterre aggrappato ad una carrucola, Eric Singer che fa roteare le bacchette della batteria con entrambe le mani esibendosi di tanto in tanto in posizioni feline, Tommy Thayer con una chitarra che spara razzi colorati e i vari effetti speciali del palco con tanto di fiamme ed esplosioni. Tra i quattro del gruppo, forse il più in forma è proprio lo Spaceman Thayer che quest'anno compirà 57 anni, ma diciamolo francamente, con il loro rock, la loro energia ed il loro spettacolo non si pensa di certo all'età, anzi, le movenze di Starchild ricordano in qualche modo Frank-N-Furter del Rocky Horror Picture Show, mettendoti un'eccitazione addosso che riesci a smaltire a fatica in un'ora e quaranta di concerto. La scaletta è rimasta invariata dall'esibizione di Torino: a partire da "Deuce", passando per "Shout it Out Loud", "Lick it Up", "I Love it Loud", "Firehouse" e poi "Shock Me", continuando con "Flaming Youth", "God of Thunder", "Crazy Crazy Nights", "War Machine" e un crescendo finale con "Say Yeah", "Psycho Circus", "Black Diamond" e infine "Rock and Roll All Nite". Tripudio per gli immancabili bis "I Was Made for Lovin' You" e "Detroit Rock City".


  • Kiss Live In Italy
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  • KISS live in Italy 2017
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Dopo 10 minuti dall'inizio del concerto Paul Stanley pone una domanda a tutta l'arena con una voce decisamente stridula e cercando di esprimersi anche in italiano: “Per quanti di voi è la prima volta ad un concerto dei KISS?” e sinceramente vedere l'80% dei presenti alzare la mano mi ha stupito, ma la risposta dello Starchild è stata pronta: “Allora sappiate che questa serata non ve la dimenticherete mai ...mai più!”. Confermo! Un concerto dei Kiss è un evento da vedere almeno una volta nella vita, anche se non si conoscono i brani o si ignorano i nomi dei membri della band. Le emozioni che Gene, Paul e gli altri possono regalare sono ancora tantissime, quindi… Arrivederci KISS!".


Kiss live in Italy 2017