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  29 settembre 2021

Dave Grohl parla del complicato rapporto con il padre

Il frontman dei Foo Fighters ha presentato la sua autobiografia parlando del difficile rapporto con il padre a causa della scelta di diventare un musicista

Il rapporto tra padre e figlio è stato uno degli argomenti toccati da Dave Grohl nel primo incontro londinese con i fan per presentare la sua autobiografia "The Storyteller". Il frontman dei Foo Fighters ha raccontato della frattura con suo padre James che era contrario alla sua decisione di diventare un musicista.

La nascita di un musicista

In vista dell'uscita della sua autobiografia "The Storyteller", Dave Grohl si è imbarcato in alcuni appuntamenti promozionale in cui raccontare dal vivo la sua vita e la sua carriera.
Nella prima tappa al Savoy Theatre di Londra, il leader dei Foo Fighters ha raccontato anche del difficile rapporto con il padre causato dalla sua volontà di diventare un musicista.

In un incontro con il pubblico nello stile di Springsteen On Broadway, Grohl si è aperto affrontando non solo la sua carriera ma anche la sua vita e il difficile rapporto con il padre che aveva per lui piani diversi dalla carriera come rockstar:"Ho iniziato a scoprire la musica più o meno quando i miei hanno divorziato. Ho imparato a suonare la batteria ma mio padre non mi permetteva di suonare perché i miei voti a scuola erano pessimi. Mi diceva 'Non dire che sei un musicista solo perché sai suonare uno strumento '. Ho anche cercato di fare il promoter, perché non mi veniva permesso di essere un musicista".

Una frattura, quella con il padre, che Grohl rese ancora più netta quando decise che avrebbe fatto di testa sua:"Abbiamo avuto una conversazione dolorosamente bizzarra su cosa avrei fatto da grande. Non sapevo cosa dire ma sapevo che bastava così. Scrissi una lettera di addio che diede inizio alla separazione tra di noi. Mi chiamò il giorno seguente dicendomi 'Non farlo mai più' e gli risposi che non avrei avuto bisogno di farlo".

L'epifania di Grohl

Grohl, ancora teenager, andò a prendere il posto di batterista degli Scream, band punk locale molto forte che gli permise di iniziare ad entrare nel circuito dei live e farsi le ossa suonando in tutto il mondo.
Fondamentale per lui, però, fu l'intervento della cugina Tracey Bradford che nel 1982 portò un Grohl tredicenne al Cubby Bear, un locale proprio davanti al Wrigley Field di Chicago, stadio che ha ospitato numerosi concerti, incluso quello immortalato dai Pearl Jam nel film concerto "Let's Play Two".

Sul palco, che il piccolo Dave riuscì a vedere praticamente di nascosto, c'era la band punk locale dei Naked Raygun. Fu un'epifania, la scoperta che oltre ai Kiss c'era di più, una marea di band alternative e punk che occupavano la collezione di dischi di Tracey.

Da lì è stato tutto un pestare piatti e tamburi fino alla telefonata che gli cambiò per sempre la vita, quella ai Nirvana che erano in cerca di un batterista. Un avventura durata fino alla tragica morte di Kurt Cobain, un lutto con il quale si trova ancora a dover fare i conti: "Ci sono persone nella vita che quasi ti prepari a perdere da un punto di vista emotivo, quasi come se fosse un meccanismo di autodifesa" - dice Grohl - "Ma non funziona, non funziona mai".

Dave Grohl parla del complicato rapporto con il padre

"Dave Grohl: The Storyteller"

Non poteva scegliere titolo migliore per il suo primo libro il frontman dei Foo Fighters, "Dave Grohl: The Storyteller", il cantastorie, sottotitolo 'Storie di vita e musica'. Chiunque abbia avuto modo di ascoltare Dave Grohl giù da un palco sa quanto sia un cantastorie fantastico, uno che potrebbe parlare per ore senza mai risultare noioso. E di storie da raccontare, big Dave, ne ha in grandi quantità e sono tutte davvero incredibili come quelle sugli scambi di e-mail con David Bowie o quella del portafoglio perso e ritrovato dopo vent'anni già pubblicate su @davestruestories, l'account Instagram utilizzato dal musicista americano nei mesi scorsi per iniziare a mettere nero su bianco i suoi racconti.

Ora l'ex batterista dei Nirvana promette di condividere con i propri fan molte altre storie di vita e musica nel suo primo libro.  Il tutto fatto, come sempre, home made come aveva già lasciato intuire al momento dell'annuncio alcuni mesi fa con un post in cui mostrava tonnellate di fogli scritti a mano con la caption 'Non cancellate mai, registrate sempre'.

Proprio grazie ad un registratore il cantante dei Foo Fighters ha voluto raccogliere i propri racconti attraverso la sua viva voce, una serie di storie che attraversano tutta la sua vita: "Da quando crescevo nei sobborghi di Washington D.C. fino ai primi tour a 18 anni e tutta la musica che è venuta dopo".

Una collezione di storie di vita vissuta a tutto volume trascritta nel solito stile DIY, senza raccontarsi a qualcuno se non al suo registratore: "Ho avuto in testa di farlo per anni - aveva scritto Grohl al termine di una lunga nota pubblicata sul profilo - e mi sono state date anche alcune opportunità (E' un gioco da ragazzi, fai un'intervista di quattro ore, trova qualcuno che trascriva tutto, metti la faccia in copertina e voilà) ma ho voluto fare le cose come al solito, a mano. La gioia che ho provato nel mettere in ordine questi racconti non è molto diverso da riascoltare una canzone che ho registrato e che non vedo l'ora di far ascoltare al mondo o leggere una vecchissima nota su un quadernetto macchiato o ascoltare la mia voce che rimbalza tra i poster dei Kiss nella mia cameretta da ragazzino".

"Dave Grohl - The Storyteller" sarà disponibile in Italia dal 12 ottobre, in formato fisico, digitale e audiolibro.