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  18 gennaio 2018

Cranberries, parla il chitarrista Noel Hogan

Intervistato da Rolling Stone US: "La musica di Dolores grande eredità. Stavamo per iniziare il nuovo album e speravamo di fare un primo live a marzo"

Noel Hogan, chitarrista fondatore dei Cranberries ha ricordato Dolores O'Riordan, frontwoman della band irlandese trovata senza vita lunedì scorso in un hotel di Londra. In attesa che i coroner diano un verdetto e arrivino aggiornamenti dalla polizia inglese sulle cause della scomparsa a 46 dell'artista, la versione americana di Rolling Stone ha raggiunto il compagno di band e amico per parlare della sua vita: 

 "I miei ricordi più lontani di Dolores che cantava risalgono al primo giorno in cui la incontrai. Facevamo le prove in una sala di Limerick chiamata Xeric, venne a sentirci e la facemmo cantare " - racconta Hogan - "Aveva una piccola tastiera e cantò alcune canzoni scritte da lei. Venimmo tutti spazzati via da questa minuta ragazza di Limerick con una voce così sorprendente; Il fatto che non fosse ancora in una band era un miracolo. Secondo me cosa consentiva a Dolores di arrivare alle persone era la sua onestà, avevi ciò che vedevi. Nei primi giorni la band era molto timida, specialmente Dolores. Cantava dando le spalle al pubblico, ma cantava canzoni con le quali il pubblico poteva relazionarsi. Non c’era grande recitazione, non credo che le persone fossero abituate a una cosa del genere e quindi sembrava avere un riscontro positivo. Non sono sicuro del momento in cui Dolores riuscì ad accettare la fama, se mai lo fece, era una persona molto riservata, era come se andasse a lavoro e diventasse Dolores la versione pubblica, poi tornava a casa e si allontanava da tutto ciò. Come tutti noi, quando uscirono i nostri ultimi album, Dolores era cresciuta. Quando eravamo ventenni avevamo qualcosa da dimostrare, continui a spingere e preoccuparti di cosa pensano le persone ma all'epoca degli ultimi due album Dolores era molto serena, la pressione era scomparsa e c’era una grande atmosfera per poter lavorare. Credo che allora  si sentisse molto più sicura di sé come artista.

Quando abbiamo dovuto cancellare lo scorso tour (Nel 2017, per problemi alla schiena Ndr) fu molto contrariata, lo aveva atteso a lungo ed ha fatto tutto il possibile per risolvere il problema alla sua schiena, ma sembrava non avere fine.

Nei prossimi mesi avremmo dovuto iniziare a lavorare al nuovo album e suonare alcuni show, il primo speravamo fosse a Marzo. Ho parlato con Dolores venerdì scorso e stava alla grande, abbiamo parlato di tornare a lavoro, registrare alcune tracce sulle quali stavamo lavorando, domenica mattina mi ha anche mandato alcuni provini via email.

Le sono successe molte cose negli ultimi 10 anni, alcune buone e altre cattive, ma era come una sorella e come ogni membro della famiglia di cui ti importi qualcosa e per il quale cercheresti di farti sempre trovare al momento del bisogno. Ci sono stati momenti difficili ma alla fine restavamo sempre in contatto e siamo rimasti amici per 29 anni.

L’eredità di Dolores sarà la sua musica, quella di cui era tanto appassionata. Ci sono cose scritte 20 anni fa che ascolto ancora oggi e posso vedere e sentire la gente che le canta.  Solo pochi artisti possono vantare una canzone per la quale saranno ricordati, forse, lei ne aveva così tante! Il suo è un grande lascito.

Cranberries, parla il chitarrista Noel Hogan

The Cranberries - Promises 1999 "Paris" Live Video

The Cranberries - Promises 1999 "Paris" Live Video