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  09 aprile 2020
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Bob Dylan primo in classifica: non era mai successo

Sembra incredibile ma il Bardo non era mai stato in testa alle chart USA, c'è riuscito con una canzone di 17 minuti

È davvero un periodo ricco di sorprese: alcune avremmo voluto decisamente evitarle, mentre altre sono piacevoli scoperte in questi giorni concitati. E così ecco che la pandemia verrà ricordata, in ambito musicale, anche come il periodo in cui Robert Allen Zimmerman, ora Bob Dylan, ha raggiunto per la prima nella sua straordinaria carriera il primo posto nelle classifiche americane.

Si tratta dell'unica volta in quasi sessant'anni di attività discografica, cominciata all'inizio degli anni Sessanta nel pieno del folk e della tradizione blues, sulle orme di Woodie Guthrie. Il menestrello di Duluth ha centrato l'obiettivo con "Murder most foul", la canzone pubblicata a sorpresa lo scorso 27 marzo, una canzone "fiume", quasi un poema storico (e viene naturale pensare che sia questa la cifra di un premio Nobel per la letteratura) da 17 minuti che parte dall'assassinio di Kennedy nel 1963 per raccontare un pezzo di cultura e di storia degli Stati Uniti.

Secondo quanto riferito da Billboard, che ogni settimana pubblica le classifiche di vendita statunitensi raccogliendo i dati di Nielsen SoundScan, "Murder most foul" ha totalizzato nella settimana compresa tra il 27 marzo e il 2 aprile la somma di 10.000 dowloads e ha conquistato così il primo posto della Rock Digital Song Sales chart.

Ad essere precisi, è vero che Bob Dylan non è mai arrivato in vetta alle chart USA ma lo stesso non si può dire per le sue canzoni. Grazie infatti alle interpretazioni di altri artisti il nome di Dylan è già stato avvistato ai piani alti della classifica, soltanto in qualità di autore. La prima volta risale, come fa notare Billboard, memoria storica delle classifiche di vendita negli States, al 1963 con la versione di "Blowin' in the wind" interpretata da Peter, Paul & Mary e successivamente nel 1965 con la versione di "Mr. Tambourine Man" incisa dai Byrds. Dylan sfiorò il traguardo nel 1965 con "Like a rolling stone" e nel 1966 con "Rainy day women #12 & 35", fermandosi al secondo posto, e di nuovo nel 2000 con "Things have changed", ancora medaglia d'argento.

Bob Dylan primo in classifica: non era mai successo

Tra gli artisti chiamati a commentare l'ultimo brano di Bob Dylan c'è anche Nick Cave, interpellato dai fan attraverso il suo sito, The Red Hand Files. Il cantautore australiano ha risposto così in proposito del pezzo:

"E’ una canzone che ti perplime, ma bella e, come molte persone, ne sono stato estremamente commosso. Al cuore dei suoi 17 epici minuti c’è un terribile evento, l’assassinio di JFK — un oscuro vortice che sembra risucchiare tutto dentro di esso, come fece negli Stati Uniti nel 1963. Intorno al dramma Dylan tesse una litania di cose amate che attraversa l’oscurità, come una liberazione. [...] È un’implacabile cascata di riferimenti a canzoni. Ci ricorda che non tutto è perduto, diventa un’ancora di salvezza gettata nella nostra situazione attuale».

E aggiunge ancora:

«L’arrangiamento è senza forma, fluido e splendente. Liricamente ha la perversa audacia e giocosità di molte canzoni di Dylan, ma dietro c’è qualcosa di straordinariamente confortante... E’ come se arrivasse da una lontana distanza, come se avesse viaggiato nel tempo guadagnando in integrità e statura, lenendo le nostre ferite come una ninnananna, un canto, una preghiera. Mi auguro che questa non sia l’ultima canzone di Bob Dylan, ma forse è bene trattare tutte le canzoni e tutte le esperienze che facciamo con l’attenzione e la riverenza che riserviamo alle ultime cose».

Bob Dylan - Murder Most Foul (Official Audio)

Bob Dylan - Murder Most Foul (Official Audio)