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  17 giugno 2017

«Copertina-plagio». Bloccata la vendita in Italia dell’album di Roger Waters

Il Tribunale di Milano: l’artwork è identico a quelli dell’artista concettuale Emilio Isgrò

Come definirla, se non una suprema beffa dell’arte? Emilio Isgrò, il 79enne scrittore, poeta, scultore che ha dato senso alla “cancellatura” nei territori dell’arte concettuale, potrebbe far sparire l’ultimo album di Roger Waters dai negozi di dischi italiani e dalle piattaforme online. Il problema non è certo la musica che in “Is This The Life We Really Want?”, nuovo lavoro solista dell’ex bassista dei Pink Floyd, sfiora la concretezza del capolavoro. La questione è tutta nella copertina e nel libretto con i testi: come molti recensori avevano già notato, quei segni neri che occultano frasi su frasi ricordano troppo da vicino le opere di Isgrò, l’artista siciliano trapiantato a Milano, il “re” della cancellatura e del concettuale sin dagli anni Sessanta. Il Tribunale di Milano ha accolto dunque il ricorso dei legali di Isgrò, che avevano accusato Waters di aver confezionato un “macroscopico caso di plagio”. La giudice Silvia Giani ha emanato un “provvedimento cautelare urgente per impedire la propagazione dell’illecito”, ordinando alla Sony Italia la cessazione della commercializzazione del disco dai negozi e dalle piattaforme online. Il magistrato, definendo “proporzionato” il proprio decreto, non esclude tuttavia la possibilità di vendere il disco in “tutte le forme ulteriori”. Che è difficile immaginare quali siano, a meno di non togliere la copertina e i testi dai supporti fisici, o facendo scaricare le canzoni sul web rinunciando all’artwork.


Roger Waters - "Is This The Life We Really Want?"

Una bella grana per la Sony e per Waters, che potranno far valere le proprie ragioni nella prossima udienza, fissata per il 27 giugno. Di certo, dopo 24 anni di attesa per ascoltare “Is This The Life We Really Want?”, i fans del grande rock non potevano certo immaginare di andare a sbattere contro le opere di Isgrò. Una delle quali, il “Seme dell’Altissimo”, è una scultura di marmo alta sette metri, esposta a Milano nell’Expo 2015. Imponente quasi quanto uno dei Muri che Roger ha sempre voluto abbattere.