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  23 novembre 2020

Bob Dylan dato per morto da un'emittente australiana

L'errore durante un servizio televisivo in cui il giornalista ha dichiarato Dylan come morto lo scorso anno

Il 2020 è stato un anno disastroso ma, in termini di perdite musicali, diciamo che le ultime annate non sono state proprio un bel vedere, in senso assoluto. Forse lasciandosi confondere da questi ultimi dodici mesi davvero drammatici, però, c'è chi è andato davvero oltre salvo poi scusarsi poco dopo.

E' ciò che è capitato lo scorso weekend all'emittente australiana MSNBC che ha mandato nel panico i fan di Bob Dylan riportando la morte del cantautore americano durante un servizio televisivo a lui dedicato.


Bob Dylan è morto, anzi no

Sabato scorso la rete televisiva australiana MSNBC si è resa protagonista della clamorosa gaffe dando per morto il leggendario Bob Dylan nel 2019. Parlando di un'asta per alcuni documenti del cantautore di Duluth - ci torneremo più avanti - il conduttore ha sottolineato come Bob Dylan "è morto lo scorso anno all'età di 79 anni".

Ciò che c'è di vero nella notizia è l'età di Dylan che, però, è vivo e vegeto ed anzi nel 2020 è tornato con un nuovo album di inediti dal titolo "Rough And Rowdy Ways" che è riuscito a farlo entrare nuovamente in classifica.

Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni dell'errore, il canale televisivo ha subito posto delle scuse formali in diretta per l'errore causato, probabilmente, da una confusione del giornalista nel leggere la notizia. I documenti venduti all'asta, sono stati infatti messi a disposizione da Tony Glover, amico di Dylan e, lui sì, scomparso lo scorso anno.


I documenti di Dylan all'asta

La notizia  data dall'emittente riguardava una collezione di documenti appartenenti a Bob Dylan battuti all'asta per ben 495.000 dollari. Tra i documenti numerosi pezzi davvero rari come testi di canzoni mai pubblicate e scritte di suo pugno dal leggendario cantautore, trascrizioni di interviste e corrispondenza privata tra Dylan e il bluesman Tony Glover. 

La trascrizione delle interviste risalgono all'inizio degli anni '70 e comprendono passaggi in cui Dylan parla di come l'antisemitismo abbia influenzato la sua decisione di cambiare il suo nome, Robert Zimmerman. Tra i versi scritti, invece, ci sono alcune liriche scritte da Dylan dopo aver fatto visita a Woody Guthrie nel 1962.

La raccolta di carte era appartenuta proprio a Glover, morto lo scorso anno, ed era stata presentata alla casa d'aste di Boston RR Auction House dalla vedova di Glover come lotti separati. Quasi tutti i pezzi sono stati acquistati da un solo compratore di cui, però, non si conosce l'identità.



Bob Dylan dato per morto da un'emittente australiana