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  12 maggio 2020

Coronavirus, Bryan Adams attacca la Cina

Il cantautore canadese affida ai social la sua invettiva per le date del tour annullate a causa del Coronavirus

La star canadese Bryan Adams ha passato le ultime ore a schivare gli attacchi e gli insulti scatenati da un suo post abbastanza diretto contro quelli che ritiene essere i responsabili della diffusione del coronavirus.  

Bryan Adams avrebbe dovuto cominciare questa settimana una residency da tre serata alla Royal Albert Hall di Londra, concerti che a causa del Coronavirus il cantautore non potrà fare. Lo stop forzato non è proprio andato giù ad Adams che in un post su Instagram ha condiviso una versione acustica di Cuts Like A Knife, titletrack dell'album pubblicato nel 1983, e si è poi sfogato per la situazione.


Il post di Bryan Adams contro i wet market e l'invito a diventare vegani

"CUTS LIKE A KNIFE. Una mia canzone. Avrei dovuta suonarla stasera all'inizio della serie di concerti alla Royal Albert Hall, ma grazie a qualche cazzo di mangia-pipistrelli, venditore di animali in un wet market, avidi bastardi creatori di virus, tutto il mondo ora è in pausa, per non parlare della migliaia di persone che hanno sofferto e sono morte a causa del virus. Il mio messaggio per loro, oltre a 'grazie mille', è di diventare vegani.  

A tutte le persone che si perderanno i nostri show voglio dire che vorrei tanto essere sul palco più di quanto possano immaginare. Stare in isolamento con la mia famiglia e i miei amici è bello, ma mi manca la mia altra famiglia, i ragazzi della band, il mio team e i miei fan.

Prendetevi cura gli uni degli altri e speriamo di poterci vedere presto in tour".



La reazione del web

La risposta della rete è stata decisamente negativa nei confronti di Adams tanto che, accusato da più parti di razzismo, è stato costretto a chiudere la possibilità di commentare il post su Instagram che conteneva un po' tutte le teorie fatte sull'origine del coronavirus, dai mercati di animali all'incidentale fuga da un laboratorio di Wuhan. Nonostante il tentativo di controllare i commenti, su Twitter non sono mancate le critiche con utenti che si dichiaravano felici delle date annullate, dopo aver letto il post e altri che gli consigliavano di darsi al volontariato invece di lamentarsi. 


Le parole di Paul McCartney

Il mese scorso anche Paul McCartney, notoriamente vegetariano e attivista per i diritti degli animali, aveva commentato i wet market cinesi: "Diciamoci la verità, mangiare i pipistrelli è qualcosa di un po'medievale - aveva detto l'ex Beatles parlando con Howard Stern - sembra che tutti questi virus come la Sars, l'aviaria e tutte queste altre cose che ci hanno colpito possano essere ricondotte a quello e per cosa? Per queste usanze medievali. C'è bisogno che qualcuno intervenga a fare pulizia".

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