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  26 agosto 2020

Eddie Vedder parla con Lily Cornell del trauma di Roskilde e dell'aiuto di Pete Townshend

La voce dei Pearl Jam è intervenuta nel podcast della figlia di Chris Cornell sulla salute mentale raccontando di come il chitarrista degli Who lo abbia aiutat

Dallo scorso maggio, a esattamente tre anni di distanza dalla morte di Chris Cornell, sua figlia Lily si è impegnata nel progetto 'Mind Wide Open', una piattaforma pensata per aiutare le persone che soffrono di depressione ad aprirsi per aumentare la consapevolezza sulle questioni di salute mentale.

Attraverso i suoi canali, Lily affronta l'argomento conversando con diversi personaggi e, ultimo nella serie, è stato ospite anche un grande amico di suo padre, il leader dei Pearl Jam Eddie Vedder.


Vedder e la tragedia di Roskilde

Vedder ha parlato del tragico incidente di Roskilde del 2000 in cui, durante l'esibizione dei Pearl Jam al festival danese, nove fan della band morirono e ventisei furono feriti a causa della calca e del terreno scivoloso, un fantasma che non ha mai abbandonato Vedder e i suoi compagni.

Nel corso della chiacchierata Eddie ha raccontato a Lily di come, in qualche modo, lei stessa sia stata protagonista della prima parte di quella serata perché poco prima di salire sul palco avevano saputo della sua nascita: "Avevamo avuto la notizia che i nostri grandi amici Chris e Susan avevano appena avuto una bambina, e il suo nome era Lily - ha raccontato il frontman dei Pearl Jam - abbiamo pianto un po' per la gioia, ci siamo abbracciati perché tu sei stata il primo bambino tra tutte le nostre band, quindi per noi è stato un momento importante. Accadeva meno di quindici minuti prima che salissimo sul palco. Poi il tragico evento".

La vicenda

Poco dopo il dramma che sconvolse per sempre la vita dei Pearl Jam che, ancora oggi dopo vent'anni, portano dolorosamente dentro l'accaduto. 

Quel giorno pioveva nella campagna danese, tanto, e i temporali avevano reso l'area davanti l'Orange Stage, il palco principale del festival una poltiglia scivolosa di fango e melma, base pericolosa quando hai decine di migliaia di ragazzi intenti a scatenarsi e pogare al ritmo della loro musica preferita. I Pearl Jam suonarono per quarantacinque minuti quando a causa della calca incessante e del terreno reso scivoloso dal fango qualcuno cade aprendo un varco nel quale si fiondano tutti schiacciando i ragazzi per terra. Otto moriranno sul colpo, uno in ospedale, altri ventisei resteranno feriti, di cui tre in modo grave.

Nel corso degli anni tutta la band ha cercato di superare il trauma insieme ai genitori delle vittime, conoscendo le loro storie e andando avanti tutti insieme come se fossero una famiglia unica.

Come superare i momenti difficili e l'aiuto di Pete Townshend

Vedder ha poi raccontato di come sia difficile superare i momenti complicati: "Qualche volta è così semplice semplice reagire senza rispondere davvero, a volte la reazione può essere passare la sera a bere, lamentarti, ma questo ti porterà delle soluzioni? Penso che ad un certo punto ti stanchi di lamentarti solamente e scatta qualcosa che ti fa pensare 'Bene, come la risolviamo?' "

Una grande mano è arrivata - racconta Vedder - dal chitarrista e leader degli Who Pete Townshend che lo ha aiutato ad affrontare la vicenda nelle prime fasi, forte di aver vissuto un'esperienza simile nel 1979 quando undici persone morirono a Cincinnati durante uno show degli Who a causa della ressa.

"Ero lì, in posizione fetale e Pete mi diceva 'La puoi gestire' e io gli dicevo di no, che non ci sarei riuscito, che stavo impazzendo e lui insisteva 'No, ce la puoi fare'. Ero lì che dicevo 'povero me! Come è potuto accadere proprio a noi?' e Pete disse una cosa che mi aiutato a rimettere insieme i pezzi. Mi disse 'Probabilmente è successo a voi proprio perché tu sei in grado di gestirla, puoi farcela'. Quelle frasi mi hanno aiutato: non sentirti in colpa, non reagire. Rispondi".


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