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  08 giugno 2020

Metallica, Kirk Hammett ricorda il carcere di San Quentin

Il chitarrista dei Metallica racconta le riprese del video per 'St.Anger' fatte dalla band nel celebre carcere californiano

Pochi giorni fa, il 5 giugno, ci sono stati i festeggiamenti per i diciassette anni dalla pubblicazione di "St.Anger", ottavo album dei Metallica e lavoro di transizione per la band che si trovò orfana del bassista Jason Newsted e ancora senza Rob Trujillo con le quattro corde affidate al produttore Bob Rock. Il primo singolo pubblicato dall'album fu la titletrack "St.Anger" che venne accompagnato da un video girato nella prigione di San Quentin in California e proprio dell'esperienza delle riprese ha parlato recentemente il chitarrista Kirk Hammett in un'intervista con la rivista inglese Kerrang.



Kirk Hammett e il ricordo del carcere

Il chitarrista dei Metallica, Kirk Hammett ha parlato con Kerrang a proposito del video di "St.Anger" e del viaggio fatto nel 2003 alla San Quentin State Prison, famoso carcere statunitense situato nella zona nord di San Francisco, città di origine della band, e già immortalato da Johnny Cash in un celebre live.

Ricordando l'esperienza fatta sul set per le riprese del video, Hammett racconta dell'atmosfera che si respirava: "Beh, c'era di sicuro un sacco di tensione nell'aria. Con noi c'erano alcune donne e fu vietato loro di accedere in alcune aree perché poteva essere pericoloso per loro il solo essere viste. Ad un certo punto un detenuto mi urla "Hey, Kirk, conosco tua madre!", mi giro e dico, 'Perdonami?' e lui 'Sì, le tagliavo l'erba del giardino!' e aggiunse che conosceva un po'anche il resto del quartiere. Ho pensato 'Beh, forse qua dentro conosco più gente del previsto!".

Il regalo fatto dalla guardia

Una giornata sicuramente particolare quella passata dai Metallica a San Quentin che ha fatto capire alla band quanto i loro fan fossero davvero ovunque: "Tutti i detenuti apprezzarono davvero molto che noi fossimo lì, il fatto che in qualche modo potessimo farli distrarli per un attimo" ha detto Hammett sottolineando che l'atmosfera alla fine risultò essere generalmente tranquilla.

Talmente tranquilla che una guardia carceraria fece al chitarrista dei Metallica anche un regalo molto particolare: "Ho ricevuto anche un oggetto molto figo da uno degli agenti - racconta Hammett - Era una rivista con noi in copertina e la nota di abbonamento riportava 'Richard Ramirez', il killer chiamato Night Stalker (Il 'cacciatore della notte che uccise almeno tredici persone nel 1985 Ndr) che si trovava effettivamente nel carcere di San Quentin durante il nostro show, era un fan dei Metallica, ma ha potuto solo ascoltarci perché era rinchiuso nel braccio della morte. Ho ancora quella copia, è un bel cimelio da avere". 

I rimpianti di Kirk

In un altro punto dell'intervista, invece, Kirk Hammett parla del suo rapporto con l'alcool, un compagno che ancora segue pericolosamente il suo band leader James Hetfield che ha interrotto l'ultimo tour dei Metallica per entrare in rehab, e di come un suo grosso rimpianto sia non essere diventato sobrio prima. "Ormai sono sobrio da circa cinque anni ma mi sarebbe piaciuto fermarmi già dieci o quindici anni fa perché sto davvero bene. Mi sono davvero divertito ad essere un selvaggio e folle alcolizzato, ma poi tutto mi si è messo contro, ogni volta che bevevo stavo peggio invece di divertirmi ed è ciò che succede con l'alcol: se non fai attenzione e succede qualcosa ti può rovesciare e l'unica cosa che sai dopo è che sei sottosopra. Ora avere la mente lucida ha rafforzato il mio rapporto con la musica.

Per decenni finivo uno show, andavo a bere, tornavo in hotel e suonavo per due tre ore e il giorno dopo non ricordavo niente. Prendevo il registratore e pensavo, che cazzo è questa merda? Ora che ho smesso di bere e posso tornare nella mia stanza, suonare la chitarra e ricordare tutto e il giorno seguente riprendere da dove avevo lasciato la sera prima, mi sta permettendo di crescere come musicista.

Metallica, Kirk Hammett ricorda il carcere di San Quentin