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  12 ottobre 2020

Chris Cornell, la figlia Toni: "La sua morte era evitabile"

Toni Cornell, figlia dell'ex Soundgarden Chris, lancia l'iniziativa Stop The Stigma e parla della morte di suo padre

Toni Cornell, figlia del frontman di Soundgarden e Audioslave Chris Cornell scomparso nel 2017, ha lanciato nei giorni scorsi - in occasione della giornata mondiale della salute mentale - il sito www.StopStigma.org , un portale che segue il lavoro intrapreso dalla ragazza attraverso i suoi canali social e un podcast per accendere i riflettori sui problemi di salute mentale e sulla sensibilizzazione in materia.

Il frontman dei Soundgarden è stato trovato senza vita nella sua stanza di hotel dopo uno show della band a Detroit nel 2017, un caso che è stato chiuso dagli inquirenti come suicidio e che, in qualche modo, è legato direttamente anche alla morte in circostanze simili del suo grande amico Chester Bennington dei Linkin Park avvenuta pochi mesi dopo.

Chris Cornell nel corso della sua vita ha dovuto lottare a più riprese con dipendenze e depressione, problematiche che, secondo, Toni se affrontate diversamente avrebbero forse salvato suo padre la cui morte era "Del tutto evitabile".


La lettera di Toni Cornell

Nel lancio del sito la giovanissima figlia di quello che è uno dei cantanti più amati del rock americano si mette a nudo con una vulnerabilità sintomo di grande coraggio per una ragazza della sua età e cerca di condividere con l'esterno l'insegnamento ricevuto da suo padre sottolineando come ansia, depressione e i problemi di salute mentali non debbano essere vissuti come una vergogna.

"Mio padre non si aspettava che la sua vita fosse perfetta - esordisce Toni - veniva da una famiglia in cui tutti e due i suoi genitori soffrivano di alcolismo ed era spesso vittima di un ambiente fatto di abusi. A quattordici anni iniziò a provare diversi tipi di droghe, inclusi gli allucinogeni, che gli hanno causato attacchi di panico. Non era qualcosa di cui poter parlare con i suoi genitori e per due anni affrontò tutto da solo e senza alcun supporto. Ci ha spiegato che fino a quel momento sentiva che poteva fare tutto, che la vita era piena di possibilità. Poi cambiò tutto."

"Ha imparato dai suoi errori e ha condiviso con noi la sua lezione - ha aggiunto Toni - ci ha detto come ha fatto a superare l'ansia ma ci ha anche raccontato di come l'alcool lo abbia riportato verso le droghe, di come questo abbia portato alla depressione e ad utilizzare altre droghe per allontanare le sue paure. Ci ha insegnato l'importanza di capire la dipendenza, una cosa molto importante ma che, comunque, non è stata ancora insegnata e portata abbastanza al centro del dibattito".

"Ha perso la sua vita quando , in un momento tragico, le droghe hanno alterato la sua realtà - ha concluso la figlia di Cornell - e questo momento tragico non definisce in alcun modo la sua persona e così dovrebbe essere anche per tutti gli altri. La speculazione è un atto irresponsabile e priva mio padre di chi era davvero e macchia i ricordi di chi davvero lo conosceva e lo amava e, cosa peggiore di tutte, porta avanti una menzogna pericolosa che può ferire altre persone. La morte di mio padre era del tutto evitabile, dobbiamo fermare lo stigma che non ci permette di capire che si tratta di una malattia e un disturbo di salute mentale e non una debolezza morale".


StopStigma.com

Quello del sito è solo l'ultimo tassello dell'iniziativa Stop The Stigma lanciata da toni Cornell per educare i più giovani dando loro i mezzi per affrontare temi come la salute mentale, la depressione e le dipendenze. L'impegno della figlia dell'ex Soundgarden si tradurrà anche un programma che dovrebbe partire a breve nei licei americani oltre che in una serie di iniziative come workshop per educatori e professionisti di ogni tipo per affrontare al meglio il tema, consulenze legali e varie attività per aumentare la consapevolezza del problema all'interno delle comunità.


Chris Cornell, la figlia Toni: "La sua morte era evitabile"