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  13 luglio 2020

13 luglio 1985, trentacinque anni fa il Live Aid

Avveniva 35 anni fa tra Europa e Stati Uniti lo storico concerto benefico organizzato da Bob Geldof per contrastare la fame in Africa

13 luglio 1985, esattamente 35 anni fa si svolgeva il più grande evento benefico della storia della musica: il Live Aid.

In un 2020 nefasto in cui molti artisti, a più riprese, si sono radunati in modo virtuale per raccogliere fondi a favore della lotta contro il coronavirus il ricordo dell'impressionante spettacolo organizzato da Bob Geldof e Midge Ure assume un peso particolarmente importante.

Un carico ulteriore arriva dal fatto che scene del genere sarebbero oggi impensabili, in giorni distanziamento sociale pensare agli oltre 70.000 accorsi allo stadio di Wembley a Londra e i quasi 90.000 di Philadelphia rende scene comuni fino a pochi mesi fa delle fotografia sempre più cristallizzate in un'altra era.

Uno show mai tentato prima, un evento straordinario nato come conseguenza apparentemente folle del successo di 'Do They Know It's Christmas?', singolo scritto da Bob Geldof e l'Ultravox Midge Ure per porre l'attenzione sulla fame in Etiopia. Pubblicato nel dicembre del 1984, il brano era stato registrato dai due artisti insieme ad un super gruppo creato per l'occasione con il nome Band Aid, che comprendeva anche artisti come U2, Phil Collins, Duran Duran, Wham!, Spandau Ballet, Culture Club, Paul Weller e Sting.

Dopo pochi mesi arrivò la risposta americana grazie a 'We Are The World', brano scritto da Lionel Richie e Michael Jackson, che unì molti artisti americani nella causa lanciata da Geldof, anche lui invitato a partecipare, sotto il cappello USA For Africa. Al progetto presero parte nomi come Stevie Wonder, Paul Simon, Tina Turner, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Diana Ross e Ray Charles, oltre agli autori.

Il successo portò il leader dei Boomtown Rats a pensare una fase 2 che si tradusse in uno show senza precedenti: 70 grandi artisti, due concerti divisi tra il Wembley Stadium di Londra e il JFK Stadium di Philadelphia, oltre 160.000 persone sotto il palco e più di due miliardi e mezzo di spettatori collegati da 150 Paesi per una maratona televisiva di oltre 16 ore in diretta. Un'operazione di una portata mai vista prima, una macchina organizzativa complessa e apparentemente impossibile che riuscì a unire per una giornata tutto il mondo.

Leggere la line up dei due show fa tremare ancora i polsi, una sorta di botta e risposta tra l'Europa e l'America, i continenti ricchi uniti per l'Africa, con chi - parliamo di Phil Collins - fece anche la spola suonando su entrambi i palchi grazie al veloce volo del Concorde.

I fan europei si trovarono sul palco, tra gli altri, gli U2, che da lì videro la loro carriera decollare, i Dire Straits, Sting con Phil Collins, Bryan Ferry con David Gilmour, Elton John, Paul McCartney, The Who, David Bowie e, soprattutto, i Queen con una delle performance più gloriose della loro carriera proprio lì a Wembley dove esattamente un anno dopo registrarono uno dei loro live più celebri di sempre.

Gli Stati Uniti rispondevano con Joan Baez, Bryan Adams, Eric Clapton, i Duran Duran, Mick Jagger con Tina Turner, Santana, Paul Simon, Crosby Stills e Nash, l'ex compagno Neil Young, The Beach Boys, Madonna, Tom Petty and The Heartbreakers, Stevie Wonder, ancora Phil Collins, Bob Dylan con mezzi Stones, e i Black Sabbath che per l'occasione tornarono insieme, per altro con Ozzy Osbourne alla voce.

Quella dei Sabbath non fu l'unica reunion della giornata, anzi, a rimanere nella storia fu quella dei Led Zeppelin che per la prima volta tornarono insieme dopo la morte di John Bonham con Phil Collins alla batteria per un'esibizione che la leggendaria rock band cercò di cancellare in tutti i modi. Un Plant poco in forma, Jimmy Page con la chitarra scordata e Collins che sembrava essere capitato lì per caso ma che preferì buttarsi nella mischia piuttosto che tirarsi indietro diedero vita ad una delle esibizioni più tristemente note dell'evento.



Sui fondi raccolti le polemiche si sono rincorse per gli anni ma, ciò che è certo, è che il Live Aid è stato un punto di svolta, un evento senza precedenti che è riuscito a unire in un'entità unica a ritmo di musica tutto il pianeta e aumentare l'attenzione verso le cause umanitarie da parte dell'occidente come mai successo prima.

Di quello spettacolo incredibile abbiamo voluto raccogliere alcune performance per ricordare i trentacinque anni del Live Aid:


U2 - Bad


David Bowie - Heroes




Bob Dylan / Keith Richards/ Ron Wood - Blowin' In The Wind



Paul McCartney - Let It Be




Dire Straits / Sting - Money For Nothing




Elton John/George Michael - Don't Let The Sun Go Down On Me




Black Sabbath con Ozzy Osbourne - Paranoid




Phil Collins - In The Air Tonight



Mick Jagger & Tina Turner - State Of Shock




Queen - Bohemian Rhapsody



13 luglio 1985, trentacinque anni fa il Live Aid