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  01 agosto 2020

ZZ Top e il disastro di Pittsburgh

La cronaca del concerto dei 'tres hombres' a Pittsburgh nel 1976 tra devastazioni, feriti, Aerosmith incazzati ed animali in fuga

Di tour folli nella storia del rock se ne contano innumerevoli ma forse sono pochi quelli che possono vantare giornate particolari come quella vissuta dagli ZZ Top nel giugno del 1976 e che ha per protagonisti, oltre alla band texana, pubblico fuori controllo, un'altra grande band poco felice della situazione, devastazione, feriti e animali in fuga di ogni tipo.

Scenario niente male, vero? Ma facciamo un salto indietro.

Il Worldwide Texas Tour

Nel 1975 i barbuti ZZ Top pubblicano "Fandango!", loro quarto album composto per metà da esibizioni dal vivo e per metà da registrazioni in studio e un anno dopo si imbarcano nel Worldwide Texas Tour. Per la prima volta la band decide di non limitarsi ad un classico spettacolo di musica dal vivo vecchio stile ma pensa di affrontare gli stadi e le grandi arene con un set up caratteristico e multimediale per portare il Texas sul palco.

Immagini di canyon, una struttura che richiami lo Stato della stella, stivali, cappelli da cowboy e parte della fauna locale. Sì, perché la band di Gibbons e dei suoi 'fratelli' pensò fosse una grande idea portare davvero un po' di Texas radunando in occasione dei loro show animali di ogni tipo come serpenti a sonagli, bufali e avvoltoi.

Cosa potrebbe mai andare storto? Tutto, e non necessariamente solo per colpa degli animali, specialmente se a questo mix selvaggio e già potenzialmente esplosivo si aggiungono grandi quantitativi di sostanze intossicanti, folla impazzita e gli Aerosmith scontenti della serata.

E ricordi offuscati per tutti i presenti.



Il disastro di Pittsburgh

12 giugno 1976, il tour arriva al Three Rivers Stadium di Pittsburgh, Pennsylvania dopo aver già fatto registrare alcuni fatti singolari.

Nemmeno dieci giorni prima a Richmond un enorme avvoltoio parte del carrozzone decise di andarsene a spasso autonomamente volando in circolo sulle teste del pubblico durante il concerto. L'uccello era stato addestrato per atterrare sulla testa di Ralph Fisher, l'uomo che era stato assunto dal management per badare a tutti gli animali del tour, e sapeva di dover cercare il suo cappello bianco. Peccato che quella sera di cappelli bianchi tra il pubblico ce ne fossero diversi e il povero avvoltoio era dubbioso sul punto di atterraggio, come un aereo in attesa di ricevere l'ok dalla torre.

Ma torniamo a Pittsburgh.

Ad aprire il concerto dei ZZ Top c'erano gli Aerosmith freschi di pubblicazione del quarto album "Rocks" e al top della follia. Mettere una band glam e pittoresca di Boston con dei duri uomini del Texas e il loro pubblico, però, non si rivelò però una grande mossa.

L'eccitazione della folla era già a mille e le cronache riportano di uno stato di confusione esagerato già prima dell'apertura dei cancelli che causò una ressa appena i Point Blank, primi supporter, suonarono le note iniziali. I ragazzi in fila erano già  molto su di giri e leggenda vuole che ci fosse anche qualcuno che andava in giro ubriaco in sella ai più disparati animali da fattoria. I cancelli vennero divelti, il pubblico entrava portando in spalla barili di birra e gli atti vandalici raggiunsero livelli mai documentati prima o dopo dalla città.

Il diverbio con gli Aerosmith

La richiesta della formazione di Steven Tyler di avere un camerino per ogni membro della band venne disattesa perché gli ZZ Top avevano preso possesso di tutto creando malumore ma si cercò di porre rimedio posizionando gli Aerosmith in una zona poco lontana con un motorhome per ognuno della band, una jacuzzi, una zona barbecue e delle ragazze.

Ma il peggio doveva ancora arrivare. Una volta saliti sul palco, gli Aerosmith si trovarono a dover affrontare una platea decisamente ostile che iniziò a prenderli come bersaglio lanciandogli contro di tutto: bottiglie di birra, lattine e addirittura fuochi pirotecnici, una scena di delirio totale che però non fermò la eroica band di Boston. Ci riuscì, invece, un fan dei ZZ Top che, stanco di ascoltare quella musica e ubriaco marcio, riuscì ad aggrapparsi sui tralicci dell'alta tensione scollegando i cavi che alimentavano l'impianto e mettendo il muto all'esibizione.

Rientrati nel backstage l'atmosfera non era quella delle migliori: l'area dedicata agli Aerosmith e al loro staff era stata messa a ferro e fuoco e quando il promoter arrivò sul posto vide vetri infranti e sedie che volavano, i veicoli distrutti e ricoperti di ketchup. Il manager degli Aerosmith, a quel punto, pretese la spettante parte dell'incasso e, quando il promoter fece notare i danni fatti, rispose semplicemente: "Ve lo siete meritato, non avete letto il rider. Avevamo chiesto degli asciugamani azzurri, invece sono blu".

Il bollettino finale

In una serata che già sembrava disastrosa di suo, il delirio tra il pubblico continuò e i giornali il giorno successivo parlavano di 250 feriti tra persone colpite, altre collassate per uso di sostanze, altre ancora ferite da cocci e vetri, uno dei concerti più tristemente noti nella storia della città. Alcuni giorni dopo le cifre vennero ridimensionate ad una novantina di feriti, un paio in condizione critiche, ma quello che resta è la situazione di confusione.

Come se non bastasse, e qui torniamo agli animali, in qualche modo bufali e Texas Longhorn parte del tour decisero di fuggire e andarsene a spasso devastando i dintorni e il campo da gioco dello stadio dove, il giorno seguente, si sarebbe dovuto svolgere un match di baseball dei padroni di casa, i Pittsburgh Pirates.

Insomma, un evento davvero disastroso di cui in Pennsylvania ancora parlano, anche se ognuno alla propria tesi perché, come detto molti anni dopo da Bill Gibbons: "Se ricordi esattamente come andata, probabilmente non eri lì".


ZZ Top e il disastro di Pittsburgh