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  25 marzo 2018

#MarchForOurLives : i musicisti coinvolti

Nelle scorse ore il movimento contro le armi che da Washington DC si è sparso in tutti gli Stati Uniti ha visto un supporto enorme dalla comunità artistica

Nelle ultime ore gli Stati Uniti si sono mobilitati per la #Marchforourlives che il 24 - partendo da Washington DC su mobilitazione dei sopravvissuti alla sparatoria di Parkland, Florida del mese scorso - ha unito un popolo in oltre 800 cortei per chiedere maggior controllo e una nuova regolamentazione sul tema delle armi. In quella che gli U.S.A. stanno vivendo come una delle prese di posizioni da parte dei giovani più importanti dai tempi del Vietnam, molti i rappresentati del mondo della musica, così come dello spettacolo, che si sono uniti a diverso titolo all'appello, in un mix di stili e generi come il caso richiede. 

Michael Stipe, ad esempio, ha attirato l'attenzione sul tema pubblicando a sorpresa un estratto del suo primo inedito scritto come solista dopo lo scioglimento dei R.E.M. nel 2011, 'Future, if Future'. Molte le performance di superstar della scena pop e hip hop come Miley Cyrus, Ariana Grande e Vic Mensa e i Fall Out Boy, mentre Hayley Williams dei Paramore ha preso parte al corteo di Nashville, così come in strada si sono palesati Kanye West e Halsey; Slash, Pearl Jam, Justin Timberlake, Lady Gaga, Paul Stanley dei Kiss, Jared Leto, Mark Hoppus dei Blink-182 e Joan Jett, sono tra i tanti che si sono affidati ai social ponendo l'accento sulla forza giovanile dell'ondata di protesta, sulla nuova generazione che finalmente sembra aver trovato nei ragazzi di Parkland il fulcro intorno cui far ruotare il proprio spirito reazionario e proponendosi come 'guardiaspalle' di questo manipolo di giovani adulti alle prese con uno scontro frontale di una proporzione mediatica apparentemente più grande di loro. Steven Tyler con Mick Fleetwood, Krist Kristofferson, Willie Nelson e altri ospiti ha organizzato un 'Live for our lives' alle Hawaii, mentre Nikki Sixx dei Motley Crue appoggia il movimento e si scaglia contro quegli artisti che 'pur avendo una voce, per paura di perdere soldi se ne tengono fuori'.

In strada a New York c'era anche Paul McCartney che indossava una t-shirt con su scritto 'We can end gun Violence' e che ai microfoni della CNN, ha ricordato John Lennon, caduto sotto gli spari di Mark Chapman l'8 dicembre 1980 proprio nei dintorni di Central Park, con una speranza per il domani che racchiude i desideri di un'ampia fetta del popolo americano: "Uno dei miei migliori è amici è stato ucciso da una pistola proprio qui, dietro l'angolo. Quindi per me è importante non solo manifestare oggi, ma agire domani". 

#MarchForOurLives : i musicisti coinvolti

Paul McCartney references John Lennon at march

Sir Paul McCartney attended the March for Our Lives in New York on Saturday, telling CNN the cause was important to him because he lost John Lennon to gun violence.