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  08 ottobre 2017

Recensioni flash: gli album delle ultime settimane

Foo Fighters, The Killers, Neil Young, The National e Nothing But Thieves nelle nostre recensioni flash

Molti gli album usciti nell'ultimo mese meritevoli di un ascolto, ma anche di due o tre e molti in più. Nella gallery le nostre recensioni flash di cinque dischi: l'attesissimo ritorno dei Foo Fighters, Neil Young alle prese con un album perduto, i Nothing But Thieves che potete ascoltare insistentemente sulle nostre frequenze, The National più maturi che mai e The Killers che cercano di tornare agli antichi fasti a colpi di singoli.



  • 01. Foo Fighters - "Concrete and Gold"
    Foo Fighters - "Concrete and Gold" : Quando i Foo Fighters fanno qualcosa la risonanza è sempre enorme e anche la pubblicazione dell'ultimo album è stata preceduta da mesi di interviste, indizi, voci e informazioni impazzite per una delle rock band più apprezzate che, nonostante tutto, ha l'infame compito di dover sopravvivere a se stessa e continuamente confermarsi a livello planetario. Dave Grohl aveva descritto "Concrete and Gold" come un incrocio tra Beatles e Motorhead e a conti fatti non è così azzardata come cosa: i Foo Fighters sono una band muscolare che sa divertirsi ma ormai arrivata a livelli tali da rendere complicato uno spostarsi dalla comfort zone. Questa volta, grazie anche all'aiuto del produttore pop Greg Kurstin, butta sul tavolo una serie di ospiti come Paul McCartney - qui in veste di batterista - Allison Mosshart dei The Kills, Shawn Stockman degli R'n'B icon Boyz II Man e addirittura Justin Timberlake, arrivato quasi a registrazioni finite per prestare la sua voce in sottofondo di 'Make It Right'. Il risultato è quantomeno un tentativo discretamente riuscito di sparigliare un po' le carte mantenendo la struttura granitica da stadium band ma farcendola di influenze e dilatazioni anni '60, basti ascoltare 'Sunday Rain', dove appunto presta servizio dietro i tamburi il bassista dei Beatles o 'Dirty Water', 'Happy Ever After (Zero Hour)' e la titletrack, brano conclusivo del disco che sembra quasi un inno rock spiritual. "Concrete And Gold" non è forse ai livelli degli album di maggior successo dei Foos, ma è una grande dimostrazione di intelligenza e amore verso la musica, indipendentemente dallo stile da parte dell'ex Nirvana Grohl che capisce sempre quando e come prendersi i rischi.
  • 02. Neil Young- "Hitchhiker"
    Neil Young- "Hitchhiker": Ci ha messo circa 40 anni Neil Young per decidere di pubblicare in tutta la sua semplicità "Hitchhiker", album registrato in una unica sessione nell'agosto del 1976. Nel corso della carriera tutti i brani contenuti nel disco, fatta eccezione per 'Hawaii' e 'Give Me Strenght' hanno trovato una collocazione nei lavori dell'artista canadese - ad esempio 'Pocahontas' e 'Powdefinger' in "Rust Never Sleeps" con i Crazy Horse e la titletrack in 'Le Noise' del 2010 - ma mai in una versione così spontanea. La scelta da un po'di tempo a questa da parte di Young di tirare fuori dai propri archivi alcune registrazioni accantonate ha portato alla luce questo 'tete a tete' con il produttore Dave Briggs con il quale era solito chiudersì, a metà degli anni '70, negli Indigo Ranch Studios di Malibu. Un disco scarno, una nottata passata in solitudine da voce e chitarra, con brani inframmezzati solo da piccole pause per alcol o droga, produzione live e un risultato intimo, oscuro che racconta molto delle fragilità e dei pensieri vagabondi di Neil Young all'epoca in quello che è un piccolo manuale di songwriting onesto e diretto.
  • 03. Nothing But Thieves - "Broken Machine"
    Nothing But Thieves - "Broken Machine" : La band britannica di Southend-On-Sea si era presentata al pubblico italiano più attento ormai due anni fa, quando fece da supporter ai Muse per lo show allo Stadio Olimpico di Roma di luglio 2015 ripreso poi anche in DVD. Nelle scorse settimane è arrivato il secondo album "Broken Machine" che, trainato da un singolo molto amato su Radiofreccia, 'Amsterdam', ha consolidato ulteriormente la posizione della band come di validissimi rappresentanti di quell'alternative rock che, pur affidandosi tanto al fragore delle chitarre, mantiene intatto un gusto per la melodia che lo rende trasversale.Proprio i Muse, che continuano a portarsi dietro dal vivo la band del biondo Conor Mason, sono forse l'influenza più evidente nelle note dei NBT che mischiano riff potenti a vocalizzi in falsetto ma, in una scena dove è sempre più complicato trovare in classifica e in giro nuove band che facciano un uso sapiente della sei corde, non c'è certo da lamentarsi. I NBT cercano di presentarsi al meglio per quello che sono, una rock band moderna che non si fa problemi ad inserire elementi contemporanei, sia nei suoni che nel ritmo, dando vita ad alcuni dei momenti migliori del disco in brani come 'I Was Just A Kid' e 'Live Like Animals' che surclassano i momenti più leggeri e pop, così come quelli più vigorosi ma vuoti ('Reset Me'). C'è ancora strada da fare per riuscire a trovare la quadratura del cerchio e un suono personale, ma "Broken Machine" è di sicuro un altro passo in avanti nella ricerca. Se volete vedere la band dal vivo l'occasione giusta è l'unica data italiana il 2 dicembre al Magnolia di Segrate (MI).
  • 04. The National - "Sleep Well Beast"
    The National - "Sleep Well Beast" : Uno degli album più attesi dell'anno, il settimo lavoro dei The National presenta la band americana in splendida forma, quella di un gruppo di quarantenni, maturo il giusto, arrivato al punto di avere una consapevolezza tale da potersi permettere qualsiasi cosa. "Sleep Well Beast mette in luce i pensieri, le insicurezze e le visioni di ragazzi diventati adulti con una famiglia ad attenderli a casa la sera e che entra di rimando nell'album, considerato che la moglie del frontman Matt Berninger, Carin Besser, è coautrice di molti testi (e uno dei brani, una canzone d'amore ovviamente, si intitola 'Carin At The Liquor Store). Le sonorità sono tese e spesso scure, con una presenza di suoni elettronici a dipingere l'ambientazione più che in passato, un po' in stile New Order, e il resto della band a squarciare la scenografia come le taglienti chitarre del primo singolo "The System Only Dreams In Total Darkness" o quelle che si insinuano sulla coinvolgente sezione ritmica di "Day I Die". The National hanno abituato gli ascoltatori a degli arrangiamenti ricchi, suoni floridi e un sentimento epico che in questo episodio sembra però restare in una sfera più intima, supportato anche dalle atmosfere post-punk, come se il vigore del sogno americano resti intrappolato tra le mura di una camera nel Nord Inghilterra rendendo il tutto ancora più disarmante, devastante e una delle prove più interessanti della band.
  • 05. The Killers - "Wonderful Wonderful"
    The Killers - "Wonderful Wonderful": A ben cinque anni dal precedente "Battle Born", la band di Las Vegas ha pubblicato nelle scorse settimane il quinto album, "Wonderful Wonderful" che è sempre il classico, solito disco dei The Killers, ma leggermente meglio delle ultime sortite. Dopo il debut, "Hot Fuss" del 2004, che di diritto è andato a prendersi uno dei posti nell'Olimpo del modern rock, The Killers hanno pubblicato alcuni singoli clamorosi come 'Red My Mind', 'When You Were Young' e 'Human' ma anche molte cose trascurabili o che almeno non giustificassero a pieno lo status da superstar, ogni uscita è quindi salutata con un sentimento di speranza misto a sfida. Nel nuovo lavoro la band di Brandon Flowers resta fedele a se stessa, con un sound che unisce i lustrini degli anni '80 allo stadium rock, ma cerca di trovare quello che mancava ultimamente: le canzoni. 'Have All The Songs Been Written?' si chiede infatti Flowers nel brano conclusivo del disco - il titolo viene da una mail scritta a Bono Vox durante un blocco creativo, e gli U2 sembrano sempre, e ancora di più, la maggiore ispirazione dei The Killers - e vede il contributo di Mark Knopfler dei Dire Straits; Il funk di 'The Man' suona come un pezzo rimasto fuori da "Reflektor" degli Arcade Fire, ma è un gran singolo che gira benissimo e non riporta agli esordi della band, così come 'Run For Cover'. In più di un'intervista Flowers ha dichiarato di come il tema portante del disco sia l'essere uomo, cosa ci vuole e quali sono i momenti inaspettati, come la caduta non pronosticabile dell'invincibile Mike Tyson contro Buster Douglas nel 1990 raccontata in 'Tyson vs Douglas', la fallibilità dell'idolo (nel ring, proprio come il pugile cantato vent'anni fa da Morrissey in 'Boxers'), o la fragilità di sua moglie Rut che soffre da DPTS, ed è forse proprio questa emotività che pervade "Wonderful Wonderful" a farne un buon disco e, forse, le canzoni per la band statunitense non sono ancora finite.

01 Foo Fighters - The Sky Is A Neighborhood

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