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  26 gennaio 2021

Nirvana, "In Utero" e la scommessa del produttore Steve Albini

Il produttore Steve Albini ha raccontato di quando decise di fare una scommessa con i Nirvana prima delle registrazioni di "In Utero"

Steve Albini, figura fondamentale per il rock alternativo americano e storico produttore, ha raccontato di quella volta in cui decise di scommettere un'ingente somma di denaro con i Nirvana in occasione della sua collaborazione con la band di Kurt Cobain per il terzo album "In Utero"

La scommessa tra Steve Albini e i Nirvana

Intervistato da Kerrang!, Albini ha raccontato alla rivista britannica un simpatico aneddoto accaduto in occasione delle registrazioni di "In Utero", terzo e ultimo album ufficiale dei Nirvana uscito nel settembre del 1993.

La sera prima di entrare in studio per incidere il disco, Albini decise di fare una scommessa con i membri dei Nirvana sfidando Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl ad una partita di biliardo.

La posta in palio? Una bella somma, cioè i 100.000 dollari che la band avrebbe dovuto pagare ad Albini per la produzione dell'album. Il produttore avrebbe rinunciato alla cifra in caso di vittoria dei Nirvana che però, in caso di sconfitta, avrebbero dovuto dargli il doppio del cachet pattuito.

Ovviamente nessuno dei tre musicisti accettò la sfida e Dave Grohl commentò l'episodio dicendo che chiunque avesse  avuto il coraggio di giocare d'azzardo con una cifra del genere sarebbe stato sicuramente fantastico e, inoltre Albini aveva addirittura una sua stecca personalizzata. C'era poco da scherzare.

Non furono solo i Nirvana, però, a rischiare grosso con Albini che, pare, ci ha provato anche con le altre band che ha prodotto: "L'ho fatto con ogni singola band con cui ho lavorato - ha raccontato il produttore - e nessuno ha mai accettato. Non che io sia particolarmente bravo al biliardo ma me la cavo e avrei una buona possibilità di vincere. In quel periodo della mia vita lavorare gratis o per il doppio non mi avrebbe cambiato molto. Immagino però che i Nirvana volessero prendersi meno rischi di me".


Il rapporto con Cobain

Albini, che intanto è diventato molto bravo in un altro gioco, il poker, ha poi ricordato il modo in cui tentò di approcciare un soggetto particolare come Kurt Cobain durante le sessioni di registrazione per "In Utero".

L'approccio tentato da Albini per dare fiducia al suo rapporto con Cobain fu quello di mantenere la giusta distanza per fargli capire che non aveva intenzione di imbrogliarlo o approfittare di lui: "Non cercai di diventare culo e camicia con lui. Sapevo che tutti quelli che gli giravano intorno cercavano di farsi spazio nel suo mondo come dei parassiti. Io volevo solo fargli capire che con me non aveva nulla da temere".

La cassetta rossa di "Bleach" per San Valentino

Parlando di Nirvana, la storica etichetta americana SubPop ha deciso di rendere disponibile un'edizione speciale di "Bleach", album di debutto della band di Kurt Cobain e maggior successo di vendite per la SubPop.

Poco tempo fa, infatti, la label ha annunciato la produzione di una speciale edizione di "Bleach" disponibile in musicassetta di colore rosso in occasione del San Valentino 2021, un modo per celebrare la festa degli innamorati al ritmo di grunge.

La "Love Buzz"version" del disco, dal nome del primo singolo estratto da "Bleach" è stata prodotta in tiratura limitata in sole 500 copie in vendita tramite Tapehead City e, come era facile prevedere, sono andate subito sold out.

Un successo enorme per l'iniziativa della Sub Pop che, chissà, magari deciderà di rendere disponibile anche altre copie del nastro in un secondo momento.



Nirvana,  "In Utero" e la scommessa del produttore Steve Albini

Dave Grohl e il sogno dei Nirvana

A distanza di pochi giorni dal ritorno discografico dei Foo Fighters con "Medicine At Midnight", il frontman della band ed ex batterista dei Nirvana ha raccontato di un pensiero legato alla band guidata da Kurt Cobain che ancora gli ronza in testa. Un sogno ricorrente che lo riporta indietro nel tempo, sul palco con Cobain e Novoselic.

Parlando con Classic Rock del suo rapporto Cobain e con i Nirvana, la voce dei Foo Fighters ha detto che la band di "Nevermind" è ancora nei suoi pensieri e spesso sogna di essere ancora sul palco a guardare le spalle di Kurt: "Continuo a sognare i Nirvana - ha detto Grohl - sogno di essere ancora in una band con loro e che c'è un'arena vuota in attesa del nostro show. Ma non mi metto mai ad ascoltare canzoni come 'Smells Like Teen Spirit' da solo, in modo nostalgico. Per me è solo il ricordo che chi ha scritto quelle bellissime canzoni non è più tra noi. Una sensazione agrodolce".

Grohl ha poi aggiunto di non sentirsi a proprio agio nel cantare i brani della sua vecchia band: "Non penso riuscirei a cantare le canzoni di Kurt - ha detto - ma mi fa stare bene poter suonare la batteria, esibirmi con Krist e Pat (Smear) e con qualcun altro ad occuparsi della voce".