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  22 luglio 2020

Noel Gallagher: "Le pecore mi ricordano il pubblico americano"

L'artista inglese parla di come le pecore fuori lo studio di registrazione di Morning Glory lo abbiano preparato all'incontro con il pubblico americano

Gli artisti inglesi hanno sempre avuto problemi con il pubblico americano. Altri gusti, altra attitudine, un diverso modo di sentire la musica, specialmente dal vivo. Negli anni '90, poi, la scena musicale UK e quella a stelle e strisce sembravano due binari che correvano paralleli con valori diametralmente opposti: da un lato il disagio e la rabbia della scena grunge, il trionfo dei reietti, dall'altra l'esplosione della 'cool Britannia' fatta di Union Jack, cori da stadio e un'estetica in oscillazione continua tra glamour e pub. 

Gli Oasis rischiavano di trovare un muro all'ingresso degli Stati Uniti come molti predecessori ma, dopo un giro a vuoto con il debut "Definitely Maybe" che in Europa fece gridare al miracolo, con "(What's the Story) Morning Glory?" riuscirono a buttare giù le barriere d'oltreoceano e per la fine del 1996 l'album venne certificato quattro volte disco di platino negli Stati Uniti. 


Il pubblico americano è come le pecore

Nonostante tutto, però, il pubblico degli show dal vivo era un'altra cosa e proprio sugli spettatori americani Noel Gallagher ha fatto un commento parlando con The Times. L'occasione è l'uscita del documentario "Rockfield: The Studio On The Farm", che racconta degli studi di registrazione di Rockfield, nella campagna del Galles, che dagli anni '60 hanno ospitato registrazioni storiche come quelle di Black Sabbath, Marillion, CharlatansManic Street Preachers, Coldplay di 'Bohemian Rhapsody' dei Queen e, appunto, di "(What's The Story) Morning Glory?" degli Oasis.

Raccontando delle sessioni di registrazioni ai Rockfield Studios, il chitarrista e principale cantautore della band ha detto: "Ricordo di quando eravamo negli studi, in campagna, guardavo fuori dalla finestra e vedevo questa fila di pecore. Stavano lì, mi guardavano con lo sguardo perso mentre io ero dentro che suonavo e cantavo, ma non mi sembravano particolarmente colpite. Quell'atteggiamento mi ha sicuramente preparato ad affrontare il pubblico americano".


Liam e 'quegli idioti del pub'

In un altro punto dell'intervista, Noel ricorda gli screzi - nessuna novità - con Liam per il caos che continuava a creare durante le registrazioni del disco. Nello specifico 'the chief' racconta di quando, dopo essersi allontanato per farsi qualche pinta al pub locale, Liam rientrò in studio portandosi dietro tutti i clienti: "Io ero in studio per lavorare, non per fare il coglione. In quei casi le bevute possono attendere. Stai cercando di fare un disco che possa essere il degno successore di 'Definitely Maybe', hai appena scritto 'Champagne Supernova' e 'Wonderwall', senti che è nell'aria, sai che è il momento giusto, che è qualcosa di importante. Poi arriva Liam che si porta dietro un sacco di idioti del pub che si mettono lì a gironzolare, a trafficare con le chitarre e ascoltare delle canzoni che nessuno al mondo ha mai ancora ascoltato. Gli dissi di portare quei cretini fuori da lì, ovviamente non mi diede retta e scoppiò il caos!"


Bonehad il peggior cantante sulla faccia della terra

Un mese fa Noel aveva parlato dei tempi degli Oasis nel podcast del conduttore Matt Morgan rivelando come il chitarrista ritmico della band Paul Arthurs, meglio noto come Bonehead, attualmente gravitante intorno al fratello Liam con il quale va anche in tour per suonare live i brani della storica band di Manchester, sia per lui uno dei cantanti peggiori mai ascoltati:"Come i Beatles tenevano da parte una canzone per Ringo anche noi cercavamo di conservarne una per Bonehead. Abbiamo cercato di farlo su entrambi i dischi e finì per essere una merda, e intendo una vera merda. Non ti prendo in giro, forse Bonehead è il cantante peggiore che abbia mai sentito in tutta la mia vita. Tremendo. Non aveva il senso di niente".

Sul cantato di Liam invece:"Migliorava man mano che miglioravano le canzoni. Quando iniziai a scrivere mi resi conto che tutta la struttura, la tonalità, era troppo bassa per Liam. Nel materiale più vecchio le canzoni non sono molto buone, e nemmeno lui. Quando ho iniziato a scrivere canzoni migliori per lui abbiamo visto un netto miglioramento in tutto".


Noel Gallagher: "Le pecore mi ricordano il pubblico americano"