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  04 giugno 2021

4 giugno 1976: il concerto dei Sex Pistols che cambiò la storia

45 anni fa alla Lesser Free Trade Hall di Manchester il concerto dei Sex Pistols che cambiò per sempre la storia della musica

Il 4 giugno 1976 la storia della musica britannica cambiò per sempre nel giro di una notte grazie al leggendario concerto dei Sex Pistols alla Lesser Free Trade Hall di Manchester.

I Sex Pistols alla Lesser Free Trade Hall

Forse il nome Lesser Free Trade Hall non dirà molto ai più, un locale di Manchester nemmeno tra i più famosi, una venue, però, diventata leggendaria nel giro di una notte.

Era lì che il 4 giugno 1976, esattamente 45 anni fa, si esibì un gruppetto di punk che si stava facendo strada nella scena live di Londra ma che ancora in pochi conoscevano al Nord, i Sex Pistols.

Responsabili dello show furono altri due nomi simbolo della scena alternative inglese, Howard Devoto e Pete Shelley dei Buzzcocks che affascinati da quella musica decisero di portare a casa loro un po' di quella rivoluzione culturale.

I due ragazzi di Manchester, dopo aver letto una recensione del primo live dei Pistols sul NME, decisero di vedere Rotten e soci in azione con i propri occhi andando a Londra nel febbraio del 1976. Una folgorazione vera e propria che li spinse ad organizzare lo show di Manchester dove, tra l'altro, recuperando in corsa un bassista e un batterista tentarono il debutto live come Buzzcocks - nome che avevano scelto mentre tornavano da Londra -  prima di lasciare il palco ai Pistols.


Il concerto che cambiò la storia

Ma perché il concerto dei Sex Pistols alla Lesser Free Trade Hall di Manchester è così importante? Cruciale al punto da essere considerato il concerto che cambiò per sempre la storia della musica inglese?

La mitologia della Lesser Free Trade Hall è tutta racchiusa nel pubblico, ancor più che nella scintilla generatrice data dalla band sul palco.

Un che di 'leggendario' c'è già banalmente nel numero dei presenti: una cifra imprecisata che oscilla tra i 40 e i 100 spettatori, ma quasi sicuramente non si arrivò ai due zeri, anzi. Se chiedete in giro, però, tutti diranno che quel venerdì sera erano proprio lì, a Manchester, manco si trattasse di una Woodstock in salsa punk.

Chi era davvero alla Free Lesser Trade Hall il 4 giugno 1976 entrò in ogni caso nella storia della musica rock, del punk, dell'indie o facendola quella storia o testimoniandola in the making.

Ma del resto non sempre quantità vuol dire qualità e nel caso dello show di Sex Pistols mai considerazione fu più vera.

Difficile pensare ad una platea così sparuta rapportandola all'impatto enorme che riuscì ad aver sulla creazione della scena indipendente britannica e, a cascata, di tutto il rock moderno.

4 giugno 1976: il concerto dei Sex Pistols che cambiò la storia

La nascita di una generazione

Ma chi c'era tra il pubblico che si parava davanti ai semisconosciuti Sex Pistols?

C'erano i giovani Bernard Sumner e Peter Hook che fu colpito talmente tanto dalla performance da correre a comprare un basso il giorno dopo.

Di lì a poco i due formeranno i Joy Division prima e, dopo la morte di Ian Curtis, i New Order influenzando per sempre la scena post punk (e poi anche quella dance), diventando una della band più influenti dell'epoca moderna.

C'era Steven Patrick Morrissey un ragazzo con qualche problema di socialità e la passione per i New York Dolls che poi avrebbe formato un'altra band, gli Smiths. Con gli Smiths prima e da solista poi riuscì a mettere in versi e sotto i riflettori gli sfigati chiusi nelle camerette di tutto il mondo, diventando a sua volta una vera e propria icona e lasciando un segno indelebile nella storia dell'indie e della cultura popolare allo stesso tempo.

C'era lo spigoloso Mark E.Smith che dopo il concerto dei Sex Pistols formò un'altra delle gloriose formazione di Manchester, The Fall, titani del post punk britannico.

C'era Mick Hucknall, che anni dopo avrebbe formato i Simply Red.

C'era Tony Wilson (con il futuro produttore Martin Hannett) - anche se qualcuno giura che lui sarebbe apparso solo al secondo show nella stessa venue poche settimane dopo - una figura cardine per la promozione della musica nuova in televisione grazie al suo show So It Goes su Granada Television e, soprattutto, grazie alla creazione della Factory Records e dell'Hacienda. Con la Factory, Wilson e i suoi soci diedero voce a band come Joy Division/New Order, A Certain Ration ed Happy Mondays e con l'iconico club Hacienda gettarono le basi per un'altra grande rivoluzione culturale: quella della club music e della rave culture.

I Sex Pistols quella sera avevano dimostrato a quei ragazzi di Manchester che tutti potevano fare musica se avevano l'attitudine e qualcosa da dire in modo spontaneo, che poi è la vera lezione del punk, e che potevano farlo anche loro pur essendo lontani dai circuiti londinesi.

Non era necessario lasciarsi il Nord alle spalle e andare nella capitale per cercare un contratto, magari con una major, entrare nei giri giusti e sperare di realizzare qualcosa. No, bastava prendere degli strumenti, provare, registrarsi, fare rete e realizzare tutto da soli proprio come avevano fatto i Buzzcocks quella sera e come avrebbero fatto pochi mesi dopo pubblicando uno dei primi dischi indipendenti del punk: l'EP di debutto "Spiral Scratch".

Una sola sera, una manciata di canzoni, i Buzzcocks, i Sex Pistols e una concerto - quello alla Lesser Free Trade Hall nel giugno 1976 - senza cui nel 2021 non parleremmo di indie, di post punk, di new wave, di club culture, di shoegaze, di britpop, di garage revival, di niente di niente

Quel venerdì sera le pareti di quella sala concerti di Manchester videro con i loro 'occhi' la nascita di una generazione. E scusate se è poco.