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  02 novembre 2017

Recensioni flash

In questa edizione Marilyn Manson, The Darkness, Billy Corgan, The Smiths, Wolf Alice e Beck

Altro mese trascorso e sempre tanti dischi in uscita. In attesa delle prossime settimane che porteranno molto altro materiale, nella galleria di oggi parliamo del decimo disco di Marilyn Manson, della carica glam rock dei Darkness, di Billy Corgan che si mette a nudo, aspetta una eventuale reunion degli Smashing Pumpkins originali, e sbatte il suo nome di battesimo in copertina come William Patrick Corgan, The Smiths che pubblicano un box rimasterizzato del capolavoro del 1986 "The Queen Is Dead", i Wolf Alice, tra i più giovani e fighi combo rock inglesi e le continue mutazioni di Beck.

  • 01. Marilyn Manson - "Heaven Upside Down"
    01. Marilyn Manson - "Heaven Upside Down": Sono mesi complessi per Manson che questa estate ha sofferto la perdita del padre, è stato poi colpito dalla scenografia durante un live e costretto a un periodo di riabilitazione e, recentemente, è arrivato alla separazione con lo storico bassista Twiggy Ramirez in seguito alle accuse relative a un episodio di violenza sessuale. In tutto questo turbinio di eventi la rockstar americana ha pubblicato il decimo album che sembra riportare un po'di smalto a quell'icona di trasgressione demoniaca che ha segnato il panorama del rock degli ultimi 25 anni. Per un personaggio come Manson il passo falso che rischia di far cadere nella caricatura è davvero dietro l'angolo e il giochino a fare il Belzebù, ora che veleggia verso i 50 anni, può non sempre valere la candela o quantomeno sembrare stantio e già conosciuto. In "Heaven Upside Down", invece, Manson sembra meno shock e più rocker riuscendo a creare un suono che è una buona sintesi tra gli episodi più rumoristici e urlati del periodo "Antichrist Superstar" e riff taglienti ma orecchiabili, come in 'KILL4ME' che riprende "Mechanical Animals", quello che secondo chi scrive è il miglior episodio della sua carriera. Momenti ad alta energia si alternano a suoni cupi e dilatati ('Blood Honey') e in 'Threats Of Romance' c'è quasi un blues industrial. Manson sembra non preoccuparsi più minimamente di essere la maschera che era, anche perché nei fatti di cronaca e politica mondiale trova dei rivali capaci di doppiarlo in tal senso e preferisce osservare questo mondo, commentarlo e buttare sul tavolo la sua anima invece di cercare di impossessarsi di quella degli altri. Per un artista arrivato a questo punto del suo percorso un approccio del genere forse darà meno pensieri ai genitori ma più sostanza a un uomo che ha sicuramente più da offrire rispetto a un 'dolcetto o scherzetto' e un lista di eccessi. Marilyn Manson sarà in Italia per una sola data invernale il prossimo 22 novembre al PalAlpitour di Torino.
  • 02. Beck - "Colors"
    02. Beck - "Colors": Nel 1998 Beck pubblicava "Mutations", un titolo che racchiude la vita artistica del cantautore americano, un mutaforma che ha saputo ridefinire il folk nei suoi esordi fondendolo con l'hip-hop, creare del pop lussureggiante, scatenarsi in danze funk in "Midnite Vultures" del 1999 e regalare delicate melodie acustiche come in "Sea Change" e nel precedente "Morning Phase" del 2014 che riuscì anche a fargli guadagnare ben tre Grammy (compreso quello di Album dell'Anno sottratto a Beyoncé per il disappunto di Kanye West). Con "Colors" Beck torna al ritmo ballabile di fine anni '90 e propone un pastiche pop-funk che ora strizza pesantemente l'occhio al neorevivalismo di artisti quali Daft Punk e Bruno Mars ('No Distraction','Up all Night', 'Square One') ora riprende il suo passato con toni chiari, upbeat parti rappate e chitarre pazze in 'I'm Free e 'Dreams'. Le cose migliori, però, arrivano quando sviscera la sua passione per i Beatles come in 'Dear Life'e in 'Fix Me', due diamantini.
  • 03. The Darkness - "Pinewood Smile"
    03. The Darkness - "Pinewood Smile" : Dopo il passaggio in estate come supporter nientepopodimenoché dei Guns'n'Roses e in attesa di vederli a brevissimo nella tripletta di show che li porterà l'8 novembre all'Alcatraz di Milano, il 9 all'Orion Club di Roma e il 10 al Vox di Nonantola (MO), The Darkness hanno pubblicato nelle scorse settimane il quinto album dal titolo 'Pinewood Smile'. La formula è quella che la band dei fratelli Hawkins conosce bene: rock muscolare e glam, divertimento e ironia in gran quantità. In linea puramente teorica The The Darkness nel 2017 potrebbero sembrare anacronistici e caricaturali, ma la realtà è che sono talmente calati nella loro parte da essere perfettamente credibili anche inguainati in una tuta elasticizzata a bordo di un trattore come nel video del singolo 'All The Pretty Girls'. Cavalcate hard rock - 'Bucaneers Of Hispaniola' uno degli episodi più travolgenti - falsetti, cori, vita on the road e pomposità (ora certificata anche nel DNA con l'arrivo del batterista Rufus Tiger Taylor, figlio di Roger dei Queen, tra i principali punti di riferimento per il sound della band) che si alternano a ballatone come 'Why Don't The Beautiful Cry?' e 'Stampede Of Love' che parte dal folk-country e arriva ai 30 secondi finali dell'album quasi thrash al fulmicotone senza una vera ragione, per il puro gusto di farlo, che poi è il motivo per il quale non si può non voler bene ai Darkness. Musicalmente la band sembra più solida e compatta che mai avanzando come un mostro ricoperto di piercing e spandex glitter colpendo tutto ciò che gli si para davanti deridendo tutti senza pietà e unendo il gusto per le melodie a una potenza distruttiva che se su disco suona benissimo, merito anche del produer Grammy Adrian Bushby, figurarsi su un palco.
  • 04. Wolf Alice - "Visions Of A Life"
    04.Wolf Alice - "Visions Of A Life": Quando ho scoperto i Wolf Alice ai tempi dei loro primi EP è scattato qualcosa, non so se per la loro capacità di abbinare chitarroni e melodie o a causa dell'innato carisma, ma di sicuro la band londinese mi aveva colpito. Dopo lo splendido esordio con "My Love Is Cool" nel 2015, i Wolf Alice hanno pubblicato "Visons Of A Life", un disco pieno di rabbia anni'90 sparata fuori da un branco di millenials, tra i pochi sulla scia di quel percorso tracciato dalle ultime band davvero epocali del rock britannico, The Libertines ed Arctic Monkeys, ma affogando tutto sotto coltri di rumore USA style e in un clima psichedelico da sogno interrotto nel bel mezzo della notte. Riverberi ed armonie, chitarre rumorose e la voce potente e seducente di Ellie Roswell che squarcia tutto fanno dei Wolf Alice una certezza - che sarà possibile apprezzare in tutta la furia il 13 gennaio alla Santeria Social Club di Milano - in un panorama spesso fumoso come quello dell' indie-rock inglese degli ultimi anni.
  • 05. The Smiths - "The Queen Is Dead"  (2017 Deluxe)
    05. The Smiths - "The Queen Is Dead" (2017 Deluxe): Nel 1986 The Smiths raggiungevano con il terzo album "The Queen Is Dead" il punto più alto di una carriera breve ma cruciale per tutta la storia della musica indipendente. In questa versione deluxe rimasterizzata e ricca di contenuti extra la band di Manchester suona ancora più attuale che mai, le chitarre di Marr costruiscono trame per la voce e i versi di Morrissey, intimi, politici e mentre Rourke e Joyce sorreggono il tutto. Brani come la lacerante 'I Know It's Over' e il romanticismo amaro ed estremo di 'There Is A Light That Never Goes out', forse il brano più famoso della band, fanno da contraltare alle prese di posizione antimonarchiche in 'The Queen Is Dead'e l'arguto umorismo di Morrissey, tra i miglior lyricist della tradizione pop-rock. Il lavoro tecnico sulle tracce è stato fatto in maniera fantastica e l'ascolto in cuffia va oltre il godibile, elemento che si va aggiungere al valore artistico intrinseco dell'album che ha consacrato definitivamente la band di Manchester nell'Olimpo. A questo si aggiungono gli extra che, in base al formato, consistono in un live a Boston del 1986 (registrato nello stesso periodo di 'Thank Your Lucky Stars', uno dei bootleg più famosi della band), le b-side dei singoli rimasterizzate, i demo - tra i quali si segnala la versione 'noir' e dal sax invadente di 'Never Had No One Ever'- e un DvD con un altro master dell'album e il già noto cortometraggio 'The Queen Is Dead - A Film By Derej Jarman'. Un box per appassionati, visto anche il prezzo, ma che rende giustizia a uno degli album pià importanti del pop made in UK.
  • 06. WPC (Billy Corgan) - Ogilala
    06. Wiliam Patrick Corgan - Ogilala Negli ultimi anni il frontman e factotum degli Smashing Pumpkins Billy Corgan ha fatto parlare di sè più per dichiarazioni, meme e impegni al di fuori dell'ambito musicale che altro el'ultimo tassello dell'avventura Smashing Pumpkins (o quel che resta, lui e il chitarrista Jeff Schroeder) di "Monuments To An Elegy" risale al 2014. Forse proprio per smarcarsi dall'ingombro di una delle formazioni più importanti del rock anni '90, viste anche le sempre più ricorrenti voci di un ritorno in forze con la formazione originale, Corgan ha deciso di fare un album solista a 12 anni dal primo nel modo più semplice possibile: nome di battesimo e suoni acustici. In cabina di regia le sapienti mani di Rick Rubin che asciuga tutto l'asciugabile dando spazio alla voce di Corgan in grandissima forma e fulcro di tutto, delicata ma penetrante. Il cantautore di Chicago ha sempre alternato furiose cavalcate chitarristiche a momenti introspettivi e semiacustici, basti pensare a brani stupendi come 'Once Upon A Time', ma è la prima volta che decide di farne un album intero lasciando che siano le canzoni e la ritrovata verve compositiva - ché alla fine alla base di tutto la strumentazione è un vestito che senza sostanza regge poco - a fare la voce grossa. In 'Processional' c'è James Iha alla chitarra, Chamberlin parla di reunion, in attesa che la Wretzky salti sul carrozzone per un revival Smashing Pumpkins da sogno, Corgan rassicura tutti su ciò che resta e chissà che non si riesca a tornare ai vecchi fasti.
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01. MARILYN MANSON - KILL4ME