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  28 settembre 2017

Pink Floyd: "These Mortal Remains" in mostra a Londra

Al Victoria And Albert Museum fino al 15 ottobre. Il report del nostro Eddi Berni (e Roger Waters torna live in Italia ad aprile)

Nel giorno in cui Roger Waters annuncia il suo ritorno in Italia - nello specifico a Mediolanum Forum di Milano  il 17 e 18 aprile e alla  Unipol Arena di Bologna il 21 e il 24 aprile per il tour "Us+Them" - il nostro Eddi Berni racconta la sua esperienza a "These Mortal Remains", la mostra 'definitiva' sui Pink Floyd,  "Prenotata a gennaio, sulla fiducia, perché ci sono band che non si discutono: ci si fida e si va".  


Londra rivista dopo 18 anni si rivela piu’ bella dei ricordi e la mostra ospitata dal mitico  Victoria and Albert Museum non delude. Si entra nel mondo dei quattro ragazzi più “siderali” della storia del rock, dagli esordi a Cambridge sul pulmino con la striscia bianca guidato da Syd Barrett fino alle ultime performance live e discografiche.

Un enorme album di ricordi al tempo stesso antico e attualissimo: quello che si vede appartiene alla storia, dalle chitarre di Syd ai poster psichedelici dei primi concerti , dalle copertine semplicemente magnifiche dello studio Hipgnosis alle foto dei quattro, che poi diventano cinque e tornano definitivamente quattro a causa dell’addio forzato di Syd Barrett, presente in magnifiche foto giovanili e nella polaroid che lo ritrae quel giorno incredibile in cui passò agli Abbey Road studios per le registrazioni di “Wish you were here”, e Nick Mason non lo riconobbe…..tanto era devastato dal tempo e dalla malattia.

E poi il maiale di “Animals”, i mostri di “The Wall”, il finale capitanato Gilmour con il folle live di Venezia…..tutte cose importanti, che raccontano e storicizzano la band e gli rendono il giusto e doveroso omaggio nel tempo e nella storia.

Ma la vera differenza la fa la musica, che si sente costantemente in cuffia durante la visita e che cambia automaticamente allo scorrere della sale e del tempo raccontato. La musica dei Pink Floyd non riesce ad essere vecchia e tanto gli oggetti, gli strumenti, le scenografie raccontano un tempo passato, tanto la musica dice che quelle emozioni li, quelle che Roger Waters e soci raccontavano tanti anni fa sono ancora presenti, vere, contemporanee nell’anima di chi li ascolta e si lascia pervadere dai loro suoni e dalle loro visioni.

Qualche limite la mostra ce l’ha: gli spazi sono un po’ stretti, e dato che è andata sold out in prevendita è praticamente impossibile vederla senza sgomitare con altri visitatori. E ovviamente questo non aiuta la mistica del racconto musicale……in piu’ – ma non poteva essere diverso - è inevitabilmente meno interessante dal punto di vista spettacolare della mostra dedicata a David Bowie.

Non è ovviamente un problema artistico, ma di “pezzi” da mettere in mostra: i costumi del Duca Bianco da soli valgono una mostra, i Floyd invece hanno sempre lavorato sulle gigantesche scenografie da palcoscenico che in uno spazio museale trovano ovviamente poco spazio.

La musica -  come si diceva - è comunque la grande protagonista, e il finale è liberatorio e dedicato all’inizio e alla fine della band: non ve lo spoilero perché la mostra girerà per l’Europa e sicuramente verrà anche in Italia (si parla di un arrivo a Roma nel mese di Novembre Ndr) e allora…….se potete andateci. Ancora oggi i Pink Floyd sono un esperienza assoluta e superiore, anche in forma di mostra.


  • Pink Floyd Exhibition 1
  • Pink Floyd exhibition 2
  • Pink Floyd exhibition 3
  • Pink Floyd exhibition 4
  • Pink Floyd exhibition 5
  • Pink Floyd exhibition 6
  • Pink Floyd exhibition 7