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  15 febbraio 2021

Deep Purple, 47 anni fa Coverdale e Hughes debuttavano in "Burn"

Il 15 febbraio 1974 i Deep Purple pubblicavano "Burn", l'album che segnò l'ingresso nella band di David Coverdale e Glenn Hughes

Il 15 febbraio 1974 i Deep Purple pubblicavano "Burn", ottavo album di una delle band con la storia più travagliata e contorta di sempre per quanto riguarda il viavai dei membri all'interno della formazione e proprio "Burn" fu il tentativo della leggendaria rock band inglese di reinventarsi con l'innesto di David Coverdale alla voce e Glenn Hughes al basso.

Un background fatto di tensioni

Nel 1972 i Deep Purple pubblicavano quello che, con "Deep Purple In Rock", è probabilmente il loro album migliore e tra i più grandi successi nella storia dell'hard rock. I dischi e  i tour senza sosta consolidarono il successo della band ma alimentarono anche una serie di tensioni interne che portarono l'anno seguente alla pubblicazione di "Who Do We Think We Are" e - soprattutto - ad una frattura tra i membri apparentemente insanabile.

Più crescevano le vendite, più aumentavano le date in giro per il mondo e più la situazione all'interno della band si faceva tesa.

Dopo il secondo tour dei Deep Purple in Giappone, nell'estate del 1973, il cantante della band Ian Gillan - ad oggi di sicuro quello da tutti riconosciuti come il 'titolare' del posto - decide che ne ha abbastanza dei litigi, specialmente con il chitarrista Ritchie Blackmore, e abbandona la band. Poco dopo a salutare i compagni sarà anche il bassista Roger Glover, spinto giù dalla rupe dallo stesso Blackmore.

La line up di maggior successo della band, quella che viene indicata come la line up "Mark IIa" e che riguarda il periodo dall'estate del 1969 a quella del 1973 - perché talmente tanti saranno i cambi di line up nella storia dei Deep Purple da dover utilizzare una legenda specifica per orientarsi - si scioglie.



L'arrivo di David Coverdale e Glenn Hughes

Così come era successo nel 1969, quando Gillan era entrato nei Deep Purple al posto di Rod Evans e Glover al posto di Nick Simper, circa quattro anni dopo la storia si ripeteva.

Gillan aveva comunicato già la propria intenzione di uscire dal gruppo verso la fine del 1972 creando un clima poco sereno tra i compagni, sì, ma dando allo stesso tempo loro il tempo per iniziare a guardarsi intorno per capire come proseguire la propria avventura. Blackmore era consapevole del suo ruolo di compositore principale, infastidito dal dover dividere tutto equamente con gli altri e infatti fu paradossalmente lui il primo a pensare di farsi da parte per ritagliarsi uno spazio in cui potesse essere il centro di tutto, pur coinvolgendo una figura ingombrante come Phil Lynott dei Thin Lizzy. Baby Face il nome del trio con il rocker irlandese che comprendeva anche Paice alla batteria, progetto poi accantonato, e che ad un certo punto dopo l'addio di Gillan, Blackmore pensò di ritirare fuori magari, perché no, chiamando a bordo anche Paul Rodgers dei Free e futuro Bad Company.

Fatto sta che il management dei Deep Purple spingeva affinché la gallina dalle uova d'oro non diventasse vittima di una catena di addii e convinse i membri rimanenti, Blackmore, Jon Lord e Ian Paice a rimanere insieme.

Per continuare c'era bisogno di trovare al più presto qualcuno da inserire come sostituto e la scelta finisce sul bassista e vocalist dei Trapeze Glenn Hughes corteggiato a distanza già da qualche mese dopo le prime indecisioni di Glover sul suo futuro all'interno dei Deep Purple.

Nella primavera del 1973 i Deep Purple si trovavano a Los Angeles dove andarono al leggendario club Whiskey A-Go-Go per vedere il concerto di un'altra band inglese, i Trapeze, che incentravano molto del loro sound proprio sulle quattro corde di Hughes. Dopo un'altra visita ad uno show dei Trapeze a Londra il mese seguente, Lord e Paice tentarono l'affondo che andò a vuoto, Hughes preferiva rimanere con i Trapeze, secondo lui in rampa di lancio. Almeno in un primo momento. L'idea di guadagnare un bel po' di soldi con una delle rock band più famose del momento e la prospettiva di lavorare con Paul Rodgers - in quella fase in cima alla lista dei frontman pensati da Blackmore - gli fecero cambiare idea.

Peccato che i nuovi Deep Purple stessero facendo i conti senza l'oste, in questo caso Paul Rodgers, che era troppo concentrato a cominciare la sua nuova avventura con i Bad Company per entrare e prendere il posto di Gillan. Serviva un piano B. Come se fossero una band qualsiasi, non quella di 'Smoke On The Water', i Deep Purple iniziarono a tempestare le riviste specializzate con annunci per la ricerca di un cantante, senza specificare che si trattava proprio di loro, anche se qualcuno lo intuì a causa delle tempistiche.

Tra le tante proposte la band si vide arrivare anche il nastro di uno sconosciuto 21enne di nome David Coverdale, dallo Yorkshire, in allegato anche la foto di questo ragazzino magrolino in uniforme da boy scout. Al suo interno quattro canzoni che Paice descriverà poi come 'orrende' ma in una di queste - nonostante lo stile totalmente diverso rispetto a quello dei Deep Purple - un cambio di ottava ribaltò totalmente le percezioni sul ragazzo.

Si dice che spesso sia la prima impressione a fare la differenza e quando Coverdale si presentò per il provino, ricorda Paice, "Era un po' sovrappeso, con dei baffi che non gli rendevano giustizia, super ansioso e pieno di whisky", ma è anche vero che il ragazzo dello Yorkshire fu l'unico cantante che i Deep Purple provinarono, la voce aveva del potenziale e, soprattutto, era molto diversa da quella di Gillan, cosa che avrebbe evitato confronti. Dopo una settimana di attesa in cui Coverdale iniziò a pensare di essersi sognato tutto, da Londra arrivò la chiamata: era nella band.


Deep Purple, 47 anni fa Coverdale e Hughes debuttavano in "Burn"

I Deep Purple e Burn

Registrato a Montreaux in Svizzera usando lo studio mobile dei Rolling tones, "Burn" band sviluppato dalla band a pieno regime, mantenendo la media di una canzone al giorno. Il contributo dei nuovi arrivati fu evidente e il lavoro di Coverdale e Hughes portò maggiore groove e un intreccio di voci unico, grazie soprattutto alle capacità dell'ex Trapeze che non si limitavano allo strumento. Nonostante anche per "Burn" fu Blackmore a fare la gran parte del lavoro autorale, il chitarrista decise di coinvolgere anche Hughes, che per questioni contrattuali vide riconosciuti i suoi crediti solo nella ristampa fatta trent'anni dopo, e il giovane Coverdale.

La traccia più famosa del disco è sicuramente la titletrack che per i due anni successivi diventò l'apertura anche di tutti gli show dal vivo dei Deep Purple e uno dei maggiori successi della band che smise di eseguirla dal vivo quando Gillan, rientrato poi nella band, si rifiutò di cantare brani del periodo Coverdale.

La tracklist di "Burn" dei Deep Purple

1 Burn

2 Might Just Take Your Life

3 Lay Down, Stay Down

4 Sail Away

5 You Fool No One

6 What’s Goin’ on Here

7 Mistreated

8 A 200