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  09 marzo 2017

9 marzo 1987: "The Joshua Tree" folgora il mondo

Trenta anni dopo, gli U2 rispondono alle domande dei fans su Facebook

La doppia faccia dell'America, il viaggio spirituale verso Dio, il mondo in conflitto, i tormenti dell'anima di fronte ai sentimenti privati. Quando, il 9 marzo 1987, gli U2 pubblicarono il loro quinto album "The Joshua Tree" apparve subito chiaro che si trattasse di un capolavoro, destinato a marchiare indelebilmente la loro storia, mai più tornata a quei livelli di ispirazione e di creatività, eccezion fatta, pochi anni dopo, per il futuribile "Achtung Baby". Non a caso, trenta anni più tardi, Bono e compagni intitolano a quella pietra miliare della discografia un tour estivo (passeranno dallo Stadio Olimpico di Roma il 15 e 16 luglio) e una riedizione in cofanetto deluxe che uscirà il 2 giugno, ricca di remix ed inediti, oltre alla registrazione del concerto al Madison Square Garden dell'87. Non solo, ma questo pomeriggio (alle 15 EST), la band irlandese risponderà sulla propria pagina Facebook alle domande dei fans. Di sicuro non mancheranno quesiti anche sul prossimo impegno discografico, "Songs of Experience", tornato in fase di lavorazione per "l'aggiornamento" dopo l'elezione di Trump alla Casa Bianca.


U2 - "The Joshua Tree"

"The Joshua Tree" era stata un'opera fortemente evocativa, a partire dalla copertina in bianco e nero di Anton Corbijn, che ritraeva gli U2 allo Zabriskie Point, il sito naturale reso famoso dall'omonimo film di Antonioni. Il titolo trae invece spunto dall'albero capace di crescere nella zona più desertica della California, sede dell'omonimo Parco Nazionale. Il "Joshua Tree" è simbolo di speranza e di ostinazione nella terra mitica e ambigua allora governata da Reagan (frustata in "Bullet the Blue Sky"), l'America da sempre terra promessa degli emigranti irlandesi in fuga dalla carestia. Bono e The Edge affondano le mani nelle radici del rock e del blues, trovando la gemma del gospel in "I Still Haven't Found What I'm Looking For", e urlando la denuncia politico-sociale nell'elegiaca "Where The Streets Have No Name" (fondamentali i viaggi del cantante in Etiopia e Nicaragua) o nella dolente "Mothers of the Disappeared"). Da brividi i brani dedicati da Bono alla moglie Ali ("With or Without You", "Trip Through Your Wires"), e alla difficoltà di mantenere le promesse matrimoniali quando diventi una rockstar. In questo 2017 prevista la pubblicazione, in una nuova versione, di "Red Hill Mining Town", incentrata sulla lotta di trent'anni fa dei minatori inglesi contro Margaret Thatcher.


U2 - Where The Streets Have No Name

U2 - Where The Streets Have No Name