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  05 gennaio 2021

Mike Shinoda vuole produrre la musica dei suoi fan

Mike Shinoda dei Linkin Park invita i fan del suo canale Twitch a mandargli materiale da produrre

Che Mike Shinoda fosse un nerd era cosa abbastanza chiara. Appassionato di strumentazioni di ogni tipo il membro fondatore dei Linkin Park ha già utilizzato il web lo scorso anno per comporre nuova musica facendosi aiutare nel processo creativo dai suoi fan e ora è pronto a coinvolgere il pubblico del suo canale Twitch nelle vesti di produttore.

Nel corso del 2020 Mike Shinoda, MC e metà del mostro a due teste che erano i Linkin Park prima della morte di Chester Bennington, ha pensato bene di sfruttare l'anno più nefasto dell'ultimo secolo per pubblicare nuova musica ma prendendo il meglio dalla situazione particolare e cercando di interagire al massimo con i fan per coinvolgerli direttamente all'interno del suo processo creativo.


Mike Shinoda lancia l'hashtag #ShinodaProduceMe

Per il 2021 Mike Shinoda ha in mente qualcosa di diverso e, in qualche modo, ricambiare la collaborazione dei fan offrendosi come produttore per la musica dei suoi follower che dovranno usare l'hashtag #ShinodaProduceMe per cercare di essere intercettati dall'artista americano e stuzzicare la sua curiosità.

In un video pubblicato attraverso i canali social, Shinoda spiega brevemente di cosa si tratta: "Per il 2021 voglio trovare un modo per dare qualcosa in cambio alla mia fantastica comunità online. Sto cercando cantanti, rapper e cantautori che hanno bisogno di una mano per raggiungere lo step successivo. Se troverò qualcosa che considero fantastico, produrrò il pezzo live sul mio canale Twitch. Non è un contest formale, solo un'intenzione".

Per poter prendere parte all'iniziativa, però, ci sono alcune regole che Shinoda vuole precisare:

  1. Non ci sarà la mia voce sui brani 
  2.  Vorrei che gli artisti fornissero solo la voce e uno strumento, solo la canzone, niente di super prodotto
  3. 3Devo poter avere tra le mani la traccia fino a quando non penso di averla completata,


Dropped Frames, il disco collaborativo nato in quarantena

Già lo scorso anno Shinoda si era servito dell'aiuto dei fan per produrre il seguito di "Post Traumatic", disco uscito nel 2018 dopo la  morte di Chester Bennington e allo stop dei Linkin Park. Il risultato della collaborazione a distanza tra Shinoda e i suoi fan nata sul canale Twitch del musicista durante la quarantena è l'album in tre volumi "Dropped Frames" che è stato pubblicato in tre uscite tra luglio e settembre. Il rapper dei Linkin Park ha proposto ai propri follower diverse bozze di canzoni, chiedendo una mano per sceglier le migliori e andando avanti nella creazione del disco tenendo conto dei feedback forniti dal pubblico che è diventato protagonista al 100 % grazie ad alcuni fan selezionati da Shinoda per diventare parte delle voci incluse nel brano 'Open Door'.



Mike Shinoda vuole produrre la musica dei suoi fan


I Linkin Park e i vent'anni di "Hybrid Theory"

Negli ultimi mesi i Linkin Park sono stati impegnati con i festeggiamenti per i vent'anni di "Hybrid Theory", loro capolavoro e album di debutto pubblicato nel 2000 che nel 2020 è riuscito a tornare nella Top 10 della Billboard Album Sales Chart a distanza di circa 20 anni dalla prima volta piazzandosi addirittura al terzo posto, posizione più alta dal 2002.

"Hybrid Theory" è diventato l'album di debutto più venduto del 21esimo secolo con oltre 27 milioni di copie vendute, 11 solo nel primo anno, ed è universalmente considerato come uno dei dischi più influenti degli anni 2000.

Per i 20 anni di "Hybrid Theory" è stata pubblicata una nuova versione del disco contenente la tracklist originale rimasterizzata con l'aggiunta di rarità e bsides. Tra i vari formati disponibili c'è anche un cofanetto super deluxe che contiene audio, video, riproduzioni di musicassette dell'epoca, poster e un libro esclusivo da 80 pagine.

Tra i brani che i fan attendevano maggiormente c'era 'Pictureboard', una canzone che ha assunto negli anni quasi un ruolo da sacro Graal, probabilmente perché è stata la prima canzone a cui Chester Bennington abbia mai prestato la voce.