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  29 maggio 2020

Foo Fighters, ecco la data italiana per il 2021

La band di Dave Grohl ha confermato il ritorno in Italia con la partecipazione ad I-Days 2021

Dopo un po' di attesa è arrivata l'ufficialità: i Foo Fighters torneranno in Italia nel 2021. La band di Dave Grohl si sarebbe dovuta esibire quest'anno al festival I-Days Milano - che in line up aveva anche nomi come Aerosmith, Korn e System Of A Down - ma, ovviamente, come in tutto il resto del mondo anche in Italia i live estivi si sono fermati a causa della pandemia provocata dal coronavirus.

Quando suoneranno i Foo Fighters in Italia?

I-Days Milano ha annunciato il reschedule dei primi live previsti per il 2020 all'anno prossimo. Il concerto dei Foo Fighters sarà recuperato nell'edizione 2021 di I-Days che si terrà dal 10 al 13 giugno 2021. Se avete deciso di conservare il biglietto dell'edizione 2020 nella speranza di poter vedere i Foo Fighters il prossimo anno, avete fatto bene.

La band guidata da Dave Grohl tornerà in Italia sempre nella stessa occasione e nella stessa location sabato 12 giugno 2021.

 I biglietti del festival acquistati in precedenza per la giornata dei Foo Fighters del 14 giugno 2020 restano validi per il nuovo show dellaband del 12 giugno 2021. Tutti coloro che invece desiderano ottenere il rimborso delbiglietto avranno la facoltà di richiedere un 'voucher' di pari valore a quello indicato sul biglietto, comprensivo quindi, del diritto di prevendita. Il Voucher potrà essere richiesto entro e non oltre il 26  giugno 2020. 

Il live dei Foo Fighters a Wembley

Nelle scorse settimane i Foo Fighters hanno messo a disposizione attraverso i loro canali il video del loro live allo stadio di Wembley a Londra del 2008, un grande momento per la band e per Dave Grohl che ha raccontato dell'esperienza ad Entertainment Weekly soffermandosi anche sugli eccezionali ospiti presenti quella sera, John Paul Jones e Jimmy Page dei Led Zeppelin.

"Quando ho suonato al concerto di beneficenza Live Earth allo stadio di Wembley dal palco ho detto scherzando, perché all'epoca non avevamo mai nemmeno suonato da headliner in uno stadio, che sarei tornato lì per una serie di concerti. Un anno dopo il mio manager mi chiede davvero se volessi farlo. Allora abbiamo disegnato il palco, nel vero senso della parola, su un tovagliolo, una bozza di quello che poi è diventato il marchio di quello show e poi qualcuno ci ha chiesto se volessimo avere con noi delle special guest.

Io sono un fissato dei Led Zeppelin, ho anche dei tatuaggi dedicati a loro e ho pensato che avrei chiamato John Paul Jones con il quale avevamo suonato The Pretender ai Grammy di quell'anno e siamo diventati amici. Si trattava del momento più alto della mia carriera, perché non chiamare la band che mi aveva cambiato la vita? Dopo mi sono trovato al telefono con Jimmy Page che mi ha semplicemente chiesto cosa volessi fare. Gli ho risposto 'Rock'n'Roll' e poi mi ha chiesto che altro, gli ho detto 'Ramble On' e lui mi ha dato appuntamento alle prove. E' stato semplicissimo ! "

Le emozioni e anche una grande sbronza, rendono i ricordi dell'incontro abbastanza confusi per Dave Grohl che comunque ha ben presente il momento in cui si è trovato ad un basso dai suoi idoli: "Ho i ricordi un po' confusi ma i giorni prima dello spettacolo abbiamo fatto delle prove e quando loro sono arrivati non potevo crederci, era arrivato il momento che attendevo da tanto, essere seduto sul mio sgabello e guardare Jimmy Page da una parte e John Paul Jones dall'altra. Ero a pochi metri da Jimmy Page mentre suonava quei grandi classici e spaccava con quei solo di chitarra classici, è qualcosa difficile da spiegare. Sembrava quasi che fossi precipitato in un film dei Led Zeppelin o qualcosa del genere, non sembrava nemmeno reale. La loro importanza per me è difficile da spiegare perché io non ho mai preso lezioni, non so leggere la musica, non capisco la teoria, ma ascoltare gli album dei Led Zeppelin mi ha insegnato davvero tanto, mi ha insegnato come imparare, quindi per me erano quasi delle divinità."

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