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  21 gennaio 2021

Bob Dylan citato in giudizio per la vendita dei suoi diritti

In seguito alla cessione a Universal dei diritti sul suo catalogo Bob Dylan

Bob Dylan è stato citato in giudizio dalla moglie del suo collaboratore Jacques Levy per i diritti su alcune delle canzoni parte del catalogo venduto recentemente a Universal Music Group per una cifra che, pare, si aggiri intorno ai 300 milioni di dollari.

La denuncia contro Bob Dylan

Il mese scorso Bob Dylan ha venduto a Universal Music Group i diritti per tutto il suo catalogo discografico, un'operazione dal valore, si dice, di circa 300 milioni di dollari. Una cifra davvero considerevole ma che non sorprende visto la quantità e la qualità delle canzoni registrate da Dylan che si vede ora, però, costretto ad affrontare la denuncia della moglie di un suo ex collaboratore.

Stando a quanto riportato dal New York Post, infatti, la moglie di Jacques Levy, con cui Dylan ha collaborato per l'album del 1976 "Desire", avrebbe sporto una denuncia nei confronti del cantautore e di UMG sostenendo di non aver ricevuto un compenso sufficiente per i brani scritti dall'ex marito e chiedendo una cifra pari a 7.25 milioni di dollari.


Le richieste della moglie di Levy

Nei documenti in mano alla Corte Suprema di Manhattan pare che Claudia Levy e gli eredi dell'artista sostengano di dover ricevere, secondo accordi, il 35% di tutti gli introiti ricavati dalle composizioni scritte dall'ex marito morto nel 2004.

Questa percentuale, sostiene l'accusa, sarebbe da intendersi anche rapportata alla cifra spesa dall'etichetta discografica per assicurarsi il vasto e prezioso catalogo discografico di Dylan, incluse le canzoni scritte dal cantautore premio Nobel con Levy.

"La difesa di Dylan - si legge nell'accusa - ha intenzionalmente e maliziosamente ignorato i diritti degli eredi, inclusi quelli provenienti dalla vendita delle composizioni".


La risposta di Dylan

Non si è fatta attendere la risposta dell'avvocato di Bob Dylan che, attraverso una nota pubblicata dal sito musicale Pitchfork, ha sottolineato come gli eredi di Levy non abbiano nulla da pretendere.

Orin Snyder, legale di Dylan, ha sottolineato come quella della famiglia Levy sia solo una mossa fatta nel tentativo di lucrare sulla grande operazione messa in piedi dal cantautore con UMG:"Questa accusa è solo un triste tentativo di lucrare ingiustamente dalle recente vendita del catalogo del mio assistito - ha comunicato il legale - l'accusa è stata pagata per tutto la parte spettante. Siamo convinti di vincere la battaglia e, quando lo faremo, reputeremo la controparte e i loro consulenti gli unici responsabili per aver messo in piedi questa causa inutile".


Il contributo in "Desire"

Cantautore, regista di teatro, psicologo, Levy incontrò Dylan a metà degli anni '70 dopo aver lavorato con Roger McGuinn dei Byrds, che li fece conoscere. I due collaborarono prima sulla canzone 'Isis' e poi altre sei tracce che finirono su "Desire", incluso uno dei brani più famosi del repertorio di Dylan, 'Hurricane'. In quel periodo oltre a mettere la firma, con Dylan, su praticamente tutto l'album del 1976, Levy si occupò anche di fare il direttore di palco per tutto il celebre tour "Rolling Thunder Revue".




Bob Dylan citato in giudizio per la vendita dei suoi diritti