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  23 dicembre 2020

Metallica, Kirk Hammett ricorda il primo incontro con la band

Nello specializzate dedicato da Gibson al chitarrista dei Metallica, Hammett parla del primo incontro con la band di cui James e Lars non ricordano nulla

Il chitarrista dei Metallica Kirk Hammett è il protagonista del nuovo episodio di 'Icons', format ideato per Gibson TV, canale video ufficiale della celebre azienda produttrice di chitarre. Nel corso dell'intervista Hammett ha raccontato numerosi aneddoti relativi alla sua carriera nella band, come quando vide per la prima volta i Metallica e il primo incontro con James Hetfield e Lars Ulrich che sembrano non riuscire a ricordarlo.


"C'erano solo 15 persone"

Parlando a Gibson TV Kirk Hammett ha ricordato gli esordi dei Metallica che passarono in pochi mesi dal suonare davanti a 15 persone, quando Hammett era ancora negli Exodus, ai locali pieni: "Ricordo che questo tizio che cantava con gli Exodus, Paul Baloff, un matto totale, arrivò in sala prove dicendo semplicemente 'METALLICA. Sono heavy, sono dannatamente heavy' e ho pensato che fosse un grande nome per una band. Decidemmo di andare a vederli la sera stessa e c'erano letteralmente solo 15 persone. Ero davanti il palco e pensavo che fossero davvero maledettamente bravi".

L'impatto della band diventò chiaro ad Hammett pochi mesi dopo: "Dovevamo suonare all'evento 'Metal Monday', passammo a sbronzarci con gli headliner che erano dei nostri amici, i Laaz Rockit, e in mezzo dovevano suonare i Metallica. Pensavamo fosse figo e ricordo che quando abbiamo suonato c'erano al massimo 100 persone, quando sono arrivati i Metallica il posto si è completamente riempito e non capivamo da dove arrivasse quella gente ma, dopo i 45 minuti dei Metallica, sono scomparsi tutti. Per i Laaz Rockit c'erano a stento trenta spettatori".

Il primo incontro con James e Lars

La sera dopo, Kirk avrebbe incontrato per la prima volta i Metallica, ad esibirsi sarebbero stati solo Exodus e Metallica, uno show al Mabuhay Gardens per il magazine Metal Mania: "Quello è stato l'inizio del mio rapporto con i Metallica, li incontrai nei camerini dei Mabuhay Gardens, anche se più che dei camerini erano un corridoio al coperto. La cosa divertente è che quando in seguito mi chiedevano del nostro primo incontro rispondevo 'E' stato al Mab' e sia Lars che James rispondevano 'Davvero? Non ricordo'. Nessuno dei due ha idea di quando sia avvenuto il nostro primo incontro".

Kirk Hammett e il Black Album

In un altro passaggio Hammett ricorda uno dei grandi album dei Metallica ovvero "Metallica", meglio noto come 'The Black Album" parlando del processo di registrazione e della capacità del produttore Bob Rock di riuscire a catturare su nastro l'enorme potenza sonora che la band riusciva ad emanare dal vivo: "Quando Bob venne da noi e ci disse che nessuno era mai riuscito a riprodurre su studio la nostra energia live pensai che avesse ragione e quello era diventato il suo obiettivo. Guardandomi indietro riconosco che è riuscito a farlo in molti dei dischi su cui abbiamo collaborato. Il suo modo di registrare era totalmente diverso da ciò che avevamo fatto prima: tutti noi insieme nella stessa stanza che suonavamo per registrare la batteria, è stata una svolta per noi perché quando eravamo insieme anche Lars suonava al meglio delle sue possibilità e registrare in quel modo si è dimostrato efficace".

Un altro ricordo legato al "The Black Album" porta Hammett alla prima volta che ascoltò il disco in radio: "Suonava da paura, sono stato totalmente spazzato via. One da ...And Justice For All suonava bene in radio, in TV, anche se era compressa da schifo ma c'era qualcosa nel Black Album che lo faceva schizzare fuori dalla radio, forse perché c'è una presenza così ingombrante della batteria ma ogni traccia di quel disco pompa dalla radio e per me è quello che continuo ad aarmo, perché suona da paura".




Metallica, Kirk Hammett ricorda il primo incontro con la band


Lars Ulrich e la colonna sonora del 2020

In attesa che i Metallica inizino seriamente a registrare nuova musica, Lars Ulrich è di sicuro il membro rimasto più attivo, se non fosse altro per promuovere il disco dal vivo "S&M2" uscito ad agosto. Parlando di questo anno tremendo con Rolling Stone USA che ha registrato una serie di interviste per tirare le somme del 2020 con alcun artisti, il batterista dei Metallica ha rivelato quali sono stati gli album che gli hanno fatto compagnia durante la quarantena rivelando che la perfetta colonna sonora del 2020 è quella dei Rage Against The Machine:

"Il primo album dei Rage Against The Machine. Dal mio punto di vista non c'è nessuno che riesca a mettere le cose nella giusta prospettiva come i Rage Against The Machine. La musica, le tematiche, i testi, il modo di presentare la musica, tutto nei Rage Against The Machine sembra essere importante e azzeccato per la follia di questi giorni e penso siano la colonna sonora perfetta per il 2020".

Tra le band che hanno portato conforto ad Ulrich in questi tempi difficili, però, c'è un altro grande gruppo degli anni '90, gli Alice In Chains e nello specifico l'album del 1992 "Dirt":"Questo disco è una grande fonte di ispirazione - ha detto il batterista dei Metallica - Credo sia pazzesco quanto siano coraggiose e trasparenti i versi ed è un lavoro compatto. Alle mie orecchie suona ancora crudo, coraggioso e onesto, oggi più di ieri".