02 luglio 2025, ore 16:38, agg. alle 17:01
A 30 anni dal debutto solista di Grohl, i Foo Fighters tornano con “Today’s Song”: un brano che celebra l’identità di band nata dopo Cobain e segnata da Hawkins.
Dai nastri solitari registrati da Dave Grohl nel 1995 dopo la morte di Kurt Cobain, alla coesione di una band capace di attraversare decenni, successi e perdite: “Today’s Song” chiude idealmente un cerchio lungo trent’anni.
Il nuovo brano dei Foo Fighters arriva in occasione dell’anniversario del loro debutto e rappresenta una tappa simbolica, tra memoria e continuità: dalla genesi come progetto personale fino all’identità condivisa di band che ha saputo resistere anche alla scomparsa di Taylor Hawkins.
Un cerchio che si chiude
Dave Grohl ha pubblicato una nuova canzone dei Foo Fighters. Ma non è una semplice uscita discografica. “Today’s Song”, il brano inedito pubblicato oggi, arriva esattamente trent’anni dopo il debutto della band con il primo album omonimo, uscito il 4 luglio 1995. È una ricorrenza che assume un peso speciale per Grohl e per l’intera traiettoria dei Foo Fighters. All’epoca, dopo la fine dei Nirvana e la morte di Kurt Cobain, Grohl si chiuse in studio e registrò da solo ogni strumento e ogni parte vocale di quello che sarebbe diventato il disco di debutto della nuova band. Un progetto nato quasi come reazione personale al dolore, e che nessuno immaginava potesse diventare una delle realtà più solide e amate del rock contemporaneo. Oggi, a distanza di tre decenni, Grohl torna con una nuova canzone — costruita con le stesse coordinate sonore — ma con un assetto completamente diverso. “Today’s Song” si apre con voce e organo, e versi che evocano il cambiamento e il passaggio del tempo: “Mi sono svegliato oggi urlando per un cambiamento; sapevo che dovevo farlo; così giace l’ombra; cenere alla cenere, polvere alla polvere.” Poi, il brano si accende con chitarre e batteria, in pieno stile Foo Fighters.
