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  01 aprile 2021

La storia di Steve Burton il quasi cantante degli AC/DC

Steve Burton racconta di quando prese parte al provino degli AC/DC per scegliere il nuovo cantante ma si trovò contro Brian Johnson

La vita è piena di sliding doors, di snodi, di momenti che definiscono il proprio futuro. Ci sono poi le porte girevoli, quelle intorno cui gravitano le vite di più persone, quella di Bon Scott - storico cantante degli AC/DC - che quella vita l'ha lasciata troppo presto, Brian Johnson che da Scott avrebbe preso l'eredità e Steve Burton, il terzo incomodo.
Proprio quest'ultimo, Steve Burton da Birmingham, pensava e sperava di passare il resto della sua vita come voce degli AC/DC e ora racconta quello che sarebbe potuto essere e non è stato in un'intervista a Rock Candy.

Steve Burton, il roadie che sapeva cantare

Steve Burton, 'Burtie' per gli amici, era un roadie di Birmingham quando decise di giocarsi la sua chance per salire sul palco con un altro ruolo. Raccomandato da Terry Lee e Keith Evans, roadie degli AC/DC all'epoca, pensò di fare il grande passo e proporsi come voce della band australiana dopo la morte di Bon Scott.

Anche Steve, come Brian Johnson, si recò a Londra per le audizioni ma l'esito non fu quello aspettato: "Mi recai a Londra per il provino con la band - racconta - andai d'accordo con tutti ed ero convinto di essere andato bene ma, per qualche ragione, non ho preso il posto che è andato invece a Brian Johnson, ovviamente. Ma credo di aver fatto una buona impressione sulla band".

Burton non era riuscito ad entrare negli AC/DC, vero, ma Malcolm Young decise di fare il suo nome al nipote Steve Young - attualmente proprio chitarrista negli AC/DC - che stava cercando un cantante per la sua nuova band a Birmingham. Così nacquero gli Starfighters che accompagnarono gli AC/DC per le tappe del tour di "Back In Black" nel Regno Unito.
E non è tutto, lo stesso Malcolm Young si unì a loro per registrare un paio di canzoni, 'Alley Cat Blues' e 'Rock'Em Dead' che gli fecero ottenere un contratto con la Jive Records con cui gli Starfighters registrarono due album prima che tutto scomparisse in una bolla.


Nessun risentimento

L'esperienza con gli Starfighters non si concluse al meglio: "L'etichetta ci vincolò ad un contratto senza permetterci di lavorare - racconta Burton - stavano cercando di trasformarci in qualcosa che non eravamo. E noi non volevamo che fosse così".

Quando sei in una band, il problema, è che spesso rischi di non avere un piano B per concentrarsi sulla carriera, specialmente quando il futuro sembra di quelli interessanti: un contratto, dischi, tour in supporto ad una delle band rock più toste in circolazione ma non è stato così per il roadie che sapeva cantare Steve Burton: "Avevo dato tutto per la band, sapete come funziona. Sei in rampa di lancio, pensi a trasferirti in America e robe del genere e alla fine sono finito a lavorare nel caffé di un mio amico a Birmingham a preparare hamburger per due anni".

Nonostante l'occasione mancata da parte di Burtie non c'è nessun risentimento verso gli AC/DC per la loro scelta: "Brian ha ottenuto il posto perché ha una voce che spacca, c'è poco da dire. E' entrato alla grande nel gruppo e nel corso degli anni ha fatto un gran lavoro".

Tra una peripezia e l'altra, comunque, Burton ha provato a fare ancora musica e solo nel 2020 ha pubblicato un album con una band rock blues chiamata Vincent Flatts Final Drave. Un percorso, il suo, che il cantante ha affrontato con grande sportività: "Non sono mai stato geloso del successo altrui. Qualsiasi cosa ti accada nella vita - ha detto - devi continuare ad andare avnati, che si tratti di suonare in una band o spalare merda tutto il giorno".

La storia di Steve Burton il quasi cantante degli AC/DC

Il provino di Brian Johnson

Recentemente Brian Johnson aveva ricordato per l'ennesima volta il suo provino con gli AC/DC quando, dopo aver mollato il colpo con i Geordie, fu raggiunto da una telefonata inaspettata. Brian era a Newcastle quando una donna dall'accento tedesco lo chiamò per proporgli di andare a Londra e fare un provino: "Le dissi che ero stato già deluso dalla musica con i Geordie - racconta - e dopo aver passato tre anni con loro me ne andai senza un penny in tasca. Non lo avrei fatto di nuovo, non sarei andato a Londra per il provino, non potevo permettermelo".

Nemmeno l'indizio sulla band che lo stava cercando inizialmente convinse Johnson a fare la trasferta:"Gli AC/DC Sono fortissimi - disse - ma io ho 32 anni, sono vecchio, sarebbe un viaggio a vuoto".
A convincere il futuro cantante degli AC/DC fu un'altra telefonata arrivata poco dopo, quella di Andre Jacquemin che gli propose una bella paga per andare a Londra e registrare la voce per lo spot di un'aspirapolvere.
Con quei soldi sì che il viaggio avrebbe avuto senso, allora chiamò di nuovo la donna dall'accento tedesco e prese il treno per Londra.
Una volta arrivato a Londra, Brian si presentò alle audizioni degli AC/DC, le stesse a cui aveva preso parte Burton, e imbroccò la porta giusta. Il resto, come dicono, è storia.