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  15 dicembre 2020

Come Frankenstein Junior ispirò gli Aerosmith

46 anni fa arrivava nei cinema americani "Frankenstein Junior", il capolavoro di Mel Brooks che ispirò anche una delle più grandi hit degli Aerosmith

Esattamente 46 anni fa, il 15 dicembre 1974, nei cinema americani arrivava "Frankenstein Junior", sicuramente il film più amato tra quelli firmati da Mel Brooks e pellicola che negli anni è riuscita a ritagliarsi il ruolo di vero e proprio cult tra tutti gli appassionati di cinema. Quello che non tutti sanno, forse, è che "Young Frankenstein" - questo il titolo originale - diventò anche fonte di ispirazione per una delle più grandi hit degli Aerosmith, quella 'Walk This Way' che successivamente segnò il primo e più felice mix di sempre tra rock e hip hop

Come Frankenstein Junior ispirò gli Aerosmith

Nella primavera del 1974 gli Aerosmith pubblicarono il secondo album "Get Your Wings", un disco che nonostante le buone recensioni non riuscì a centrare i piani alte delle classifiche piazzandosi solo al 74° posto nella classifica di Billboard. Per fare il vero botto la band guidata da Steven Tyler e Joe Perry avrebbe dovuto aspettare il loro primo, grande successo che arrivò esattamente un anno dopo con "Toys In The Attic". I numerosi show dal vivo contribuirono a costruire una sicurezza sempre maggiore tra i membri della band aiutandoli a mettere a fuoco il loro percorso ma non al punto tale da far procedere la fase di scrittura senza intoppi.

Nel bel mezzo dei lavori per le registrazioni di "Toys In The Attic" ai Record Plant studios di New York - era l'inizio del 1975 - gli Aerosmith si trovarono ad affrontare una fase di stallo dopo aver scritto solo tre o quattro brani prima di entrare in sala di incisione. Nel tentativo di svagarsi e schiarirsi le idee Steven Tyler, Joey Kramer, Tom Hamilton, Brad Whithford e il produttore Jack Douglas decisero di andare al cinema di Times Square e vedere "Young Frankenstein" mentre Joe Perry, che già aveva assistito allo spettacolo qualche giorno prima, scelse di starsene nei dintorni per i fatti suoi.

Le battute esilaranti del film fecero impazzire dal divertimento i ragazzi della band che di ritorno dalla proiezione non facevano altro che ripetere gli sketch della pellicola di Mel Brooks.

C'era una battuta in particolare che colpì gli Aerosmith, quella della scena in cui Marty Fieldman accoglie Gene Wilder alla stazione e, porgendogli il bastone, gli chiede di seguirlo dicendo 'walk this way' ('segua i miei passi' nella versione italiana), un gioco di parole per indicare sia la direzione che il modo di camminare.

Fu in quel momento in cui il produttore Jack Douglas si fermò e disse: "Walk This Way sarebbe un titolo perfetto per una canzone!". La band, pur non avendo ancora un testo, si dimostrò subito d'accordo.


Walk This Way

Con il titolo in mano Steven Tyler avrebbe dovuto pensare ai versi per accompagnare il riff  di chitarra portante che Joe Perry aveva scritto poche settimane prima mentre la band si trovava alle Hawaii per suonare di spalla ai The Guess Who. Tornato in hotel il cantante degli Aerosmith scrisse le parole su un foglio che mise nella sua sacca, arrivato il giorno dopo in studio il foglio era scomparso, forse rimasto sul taxi che lo aveva accompagnato. Tutto da rifare tra il nervosismo generale: "Presi un paio di matite e me ne andai sul tetto dei Record Plant studios - ricorda Steven Tyler - mi sono messo in disparte per stare tranquillo e quando le parole mi sono arrivate mi sono reso conto di essermi dimenticato di prendere i fogli su cui scrivere, quindi le scrissi sul muro. Ci misi due o tre ore. Poi corsi al piano di sotto a prendere della carta intestata e copiai le parole immediatamente".

Walk This Way fu pubblicata come secondo singolo da "Toys In The Attic" e fu un successo arrivando alla decima posizione della classifica di Billboard, unico singolo della band a riuscire nell'impresa negli anni '70 insieme a 'Dream On'. Una hit tra le più grandi di sempre degli Aerosmith che circa dieci anni dopo, nel 1986, diventò ancora più grossa di quanto non fosse grazie all'intervento di una delle formazioni rap più importanti della storia, i RUN DMC.



Mentre i RUN DMC registravano il terzo album "Raising Hell" con Rick Rubin, il celebre produttore tirò fuori una copia di "Toys In The Attic" che subito sembrò diventare il tappeto per un po' di barre freestyle spingendo il trio newyorkese a convincersi, non senza difficoltà, che sarebbe stata una buona idea farne una cover per intercettare allo stesso tempo due tipi di pubblico totalmente differenti: quello hip hop e quello rock.

Gli Aerosmith, dal canto loro, si trovavano in una fase di grande difficoltà a causa di uno scarso successo commerciale, dei problemi sempre più gravi di Tyler con le dipendenze e di una situazione di tensione che aveva portato Joe Perry e Brad Whithford ad allontanarsi dalla band.

I Run DMC pubblicarono Walk This Way come singolo e fu un successo per tutti: per loro che si piazzarono al quarto posto della classifica Billboard Hot 100 e per gli Aerosmith che guadagnarono nuova popolarità - anche grazie all'iconico videoclip che accompagnava il brano - e da lì si ripresero il loro posto sotto i riflettori dando il via ad una striscia positiva che li accompagnò per altri 15 anni.


Frankenstein Junior

Pur non raccontando la classica storia gotica di Frankenstein, il film diretto da Mel Brooks si poneva come un successore ideale dei classici film horror di inizio secolo e, in particolare, "Frankenstein" di James Whale, prima versione cinematografica del romanzo di Mary Shelley. Proprio per questo il film è interamente girato in bianco e nero con uno stile che richiama le pellicole degli anni '30 ma con uno spirito parodistico esilarante che ne fece un grande successo e una delle interpretazioni più memorabili di Gene Wilder, responsabile anche della sceneggiatura.

La storia racconta del professore Frederick Frankenstein - nipote dell'originale Victor Frankenstein di cui rifiutava le teorie - che si trova a dover viaggiare dalla sua New York alla Transilvania dove suo nonno gli ha lasciato in eredità un castello. Arrivato in Romania farà subito conoscenza con il nipote dell'assistente di Victor Frankenstein, Igor (Marty Fieldman), uno dei personaggi più iconici del film, e delle altre figure che gravitano intorno al castello come l'assistente Inga e Frau Blucher.

Dopo aver trovato gli appunti scritti da suo nonno Frederick cercherà a sua volta di dare vita ad una creatura ma non tutto andrà come previsto e da lì partirà una girandola di vicende che hanno fatto di "Frankenstein Junior" una delle commedie più esilaranti di sempre con battute che sono diventate memorabili.




Come Frankenstein Junior ispirò gli Aerosmith

Aerosmith - Walk This Way (Official Audio)

Aerosmith - Walk This Way (Official Audio)