25 novembre 2022

Brian May lavora alla riedizione dell'EP con Eddie Van Halen

Il chitarrista dei Queen pubblicherà un cofanetto di Star Fleet Project, il progetto realizzato negli anni '80 con Eddie Van Halen e altri musicisti

Brian May sta ufficialmente lavorando ad una riedizione di un EP realizzato nel 1983 insieme ad Eddie Van Halen. Dopo alcune voci che si sono rincorse nelle ultime settimane, il chitarrista dei Queen ha pubblicato un video dal suo studio di registrazione in cui mostra le Funko Pop! che ritraggono lui e Van Halen il cui classico shredding sulla sei corde può essere ascoltato in sottofondo.

Il disco in questione è quello del progetto solista Star Fleet Project realizzato nel 1983 con Van Halen, il batterista dei REO Speedwagon Alan Gratzer, il bassista Phil Chen e il tastierista Fred Mendel.

Sempre molto attivo, recentemente May ha anche incontrato un folto gruppi di fotografi, inclusi svariati italiani, che hanno partecipato al libro da lui curato "Stereoscopy Is Good For You: Life in 3-D".


Brian May, Eddie Van Halen e Star Fleet Project

Nel 1983 due dei più grandi chitarristi della storia del rock, Brian May ed Eddie Van Halen, entrarono insieme in studio insieme ad altri eccellenti musicisti per dar vita al progetto Star Fleet Project.
Ora il chitarrista dei Queen ha deciso di riprendere in mano i nastri di quelle registrazioni e realizzare un nuovo cofanetto imperdibile per tutti i fan del genere.
La conferma definitiva è arrivata nelle scorse ore proprio da Brian May che ha pubblicato sui social un video dallo studio di registrazione in cui si può ascoltare l'inconfondibile shredding di EVH in sottofondo mentre le immagini si concentrano su due pupazzetti Funko Pop! che ritraggono proprio May e Van Halen posizionati accanto alla consolle.

May aveva parlato recentemente del cofanetto in un'intervista concessa a Variety in cui ha rivelato di essere al lavoro sui nastri: "Sono molto eccitato all'idea. Durante le registrazioni continuavamo a sorridere e riascoltare quella musica è stato qualcosa di molto emozionante perché sia Ed che Phil non sono più tra noi".

Uno dei motivi per cui ha deciso di rimettere mano alle registrazioni, spiega May, è che non è mai stato completamente convinto dal mix del singolo Star Fleet e di averlo quindi ripulito: "Ora il suono di EVH è gigante e si potrà sentire bene lo sviluppo del suo assolo, uno dei più belli che abbia mai fatto, un vero classico immortale di Van Halen. Pubblicheremo ogni take della canzone, gli errori, le risate, la ricerca di nuove soluzioni. Uscirà ad un certo punto il prossimo anno".

Star Fleet Project è un progetto solista di May nato agli inizi degli anni '80 e concretizzatosi nell'omonimo minialbum accreditato a Brian May + Friends uscito nell'ottobre del 1983. Gli amici in questione sono Eddie Van Halen, il batterista dei Reo Speedwagon Alan Gratzer, il bassista Phil Chen - già collaboratore di Jeff Beck e Rod Stewart - e il tastierista Fred Mandel che suonava con Alice Cooper e aveva partecipato ai tour dei Queen in supporto ad Hot Space e The Works.

Si tratta di un disco basato sulla colonna sonora di Star Fleet, una serie giapponese di fantascienza realizzata con pupazzi animati tanto amata dal figlio di May, Jimmy.



Brian May lavora alla riedizione dell'EP con Eddie Van Halen

Stereoscopy is good for you, gli italiani nel libro curato da Brian May

Ma Brian May è molto attivo non solo dal punto di vista discografico ma anche in una delle sue più grandi passioni, la fotografia stereoscopica. Il chitarrista dei Queen, da tempo studioso di questa tecnica, creatore di un visore specifico e autore anche del libro "Queen in - 3D", è infatti il curatore di un altro testo intitolato “Stereoscopy is good for you - Life in 3D”.

Nel libro centinaia di immagini realizzate da fotografi di tutto il mondo in questi due anni difficili. Amatori e professionisti uniti nell'applicare questa tecnica agli aspetti più semplici della vita quotidiana che sono stati poi selezionati dal chitarrista dei Queen per la pubblicazione.

12 su 126 fotografi presenti in "Stereoscopy is good for you - Life in 3D" sono italiani e sono stati anche incontrati dallo stesso May all'evento privato che si è tenuto a inizio meso alla Proud Galleries di Londra.

Brian May, punto di riferimento di questa tecnica con la sua London Stereoscopic Company, ha selezionato più di un centinaio tra queste fotografie provenienti da tutto il mondo che ha incluso nel suo volume, a testimonianza della capacità degli esseri umani di trovare la bellezza nella realtà che li circonda, nonostante un evento tanto sconvolgente.

C’è tanta Italia, soprattutto la quotidianità della provincia, nel volume “Stereoscopy is good for you - Life in 3D” dove un panorama, il parco cittadino, un animale da compagnia o qualche passatempo domestico riescono a diventare straordini grazie alla tecnica del 3D. Dunque non i grandi monumenti o le località più instagrammabili celebri all’estero: Brian May ha scelto l’Italia vista attraverso gli occhi di chi la vive ogni giorno, nello splendore delle piccole grandi cose che di solito guardiamo distrattamente. Durante l’evento riservato ai contributors May ha sottolineato l’importanza di sentirsi parte di un progetto che esalti e diffonda la bellezza, preservando la natura e praticando la gentilezza. Ha ricordato inoltre quanto sia importante imparare l’uno dall’altro, soprattutto in contesti ad alto tasso di competitività come quello della fotografia.

Le storie di queste fotografe e questi fotografi sono le più disparate, come le loro professioni o l’età, ma sono tutte accumunate dall’esito sorprendente di vedere pubblicati in un volume fotografico i propri scatti e conoscere personalmente una vera e propria leggenda. Alcuni di loro si erano già conosciuti attraverso Instagram, l’evento di Londra è stata l’occasione per incontrarsi e finalmente parlarsi dal vivo.

Deborah ha incontrato la stereoscopia grazie al volume di Brian May “Queen in 3D”: “Quel libro mi ha aperto un mondo totalmente nuovo, magico, dove delle semplici foto trovano vita grazie alla tridimensionalità che la stereoscopia riesce a dare”. “Mi sono avvicinata alla stereoscopia qualche anno fa seguendo il profilo Instagram di Brian May senza avere una particolare preparazione o attrezzatura, racconta Maria Teresa: è una tecnica alla portata di tutti, che consente di vedere la realtà sotto un altro punto di vista, più profondo”. Anna concorda: “Sono sempre stata un’appassionata di fotografia ma da quando ho scoperto la Stereoscopia grazie a Brian May, le classiche foto hanno perso un po’ del loro fascino, mentre quelle in 3D sono sempre uno spettacolo”. “Ci vuole un pazienza per raggiungere un livello professionale con questo tipo di immagini, continua Mary, ma sono contenta che gli sforzi e i sacrifici che ho fatto per perfezionare la mia tecnica siano stati ripagati con una pagina in questo libro”.

“Durante il lockdown ho avuto molto tempo libero per fare esperimenti con la fotografia in 3D e la microscopia - racconta Linda, che si occupa di bioinformatica - mai avrei immaginato che un giorno proprio uno di questi avrebbe catturato l’attenzione di Brian May”. “La stereofotografia è stata un’ ancora di salvezza durante la pandemia, dice Valentina: le mie passeggiate intorno a casa si sono trasformate in un’occasione per scattare foto di tutto ciò che mi circondava. Mi sono resa conto di quanto fino a quel momento avessi dato per scontata tutta la bellezza intorno a me.”

Sono molto varie queste esperienze, ma tutti i partecipanti sono concordi nell’affermare che aver contribuito alla creazione di “Stereoscopy is good for you - Life in 3D” è stato un onore e un’emozione irripetibile grazie anche all’accoglienza calorosa a loro riservata da Brian May a Londra: “Ritrovarmi davanti alla mia più grande ispirazione, dice Almir, all’uomo che fin da bambino mi ha influenzato con la sua musica, presenza e sensibilità è stata un’emozione che auguro a tutti. Brian May dimostra un’umiltà che dovrebbe essere di esempio per tutti.” “Sono rimasto spiazzato, ricorda Alessio, quando Brian May m ha detto che si ricordava di me e della mia foto e mi ha abbracciato! Mi ha colpito il fatto che un progetto nato dalle limitazioni del lockdown sia sfociato in un'esperienza umana calorosissima, l'opposto delle restrizioni, una serata indimenticabile insomma.”

Ogni copia del libro è dotata dello speciale OWL Stereoscopic Viewer, visore progettato dallo stesso Brian May, che consente di visualizzare con facilità le coppie di immagini stereoscopiche in 3-D.