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  22 dicembre 2020

I Black Sabbath guidati da strane presenze?

Il chitarrista dei Black Sabbath Tony Iommi convinto che la band fosse guidata da strane presenze

Sin dagli esordi della loro carriera i Black Sabbath hanno dovuto fare i conti con una fama che li voleva vicini all'occulto e alla magia nera, una voce che - sebbene Ozzy Osbourne abbia voluto recentemente smentire - il chitarrista Tony Iommi ha, in qualche modo, deciso di rinforzare in una recente intervista.

Parlando con Mojo, infatti, il chitarrista della storica band inglese ha raccontato di come abbia sempre avuto la sensazione che i Black Sabbath non fossero lasciati soli nella loro carriera ma accompagnati da una mano invisibile, un'oscura presenza che si manifestava ogni volta che i quattro si incontravano.


Il quinto membro dei Black Sabbath

In un'intervista rilasciata al celebre magazine musicale, Iommi parla di come abbia sempre avuto la percezione che ad accompagnare i Black Sabbath nel loro cammino ci fosse anche una strana presenza che che appariva quando tutti e quattro i membri originali della band - lui, Ozzy Osbourne, Geezer Butler e Bill Ward - si trovavano insieme.

"Abbiamo sempre avuto la sensazione che nella band ci fosse un quinto membro, per quanto detto ora possa sembrare ridicolo. - ha detto Iommi a Mojo -  che ci fosse qualcuno che ci guardasse dall'alto e ci guidasse. Sentivamo la sua presenza quando eravamo tutti insieme, ne parlavamo come del 'quinto membro' o 'Il superiore'. Eravamo così vicini come band, sin dall'inizio abbiamo vissuto a strettissimo contatto tanto da diventare una cosa sola. Sentivamo questo quinto membro come una presenza vera e reale ".



Le strane esperienze dei Black Sabbath

Se questa strana presenza che aleggiava sui quattro Black Sabbath era spesso considerato come uno 'spirito guida', un qualcosa di positivo, allo stesso tempo accadeva spesso che quando Tony, Ozzy, Bill e Geezer si trovavano insieme potevano capitare fatti davvero strani: "Ad esempio - racconta Iommi - se eravamo nel van e qualcuno, guardando fuori dal finestrino, diceva 'Guardate, c'è un fish & chips!', le luci del negozio si spegnevano di botto. Ci succedevano cose strane all'epoca".

Le presenze, però, hanno sempre caratterizzato la storia dei Sabbath che, ad esempio, iniziarono a lavorare all'album "Sabbath Bloody Sabbath" facendo delle prigioni di un castello la loro base operativa. Sebbene in un primo momento tutto sembrava scorrere in modo ordinario, come se si trattasse di uno studio qualsiasi, ad un certo punto iniziò ad accadere qualcosa di strano. Come raccontato in passato da Iommi c'erano delle ombre che si muovevano nei corridoi e nelle sale del castello: "Un giorno stavo camminando, credo fossi con Geezer o Bill, e ad un certo punto vediamo queste figure che vengono verso di noi e all'improvviso girano a sinistra in una stanza, quella dell'arsenale, dove c'erano tutte le armi .- racconta Iommi - Le seguimmo e non c'era nessuno lì e non c'erano porte o finestre. Quando pochi giorni dopo abbiamo raccontato delle stranezze accadute ai proprietari del posto ci han risposto dicendo di non preoccuparci perché si trattava solo del fantasma del castello!" 



Non è una band da magia nera

Sul legame tra Black Sabbath e occulto è tornato recentemente Ozzy Osbourne in un video per i GQ Awards in cui viene intervistato dal suo produttore Andrew Watt.  Ozzy, che proprio ieri è  stato incoronato come vincitore della Radiofreccia Top 20 2020 con il singolo 'Ordinary Man', ha voluto raccontare un altro aneddoto per spiegare come i Sabbath non fossero una band spettrale ma solo quattro ragazzi con le paure di tutti.

 "Un giorno il nostro manager venne da noi e ci disse che avremmo dovuto vedere a tutti i costi questo film, "L'esorcista" - ha raccontato Ozzy - tutti credevano che i Black Sabbath fossero una band posseduta.  Siamo andati al cinema a vedere il film e ce la siamo fatta tutti addosso dalla paura! Quando la gente pensa a noi come una specie di band spaventosa coinvolta nella magia nera sbaglia alla grande". E proprio sui Black Sabbath Ozzy aggiunge: "Non eravamo una band creata da qualche impresario, eravamo solo quattro ragazzi che hanno provato a vivere un sogno andato ben oltre ogni più rosea aspettativa".


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Black Sabbath "Iron Man"

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