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  27 gennaio 2021

John Lennon e la registrazione veloce di 'Instant Karma!'

Il 27 gennaio 1970 John Lennon registrò 'Instant Karma!', hit nata e pubblicata in dieci giorni sul concetto delle conseguenze immediate di un'azione

Il 27 gennaio 1970, 51 anni fa, John Lennon registrava con Phil Spector 'Instant Karma!', un pezzo concepito, registrato e pubblicato nell'arco di dieci giorni tanto da diventare uno dei singoli realizzati più velocemente nella storia. Una riflessione sul concetto del qui e ora, sulle conseguenze immediate delle proprie azioni nata pochi mesi prima della pubblicazione di "Let It Be" e del definitivo scioglimento dei Beatles

Scritta a colazione, registrata a pranzo, pubblicata a cena

Nel suo classico stile iperbolico John Lennon presentò proprio così 'Instant Karma!', raccontando di come la canzone sia la chiara espressione del concetto racchiuso al suo interno: un susseguirsi immediato di rapporti di causa-effetto che portò alla dichiarazione di Lennon che recitava: "Ho scritto la canzone per colazione, l'ho registrata a pranzo e la pubblichiamo per cena".

L'ispirazione era arrivata da una conversazione avuta da Lennon e Yoko Ono con l'ex marito di Yoko Tony Cox, dal quale si erano recati per far visita alla figlia di Yoko, e sua moglie Melinde Kendall. Argomento della discussione era il concetto secondo il quale le nostre azioni abbiano una conseguenza sulle nostre vite non solo nel corso del tempo ma subito, nell'immediato: "Ho compreso che il karma influenza la vita futura e passata ma riguarda l'immediato - disse Lennon - C'è una vera reazione immediato alle nostre azioni, ed è questo che dovrebbe preoccupare la gente".

Ovviamente le cose non andarono esattamente così, il ritmo fu leggermente diverso da quello raccontato da Lennon ma, in ogni caso, nell'arco di soli dieci giorni Lennon, effettivamente, scrisse, registrò e pubblicò il suo terzo singolo da solista uscito il 6 febbraio 1970, circa tre mesi prima dalla pubblicazione di quello che sarebbe stato l'ultimo album della discografia beatlesiana: "Let It Be".



Un periodo di tensioni

In attesa della nuova versione dei fatti che sarà contenuta nel documentario di Peter Jackson "Get Back" in uscita la prossima estate, la storia ci consegna un periodo - quello nei mesi precedenti l'uscita di "Let It Be" - caratterizzati da forti tensioni all'interno dei Beatles. Mesi in cui i Fab Four, Lennon e McCartney in testa, lavoravano al disco con in testa la voglia di sganciarsi da quel mostro a quattro teste e seguire le proprie inclinazioni.

Già dal 1969, anno in cui Lennon fece uscire i suoi due primi singoli fuori dalla formazione di Liverpool, i Beatles erano in una fase di incertezza, di continua riscrittura della loro storia che avrebbe prodotto gli ultimi due album: "Abbey Road" e, appunto, "Let It Be".

Nel 1970 tutti i Beatles erano con la testa altrove, impegnati in progetti lontani dalla band che a breve sarebbero diventati il loro focus principale e, paradossalmente, fu proprio Geroge Harrison, impegnato a creare il suo primo album solista post Beatles "All Things Must Pass", ad aiutare Lennon nelle registrazioni di 'Instant Karma!'.

La registrazione di 'Instant Karma!'

La mattina del 27 gennaio 1970 John Lennon scrisse 'Instant Karma!' in meno di un'ora e capì subito di avere tra le mani una hit, un grande pezzo che - in linea con il concetto sul quale si poggiava - avrebbe dovuto capitalizzare nel minor tempo possibile.

Per farlo, Lennon chiese una mano proprio a George Harrison spiegandogli il concetto dietro il brano e la necessità di registrarlo al più presto. I due si diedero appuntamento ed Harrison si presentò con Phil Spector, leggendario e controverso produttore scomparso di recente con il quale il 'quiet Beatle' stava collaborando per le registrazioni del suo album capolavoro, "All Things Must Pass".

Così Harrison arrivò ad Abbey Road, con Spector al seguito, e diede il proprio contributo. In studio c'erano loro, Lennon, Klaus Voormann al basso, Billy Preston all'organo e Alan White - già membro della Plastic Ono Band e poi negli Yes - alla batteria.

Il lavoro di Phil Spector, grazie tecnica del 'wall of sound' e i continui overdub delle tracce, era proprio ciò che Lennon stava cercando per dare il giusto sound al brano e lo stesso autore fu sorpreso del risultato al primo ascolto in cui 'sembrava che sul nastro avessero suonato cinquanta persone'.

Dopo 10 take Spector iniziò a doppiare i suoni e fece entrare in studio un gruppetto di persone, incluso il manager dei Beatles Allen Klein, raccatate in un locale nelle vicinanze per fare i cori sotto la direzione di Harrison.



L'influenza di Phil Spector

'Instant Karma!' era nata e avrebbe portato Lennon a diventare il primo membro dei Beatles a vendere oltre un milione di copie negli Stati Uniti con un singolo da solista.

Il risultato finale colpì Lennon a tal punto da convincersi che il tocco finale per "Let It Be" dovesse arrivare proprio da Phil Spector che prese in corsa l'incarico di produttore per quello che sarebbe stato l'ultimo album dei Beatles, forse accelerando ulteriormente la fine della band.

L'arrivo di Spector fu infatti visto in maniera negativa da McCartney e creò l'ennesima frattura all'interno della band e convinse Macca ad uscire con il suo primo album solista poco prima di "Let It Be" formalizzando, di fatto, la fine dei Fab Four.


John Lennon e la registrazione veloce di 'Instant Karma!'