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  08 febbraio 2021

Foo Fighters, quando Dave Grohl parlò del suo lavoro ai compagni di classe di sua figlia

Dave Grohl ha raccontato di quando, anni fa, andò nell'asilo della figlia per raccontare ai compagni il suo lavoro come frontman dei Foo Fighters

Dopo tanta attesa, la scorsa settimana i Foo Fighters hanno pubblicato l'album "Medicine At Midnight", decimo lavoro per la band di Dave Grohl che ha raccontato in un'intervista anche un simpatico aneddoto relativo alla giornata dei genitori a cui partecipò nella classe di sua figlia Violet alcuni anni fa.

Sono Dave e sono un musicista

Quando Violet aveva ancora cinque anni, ha raccontato Grohl ad Absolute Radio, il frontman dei Foo Fighters decise di prendere parte alla giornata dei genitori in cui, i genitori degli studenti, vanno in aula per raccontare agli alunni quello che è il loro lavoro. Quando il lavoro di tuo padre è fare la rockstar a tempo pieno, inevitabilmente, la cosa può diventare bizzarra e così è stato anche per Dave e Violet.

"Quando mia figlia aveva, forse, cinque anni - ha raccontato Grohl - era ancora all'asilo e avevano la giornata dedicata ai papà. Quindi presi un paio dei miei Grammys, un po' di pass, di bacchette, e vado. Sono seduto lì, su una sedia a dondolo, circondato da questi bambini e dico: "Ciao, sono il papà di Violet, il mio nome è Dave e sono un musicista".

Avere un padre musicista è sicuramente figo e big Dave cercò di spiegare meglio il suo lavoro permettendo ai piccoli di tenere i vari cimeli:"Gli dico che suono la batteria, gli passo le mie bacchette, gli passo i cordini, i pass per il backstage". Tutto molto bello, bambini entusiasti per il lavoro di Dave, anche se qualcuno di loro aveva ancora qualche dubbio, specialmente una bambina che, una volta tornata a casa, disse ai genitori: "Il papà di Violet è venuto a scuola oggi e ha spiegato cosa fa. E' un mago!".

In un certo senso, in effetti, una bacchetta è sempre una bacchetta

I 30 anni di Nevermind

Parlando invece dell'altra sua band della vita, i Nirvana, Dave Grohl ha commentato il possibile anniversario per i 30 anni di "Nevermind", capolavoro della band di Kurt Cobain che il 24 settembre del 2021 festeggerà il trentesimo anniversario.

Su come verrà celebrato l'album, però, non si sa ancora molto, anche se è certo che qualcuno stia già organizzando qualcosa. Quello che è sicuro, però, è che lui e l'altro superstite della band, Krist Novoselic, non ne hanno ancora discusso: "No, io Krist non ne abbiamo ancora parlato, anche se gli anniversari sono una cosa strana perché continuano ad avvenire anno dopo anno - ha detto Grohl - sono certo che c'è qualcuno stia parlando da qualche parte su come festeggiare la musica di Kurt a distanza di trent'anni, ma non so davvero nulla di specifico".

Il giudizio di Cobain

A proposito di Cobain, recentemente il NME ha chiesto al cantante dei Foo Fighters cosa penserebbe oggi Cobain della sua band ma, anche questa volta, la risposta non è semplice: "Non ci ho mai pensato e vi dirò perché. Per venticinque anni è qualcosa per cui sono stato giudicato, fin dall'inizio. Per me è una situazione pericolosa in cui trovarmi perché non puoi creare o giudicare qualcosa secondo gli standard di qualcun altro".

Proprio parlando delle sensazioni provate creando il progetto Foo Fighters e delle difficoltà del giudizio, ha aggiunto : "E' divertente perché ho tenuto questo piccolo progetto segreto per molto tempo prima che diventasse una band, e una delle ragioni è stata proprio la paura del giudizio degli altri. Non mi sentivo sicuro nel diffondere i miei demo per il solo fatto che fossero miei, c'era una certa sicurezza nel tenerli per me stesso. Uno dei motivi per cui ho creato una band è stato allontanarmi dal passato".

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