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  05 novembre 2020

Nothing But Thieves a Radiofreccia "L'Italia nel nostro DNA"

Conor, Joe e Dom dei Nothing But Thieves hanno raccontato a Cecile B il significato di Moral Panic e il loro legame con l'Italia dove torneranno live nel 2021

I Nothing But Thieves sono tornati poche settimane fa con il nuovo album "Moral Panic" che hanno presentato per la prima volta dal vivo, a distanza, con tre show trasmessi in live streaming in modo da raggiungere i fan di tutto il mondo.  

Il giorno dopo abbiamo Cecile B ha raggiunto Conor Mason, Dom Craik e Joe Landgridge-Brown, rispettivamente voce e chitarre della band inglese, nello 'Zoom side' di Radiofreccia per farci raccontare l'album, gli artisti che li hanno influenzati e il rapporto tutto speciale con i fan italiani.

Andate a fondo pagina per vedere tutta l'intervista.


La ripresa live

Per vederli fisicamente dal vivo bisognerà aspettare esattamente un anno, 3 novembre 2021, quando suoneranno al Fabrique di Milano per l'unica data italiana e dove anche Radiofreccia sarà presente come radio partner. Intanto i Nothing But Thieves hanno suonato tre show differenti in collegamento dal The Warehouse di Londra per far ascoltare, per la prima volta, i brani di "Moral Panic" in versione live. Un esperimento che, a detta dei ragazzi, è riuscito "Abbiamo suonato bene, ci è sembrato sia piaciuto e noi ci siamo divertiti a suonare, cosa dovremmo volere di più?".

Il significato di Moral Panic

"Moral Panic" è una raccolta davvero solida di inediti ma per capire meglio il significato che si cela dietro al titolo e ai temi del disco chiediamo un aiuto ai diretti interessati: " Un panico morale è una paura ampiamente diffusa e provata da un gruppo di persone. Si verifica quando un gruppo di persone sente di essere minacciato da qualcosa - spiega Joe - Lo vediamo spesso perché è un qualcosa che accade nel mondo come per il cambiamento climatico o tutto ciò che riguarda la Brexit, la politica americana. Ci sono tante cose che stanno accadendo che poi si dividono in queste trappole online dove devi prendere una posizione di sinistra o di destra, fare la Brexit o restare. E' questo lo spirito dell'album".

"Penso che un'altra parte dell'album, che è presente in tutti i nostri dischi, siano gli elementi di speranza, aggiunge il chitarrista, Ne abbiamo bisogno perché l'album è ricco di testi densi. Parliamo di tanti argomenti pesanti e avere un po' di luce rende tutto il progetto più completo. Credo sia importante. E' ciò che una canzone come "Impossible" racconta: c'è sempre una fonte di luce nel disco. Speriamo di essere riusciti a portarne un po'".

"Io penso anche che il messaggio dell'album sia di portare le persone ad essere più coscienti di loro stesse e di vedere cosa possono fare nelle loro vite per aiutare nel cambiamento climatico o che rivedano il proprio utilizzo di internet, dei social media pensando a cosa possono fare per se stessi, se ne sono felici e rifletterci - conclude il frontman Conor Mason - E' sempre bello riuscire a veicolare un messaggio che porti le persone a reagire e cambiare."

La prima volta ad Abbey Road e l'influenza dei Beatles

Uno dei singoli estratti dall'album, la nostra Top 20 'Impossible', ha anche avuto un trattamento 'orchestrale' che la band ha registrato in degli studios leggendari come quelli di Abbey Road, un'esperienza che non dimenticheranno facilmente: "Non avevamo mai messo piede in quel posto e morivamo dalla voglia di entrarci. Quando abbiamo avuto l'opportunità di andarci abbiamo detto: finalmente potremo andare in questo museo della storia del rock. E di altri generi - ha raccontato Dom Craik - Ti senti come un piccolo pesce in un grande laghetto. Forse nemmeno un pesce. Ci sono tanti nomi giganteschi lungo il corridoio. ci sono foto dei Beatles, dei Pink Floyd, degli Who e di tutte queste band. E senti che per quanto piccolo possa essere il tuo passaggio lì, lasci una piccola parte nella Storia. E' stata un'opportunità incredibile. Dopo aver registrato la canzone, gli archi e gli ottoni hanno dato una nuova dimensione al brano. Era una cosa che volevamo fare, intendo inserire gli archi nel processo di registrazione. L'abbiamo sottolineato ed enfatizzato all'interno dell'arrangiamento. La amiamo e pensiamo sia migliore della versione in studio, purtroppo ma va bene così!"

Proprio a proposito dei Beatles, il nome più legato ad Abbey Road, Dom spiega che pur non essendo un'influenza diretta sulla band è inevitabile che la loro lezione sia arrivata a tutti, loro inclusi: "Penso che, nonostante i Beatles non siano un'influenza diretta sulla nostra band, ogni altra band che ci ha influenzato ha preso qualcosa dai Beatles, direttamente o indirettamente. Sono nel DNA di tutto ciò che è stato scritto in un modo o nell'altro per la semplicità della struttura musicale o per la progressione armonica. In realtà 'Impossible' ha una progressione Beatlesiana al suo interno. In ogni caso, non li indichiamo come una delle nostre band preferite. Sono senza dubbio tra i migliori compositori mai esistiti". 

"Sono stati i pionieri della scrittura pop, della sua nascita, di come si scrive una canzone - gli fa eco Conor - Devi essere matto per non subire l'influenza della semplicità di ogni aspetto. Ma guardando a tutto, oltre alla struttura, ogni band è influenzata dai Beatles perché hanno aperto la strada alla scrittura pop e in generale alla scrittura di una canzone. E' incredibile". 

Ma chi sono le grandi influenze dei Nothing But Thieves? Facile: Led Zeppelin e Radiohead, dei quali hanno fatto una cover proprio durante il live streaming reinterpretando il classico da "The Bends" Just: "Direi che in generale siamo dei grandi fan dei Radiohead. Sono il punto in cui ci incontriamo tutti. Potremmo avere altre band preferite ma penso che loro siano comuni a tutti" - dice Joe e Dom aggiunge - "Anche i Led Zeppelin. Penso che se ci dovessimo posizionare tra due band direi Led Zeppelin e Radiohead".

Il rapporto con l'Italia

Se c'è un Paese che i Nothing But Thieves amano è l'Italia e questo non solo per le origini di Dom "Anche se so dire solo 'buongiorno'". Il pubblico italiano, infatti, ha adottato la band fin dal primissimo momento e sempre con una dose di energia altissima: "Ad essere onesto, l'Italia è nella nostra top 5 dei migliori posti, anzi nella top 3. E' il miglior posto in assoluto . Abbiamo suonato tanti concerti a diversi festival, anche come headliners e cose così. Penso che l'energia sia incredibile ed è sempre una cosa reciproca: se senti che il pubblico ti sta dando tutto senti di avere altrettanta adrenalina da restituire. Ed è una dinamica che si nutre da sola, racconta Dom, Degli ultimi concerti che abbiamo fatto durante il "Broken Machine Tour" i nostri preferiti sono stati quelli in Italia. Non vedo l'ora di tornare. Il solo fatto di parlare di concerti ce li fa mancare ancora di più. "

"Siamo arrivati lì così presto. All'inizio abbiamo suonato con i Muse al Rock in Roma. Poi siamo tornati e abbiamo suonato a Milano e in tanti altri posti, continua Joe, Credo che avendo iniziato così presto con la band, l'Italia sia entrata nel nostro DNA. Fa parte di noi, l'abbiamo conosciuta fin dall'inizio del nostro tour. E' sempre bello tornare in Italia. La adoro!"

"Anche io la adoro!, conclude Conor, Penso sia stato il primo paese a prenderci sotto la propria ala con una fanbase che non avevamo mai visto così. E' stato tutto molto rapido. E' una fanbase alla "Beatlemania". Ci stanno molto dietro, ci amano ma sono anche persone fantastiche, molto rispettose, il che mi piace tantissimo. Mi manca tanto l'Italia. Direi che durante il tour europeo è uno dei posti in cui non vedo l'ora di suonare".

E allora non ci resta che dare a Conor, Dom e Joe appuntamento al prossimo anno, il 3 novembre 2021 al Fabrique di Milano, per poter ascoltare live la musica dei Nothing But Thieves e i brani di Moral Panic.


Nothing But Thieves a Radiofreccia "L'Italia nel nostro DNA"

I Nothing But Thieves raccontano "Moral Panic" @RadioFreccia

I Nothing But Thieves hanno raccontato a Radiofreccia l'ultimo album "Moral Panic". Intervistati da Cecile B Conor, Dom e Joe hanno parlato delle loro influenze, del ritorno al live e del rapporto con l'Italia.