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  10 agosto 2020

Deep Purple, Ian Paice a Radiofreccia: " Se non cambieremo il mondo scompariremo velocemente"

Il leggendario batterista dei Deep Purple è stato intervistato da Nessuno per parlare del nuovo album Whoosh!

In occasione dell'uscita di "Whoosh!", il nuovo album dei Deep Purple arrivato finalmente la scorsa settimana, abbiamo intervistato il batterista della leggendaria band  rock britannica, Mr.Ian Paice. Si è parlato dell'impegno sociale della band, dei messaggi presenti nel disco e della voglia di tornare ad esibirsi in Italia dove i Deep Purple suoneranno il 5 luglio 2021 a Bologna Sonic Park.

Il messaggio del rock

"Ci sono ancora artisti che esprimono pareri sensibili sul mondo e ci sono alcuni pezzi dentro Whoosh! che lo fanno - racconta Ian Paice a Nessuno - Sappiamo che possiamo fare di meglio, senza cambiare troppo. Smettendola di inquinare il mare, sotterrando la plastica, respirando aria cattiva, possiamo farcela. Costruiamo aeroplani, siamo intelligenti. Possiamo cambiare il mondo e non serve molto. Se non lo facciamo, il pianeta starà bene ma noi scompariremo velocemente. È da stupidi non farlo".

Whoosh! e la critica sociale

A proposito del nuovo album Whoosh!, uscito il 7 agosto, e delle modalità di registrazione, il batterista dei Deep Purple racconta: " Abbiamo registrato l’anno scorso, alla vecchia maniera, in studio. Quando abbiamo creato questi componimenti, non ancora canzoni, Ian Gillan scriveva le sue note ispirato dalla musica, o ripescandone di vecchie e ci diceva: “non riesco a scrivere una canzone da questo”, oppure “questa è una bella canzone”.

Se torni a Child in Time, quella era una canzone di critica sociale. All’epoca c’erano URSS e USA che m minacciavano bombardamenti, il mondo era un posto triste.

Child in Time era il nostro sguardo sulla situazione, sul fatto che non dobbiamo ferirci l’un l’altro. Negli ultimi anni abbiamo visto i recenti problemi, come l’inquinamento, e le liriche di Ian riflettono tutto questo, parlando in tono astratti. “The old lady blew the leale off my tree”, quella è Madre Natura, un uragano.

Sono osservazioni messe lì per essere trovate. Ian non dice mai “devi fare questo” perché non funziona.

Se ti dico “non andare al pub” tu vorrai andare al pub. Non posso dirti cosa fare, ma posso dirti “non è una buona idea andarci”.

Se lo fai in modo gentile, avrai probabilmente reazioni migliori. Se sono divieti sbagliati ne esce una rivoluzione. Se il governo ti dice di non visitare tua madre, dopo qualche giorno ci vuoi andare. Non puoi dire alla gente cosa fare, devi fargli credere qual è la cosa migliore. 

È Ian il vero critico sociale della band. Lui ha il veicolo, le parole. Io non so scrivere testi per salvarmi la vita, ma nemmeno Ian sa suonare la batteria per salvare la sua.

Abbiamo talenti diversi, quando facciamo un disco Ian si fida della mia traccia di batteria e non torna finché non è finita

e io mi fido di lui per i testi, anche io li voglio sentire come voi là fuori. Quasi inediti.

È un mistero anche per me, finché non li sento. "

I rapporti interni alla band

Sul bilanciamento tra lotte e amicizia che tiene viva la band, il batterista dei Deep Purple dice: " Più che altro, credo che le divergenze abbiano creato la band. Ma se avessimo gli stessi problemi oggi, non saremmo qui. Siamo più vecchi e, speriamo , più saggi.  Non tutti vedono il mondo come te e devi venire a patti con la visione degli altri membri della band,  ma non ti deve importare finché suona bene la sua parte. Se non vuoi socializzare, non farlo.  Basta non aspettarsi che il mondo sia come tu lo vuoi. Penso che sia uno dei problemi coi giovani.  “Fai come vuoi, ci vediamo al prossimo live, è tutto ok.” 

Il prog nel 2020

In Whoosh! c'è tanto prog classico e fare del prog nel 2020 fa quasi strano ma non è successo di proposito:

"Siamo solo entrati in studio con delle idee. Il grande merito dei Deep Purple è che abbiamo sempre avuto grandi musicisti, dagli orizzonti ampi. Ti da molte possibilità.

Se sei fortunato, evolvi e provi nuove cose. Se esce del prog, va bene, dagli il nome che vuoi. È solo il suono 2020 dei Deep Purple.

Queste idee non le avremmo avute 50 anni fa, siamo diversi. Quando hai 20 anni, bevi troppo, corri dietro a tutte le ragazze e guidi troppo veloce. E perdi solo soldi. Un po' più avanti negli anni, forse bevi ancora un po' troppo".

Il ritorno in Italia

Dopo lo stop causato dal coronavirus i Deep Purple torneranno in Italia il 5 luglio 2021 all'Arena Parco Nord di Bologna per Bologna Sonic Park e il pensiero di Paice è rivolto ai fan italiani della band: " Per voi è stato un anno da dimenticare. A parte i Purple ho fatto qualche comparsa da ospite in Italia, per cui spero di ricordarmi come si fa. Mi mancano la pasta ed il vino. Speriamo di recuperare il prossimo anno.  Mi mancate molto". 


Deep Purple, Ian Paice a Radiofreccia: " Se non cambieremo il mondo scompariremo velocemente"

Ian Paice (Deep Purple) @ Radiofreccia