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  25 febbraio 2017

25 febbraio 1943: nasce George Harrison. Ecco la "Vinyl Collection Box Set"

Il Beatle morì nel 2001. Due anni prima era stato aggredito da uno squilibrato

Per celebrare il suo 74mo compleanno, viene pubblicata (come annunciato in anteprima da Radiofreccia) la "Vinyl Collection Box Set", comprendente l'intera discografia solista del "terzo incomodo" nella gerarchia dei Beatles, e l'autobiografia "I me mine". George sosteneva di essere nato un giorno prima, ma fu la sorella Louise a precisare che era venuto alla luce dieci minuti dopo la mezzanotte. Harrison è poi scomparso a 58 anni il 29 novembre 2001 per un tumore: le sue ceneri furono sparse nel Gange. Due anni prima, il 30 dicembre 1999, uno schizofrenico di nome Michael Abram si era introdotto nella sua villa a Friar Park, pugnalandolo al torace per dieci volte. Il musicista, già esanime a terra, fu salvato dalla moglie Olivia, che colpì l'aggressore alla testa con una lampada. Prima della sua carriera solista (caratterizzata dal successo-plagio di "My sweet Lord", dal Concerto per il Bangladesh e dal tributo a Lennon in "All those years ago") George aveva scritto alcune delle più belle canzoni dei Beatles: "While my guitar gently weeps", "Something", "Here comes the sun". Singolare fu l'amicizia con Eric Clapton, movimentata dalla rivalità per Patty Boyd. Quando l'ex partner di Harrison scelse Eric, questi invitò George a superare la depressione invitandolo in una sua residenza di campagna. Fu proprio lì che il Beatle, in un mattino di primavera, scrisse "Here comes the sun".


George Harrison

Sull'epopea dei Beatles ebbe a dire: "Per tutti quegli anni c'è stato fra noi un legame molto stretto. I Beatles non potranno mai dividersi davvero perché, come abbiamo detto al momento della separazione, non c'è davvero alcuna differenza. La musica c'è, i film sono ancora lì. Qualsiasi cosa abbiamo fatto c'è ancora e ci sarà per sempre. Quel che c'è, c'è, non era poi così importante. È un po' come Enrico VIII, o Hitler, o uno di quei personaggi storici sui quali fanno sempre vedere dei documentari: il loro nome resterà scritto per sempre, e senza dubbio lo sarà anche quello dei Beatles. Ma la mia vita non è cominciata con i Beatles e non è finita con loro. È stato come andare a scuola: sono andato a Dovedale, poi al Liverpool Institute e poi per un po', alla Beatles University, poi ho abbandonato l'università e, adesso, sto trascorrendo il resto della mia vita. In fin dei conti, come ha detto John, era solo un complessino rock. Ha fatto molto, ha significato molto per tanti, ma non era poi così importante".