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  25 agosto 2021

Elton John e il concerto al Troubadour che cambiò la sua carriera in una notte

Il 25 agosto 1970 Elton John debuttava negli USA con il primo show al Troubadour di Los Angeles che in una notte lo trasformò da sconosciuto a rockstar

Nel 1970 il 23enne Elton John lasciava la sua Gran Bretagna per recarsi per la prima volta negli Stati Uniti dove il 25 agosto avrebbe debuttato live al Troubadour di Los Angeles. Era timoroso che il passo fosse più lungo della gamba e tentare la fortuna in America prima ancora di averla trovata in casa poteva essere rischioso ma valeva la pena tentare e poi a Los Angeles avrebbe potuto sfogare la sua mania per i dischi in posti da sogno. E' così che, nel giro di una notte, Reginald Dwight diventò per sempre Elton John.


Una carriera ancora da fare

Elton John era un giovane di belle speranze agli esordi quando, sul finire degli anni '60, cercava di farsi strada nel mondo della musica insieme al suo paroliere, il fedelissimo Bernie Taupin.

I risultati, però, tardavano ad arrivare e una manciata di singoli, oltre al debut "Empty Sky" dimostravano che c'era del potenziale ma niente di più.

La pubblicazione di "Elton John" nell'aprile del 1970 iniziò a fargli guadagnare almeno un po' di apprezzamento dalla critica ma sul fronte delle vendite ancora poco da fare. Come disse Elton alcuni anni fa in un'intervista:"I nostri più alti successi includevano un album flop e tre singoli flop. Se volevate una canzone che poteva giocarsi la chance di arrivare l'ultima tra quelle in lizza per rappresentare il Regno Unito all'Eurovision, io e Bernie eravamo i vostri uomini".

Dick James, che aveva messo sotto contratto Elton, pensò che una mossa intelligente fosse provare a cambiare mercato e proporsi negli Stati Uniti. L'unica etichetta che decise di farsi carico della musica del giovane Elton fu la UNI che nel roster aveva come unico artista rilevante Neil Diamond. Di soldi, però, la UNI non ne avrebbe spesi per questo giovane barbuto e già stempiato e fu James ad investire nel progetto 10.000 dollari, sperando che sarebbe servito a fare breccia nel mercato a stelle e strisce.

Nell'estate del 1970 Elton, che aveva 23 anni, volò negli Stati Uniti con Bernie, la sua band e un gruppo di amici che non volevano assolutamente perdere l'occasione di scoprire gli States.


Il debutto al Trobadour

L'avventura americana di questo manipolo di britannici aveva un punto di partenza ben preciso, il Troubadour di Los Angeles.

Il locale, situato a West Hollywood, aveva aperto i battenti nel 1957 e nei primi anni aveva già fatto da scenario ad un arresto del comico Lenny Bruce, al debutto di Tambourine Man nella versione dei Byrds, all'esodio di James Taylor e dei Buffalo Springfield e alla prima volta in assoluto a Los Angeles di Joni Mitchell e di Neil Young.

A questo storico, il 25 agosto si aggiunse anche il debutto americano di Elton John, un cantautore britannico praticamente sconosciuto che di lì a poco sarebbe diventato una vera star.

Quello del 25 agosto fu il primo di otto concerti al Troubadour nel giro di sei giorni per Elton che si trovò davanti una sala gremita non solo di persone ma di personalità.

Il capo della UNI Russ Regan e il PR Norm Winter fecero di tutto per stipare il locale fino alla massima capienza di 300 persone e riuscirono a portare alla serata alcuni dei personaggi più influenti della scena musicale di Los Angeles.

Presentato da Neil Diamond e preceduto sul palco da David Ackles, Elton cominciò il suo show mentre in platea si aggiravano figure come Quincy Jones, Brian Wilson e Mike Love dei Beach Boys, Van Dyke Parks, Linda Rondstadt, Don Henley (che proprio al bar del Troubadour incontrò Glenn Frey con cui avrebbe formato gli Eagles), Crosby, Stills e Nash e Randy Newman.

Sin dalle prime note con 'Your Soung', che sarebbe arrivata in classifica solo cinque mesi più tardi, quel giovane inglese e la sua band crearono un'atmosfera magica che pochi anni fa il biopic "Rocketman" ha cercato di riprodurre mostrando Elton in volo mentre suona il piano.

Ed era quella la sensazione avuta dai presenti, che qualcosa di soprannaturale, di completamente diverso stava accadendo sul palco dove Elton diede tutto se stesso, cercando di non farsi scappare l'occasione della vita e ci riuscì. Come era possibile che un ragazzo timido nascosto dietro un pianoforte riuscisse a dominare in quel modo il palco, come era possibile che riuscisse a sprigionare quell'energia selvaggia degno di una rock band a chitarre spianate? C'era malinconia in quella musica ma anche lo spettacolo, lo show, che era quello che stava facendo impazzire tutti i presenti.



Elton John e il concerto al Troubadour che cambiò la sua carriera in una notte

Tutto in una notte

Un'esibizione che nel giro di una notte cambiò per sempre la percezione di Elton, aprendogli le porte per quella carriera pazzesca che poi è riuscito a portare fino ai giorni nostri.

Una figura fondamentale tra gli ospiti della serata fu anche Robert Hilburn, critico del Times che recensì lo show in modo entusiasta proclamando: "La musica rock ha una nuova star".

Ed era proprio ciò che era accaduto, il mondo aveva appena trovato una nuova rockstar e non aveva nemmeno bisogno di una chitarra: "Sapevo che era un momento importante e diedi il massimo. L'energia messa nella performance, lo sgabello calciato via, le mie gambe sulla tastiera presero tutti alla sprovvista. Era rock'n'roll e avevamo capito da subito che stava accadendo qualcosa" dirà Elton anni dopo.

Forse mai prima di allora un artista era riuscito a irrompere nel mercato americano nel giro di una notte ma quel giovanotto di Pinner, nord ovest di Londra, sì.

Pensare che Elton nemmeno voleva farlo quel viaggio, preoccupato come era di concentrarsi al meglio sulla carriera casalinga per capitalizzare il seguito dal vivo che, poco per volta, stava riuscendo ad ottenere nel Regno Unito. Non si sentiva pronto, voleva restare focalizzato sul Regno Unito e fare centro lì.

La vita (e Dick James) avevano però piani diversi e la sorpresa realizzata dal PR Norm Winter per far sentire a casa questi pallidi inglesotti all'arrivo, sembrò profetica.

Una volta sbarcati all'aeroporto di Los Angels, infatti, Elton John e i suoi accompagnatori che pensavano di dover raggiungere l'hotel in taxi trovarono ad attenderli un bus a due piani in perfetto stile inglese con scritto a lettere cubitali sul fianco "Elton John Has Arrived".

Ed Elton John era arrivato, in effetti e da lì non avrebbe più abbandonato l'Olimpo della musica.