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  01 aprile 2020

Nick Cave: "Per gli artisti è tempo di riflettere sul loro ruolo, non di essere creativi"

Il cantautore australiano risponde ai fan che gli chiedono se suonerà in diretta streaming e come passerà i giorni in quarantena

Nick Cave ha sempre un punto di vista originale sulle cose e ha affidato alla pagina The Red Hand Files che utilizza per rispondere alle domande inviate dai suoi fan una lunga considerazione sul ruolo dell'artista in questo momento particolare. Secondo il cantautore australiano infatti, in un periodo storico in cui tutti i musicisti e gli artisti si affidano al live streaming per mantenere un contatto con i fan, fanno dirette su Instagram e cercano in tutti i modi di essere creativi, il compito dell'artista è un altro.

Rispondendo a tre fan, Henry da Sydney, Alice da Oslo e Saskia da Londra - tutti interessati a sapere i programmi del leader dei Bad Seeds durante la quarantena - Cave ha scritto:

"La mia risposta ad una crisi è sempre stata la creazione. Questo impulso mi ha salvato la vita molte volte, quando le cose andavano male iniziavo a pianificare un tour, o scrivere un libro, o fare un disco, mi nascondevo ne lavoro e cercavo di stare un passo avanti a qualsiasi cosa mi stesse perseguitando. Quando mi sono reso conto che il tour europeo avrebbe dovuto subire uno spostamento e che avrei avuto almeno tre mesi di tempo libero all'improvviso, la mia mente è andata in sovraccarico a causa delle tante idee con le quali occupare il tempo. Ho pensato di fare una performance casalinga in streaming, scrivere un disco sull'isolamento, scrive un diario online, la sceneggiatura per un film apocalittico, creare una playlist da pandemia, aprire un club di lettura online, rispondere alle vostre domande live, fare un tutorial di songwriting o un programma di cucina, tutto solo per poter mantenere lo slancio creativo e per dare ai miei fan in isolamento qualcosa da fare.

Quella stessa sera ho iniziato a pensare: perché questo è il momento di essere creativi? Siamo entrati tutti insieme nella storia e stiamo vivendo un evento senza precedenti nella nostra vita. Ogni giorno i notiziari ci danno informazioni frastornanti che solo poche settimane fa avremmo considerato impensabili. Siamo diventati testimoni oculari di una catastrofe che abbiamo visto compiersi dall'inizio, siamo costretti all'isolamento, a stare all'occhio, e stare calmi, a guardare e contemplare la possibile implosione della nostra civiltà in temo reale. Quando supereremo questo momento avremo scoperto cose sui nostri leader, sul nostro sistema societario, sui nostri amici e i nostri nemici e, soprattutto, noi stessi. Sapremo qualcosa in più sulla nostra resilienza, la nostra capacità di perdonare, la nostra vulnerabilità comune. Forse questo è il momento di prestare attenzione, di essere consapevoli e osservare.

Come artista, credo che sia sbagliato perdersi questo momento straordinario. All'improvviso l'azione di scrivere un romanzo o una sceneggiatura, o delle canzoni, mi sembra indulgere in un'era passata. Per me questo non è il momento di farsi seppellire dal business del creare ma quello di mettersi sul sedile posteriore e usare questa opportunità per riflettere su quale sia esattamente la nostra funzione, la nostra utilità in quanto artisti. 

Abbiamo altri modi per creare un contatto, scrivere una mail a un amico distante, fare una chiamata a un parente, o dire una parola gentile a un vicino, fare un preghiera per chi lavora in prima linea, questi semplici gesti possono unire il mondo e diffondere amore e, infine, unirci in modo che - quando ne verremo fuori - saremo uniti dalla compassione, dalla'umiltà e da una maggiore dignità. Forse vedremo il mondo con occhi diversi e con una reverenza rinnovata per le sue meraviglie e questo potrebbe essere il più grande lavoro creativo di tutti".

Nick Cave: "Per gli artisti è tempo di riflettere sul loro ruolo, non di essere creativi"