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  26 novembre 2020

Paul McCartney a 360°

Sir Paul McCartney si racconta, dal rapporto con la fama ai live in modalità pilota automatico passando per i BTS

Paul McCartney tornerà fra poche settimane con un nuovo lavoro solista, registrato in lockdown con le proprie forze: "McCartney III". Proprio come gli album precedenti intitolati con solo il suo nome - "McCartney" del 1970 e "McCartney II" del 1980 - il nuovo album sarà un disco minimale dove c'è solo McCartney che racconta McCartney e proprio Paul si è raccontato, a parole, nel podcast Smartless in cui ha parlato un po' di tutto, dalla necessità di utilizzare il gobbo elettronico al suo amore per le popstar coreane BTS e ha spiegato il perché non ama fare foto con i fan.

McCartney con il pilota automatico

Intervenendo come ospite durante il podcast Smartless, Sir Paul McCartney - 78 anni - ha raccontato di come abbia bisogno del 'gobbo elettronico' che suggerisca le parole durante i suoi live ma non per un problema di memoria ma, bensì, perché quando suona entra in modalità pilota automatico lasciandosi trasportare dai pensieri:

"A volte mentre suono una canzone, come Eleanor Rigby o qualcosa del genere, vado in modalità pilota automatico - racconta il leggendario ex Beatles - e la mia mente inizia a viaggiare e penso 'Oh, cosa mangerò questa sera? Forse sceglierò un piatto principale e non la zuppa' e poi mi dico di fermarmi, perché sto cantando Eleanor Rigby! Ho separato non solo me stesso da Paul e dalla fama ma, a volte, due parti del mio cervello vanno in direzioni diverse. A volte il meccanismo si inceppa e mi dimentico la canzone, per questo utilizzo un gobbo".

In passato Macca aveva ammesso di avere difficoltà, a volte, a ricordare come si deve l'enorme catalogo dei Beatles che include canzoni scritte quasi 60 anni fa: "Ogni volta devo imparare di nuovo alcune canzoni - aveva detto lo scorso anno Sir Paul al Mirror - perché ho scritto una quantità enorme di materiale. Capita che entriamo in sala prove, iniziamo a suonare e dico 'Ah sì, ecco come fa!' è bello pensare che dopo così tanto molte canzoni vecchie reggono bene la prova del tempo. Eravamo solo una piccola band rock'n'roll di Liverpool".

La fama e le foto

Parlando della sua fama e di come si rapporta con i fan, Paul McCartney, uno dei più grandi di sempre, dice di non sentirsi famoso pur essendo ben consapevole di esserlo e di non amare mettersi in posa per una foto da molto tempo prima che il COVID imponesse il mantenimento del distanziamento sociale: "La cosa buona per i personaggi famosi è che ora tutti hanno il viso nascosto dalla mascherina ma anche se so di essere famoso non mi piace andare in giro mostrando di esserlo. Amo pensarmi ancora come quel ragazzo che poteva salire su un bus ma cerco di separare 'lui' da 'me'. Quindi io, personalmente, non amo mettermi in posa per fare foto con i fan. Ormai in tutti il mondo tutti hanno una fotocamera a portata di mano e quando qualcuno mi chiede 'Possiamo fare una foto?' io rispondo semplicemente 'Mi dispiace, non faccio foto'. Ho preso questa frase da Alec Baldwin. Insieme ad altri amici facciamo yoga insieme, ci chiamiamo The Yoga Boys e siamo tremendi. Una volta eravamo lì dopo l'allenamento seduti che chiacchieravamo e qualcuno si avvicina per chiedergli una foto e lui, con il suo sguardo tipico, risponde 'Io non faccio foto' . Lì ho pensato 'ecco, questa è la frase'."

Quindi, se mai dovreste avere la fortuna di incontrare Paul McCartney, sappiate che non si mettere in posa per voi ma, magari, vi accoglierà per una chiacchierata: "A volte sento quasi il bisogno di dire alle persone 'Hey, sono felice di scambiare quattro chiacchiere con te, siediti, parliamo'. Perché è una cosa che mi piace, è una cosa che mi fa sentire ancora me stesso. Il momento in cui tu metti il braccio intorno la mia spalla e io faccio lo stesso, beh, lì mi sento come la scimmietta a St.Tropez 'Forza! Venite tutti a fare una foto con la scimmietta!' è una cosa che non mi piace". 

A proposito di fama c'è una giovane band molto popolare che, inaspettatamente, Macca sembra apprezzare molto. Quando i presentatori del podcast gli hanno chiesto se l'ex Beatles amasse ascoltare qualche gruppo o qualche boy band, McCartney non ha avuto dubbi e ha risposto con i più gettonati dai giovanissimi: i coreani BTS. Il motivo? Beh, perché la loro popolarità li sta portando, in qualche modo, a ricalcare le orme dei Fab Four: " Sembra che stiano passando la stessa cosa che abbiamo passato noi con i Beatles. I BTS, i miei amici coreani! Amo guardarli. Tutti lo sanno ma penso che siano davvero fantastici. Anche se non credo di essere in grado di cantare le loro canzoni, mi piacciono".


McCartney III

Uscirà il prossimo 18dicembre, una settimana dopo la prima data annunciata, "McCartney III", terzo capitolo della saga cominciata nel 1970 con "McCartney" e continuata nel 1980 con "McCartney II". Un lavoro che avrà come protagonista il solo McCartney.

La fortuna di McCartney è stata, secondo lui, quella di aver realizzato il disco vivendolo non come un lavoro ma come un hobby: "Ho passato la vita in lockdown nella mia fattoria con la mia famiglia e tutti i giorni andavo in studio. Dovevo lavorare un po' ad una colonna sonora e poi è diventata la traccia di apertura del disco e poi, una volta completata, pensavo a cosa avrei fatto dopo. Si trattava di fare musica per te stesso piuttosto che musica come un lavoro".

La prima stampa, pubblicata dalla Third Man Records di Jack White, è andata subito bruciata a pochi minuti dall'annuncio,  Quella che è stata definita la '333 Edition' è la prima versione prodotta del prossimo album solista di Macca disponibile in 333 copie limitate e numerate a mano su vinile giallo e nero stampato usando 33 copie riciclate di "McCartney" e "McCartney II" . Il disco è stato poi reso disponibile in tiratura limitata a 3000 copie su vinile rosso, anche queste già esaurite.

Poche ore fa gli account ufficiali del musicista hanno anche condiviso un nuovo trailer con alcuna musica dall'album:




Paul McCartney a 360°