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  13 ottobre 2021

Paul McCartney:"Gli Stones? Una cover band blues"

L'ex Beatles la tocca piano sugli eterni rivali liquidando i Rolling Stones come una semplice cover band che suona blues

Paul McCartney ci va leggero sui Rolling Stones. L'ex Beatles ha risposto a chi gli chiedeva un paragone tra la sua band e i Rolling Stones, da sempre gli storici rivali dei baronetti di Liverpool.
Parlando con The New Yorker, McCartney ha infatti bollato la formazione di Mick Jagger e Keith Richards come una semplice cover band.

Pochi giorni dopo l'uscita diretta nei confronti di John Lennon, individuato come il vero responsabile della fine dei Beatles, Paul McCartney torna con una dichiarazione da titolo.

Solo una cover band

Intervistato dal The New Yorker, McCartney ha infatti parlato della differenza tra i Beatles e le altre band della loro scena, inclusi i Rolling Stones. Pur avendo iniziato dopo i Fab Four, che ammiravano, e nonostante siano entrati per la prima volta in classifica con un singolo regalatogli da Lennon e McCartney (I Wanna Be Your Man del 1963), i Rolling Stones sono subito diventati i veri rivali dei Beatles.

Degli antagonisti in tutto, dal sound allo stile dove all'immaginario ribelle ma rassicurante della band di Liverpool si contrapponevano con un mix pericoloso e selvaggio.
I Beatles però erano diversi, da tutti e soprattutto dagli Stones. Secondo Macca, infatti, rispetto alle altre band dell'epoca, loro potevano vantare su uno stile molto più vasto e variegato:

"Non so se dovrei dirlo, però gli Stones sono più o meno una specie di cover band blues, ecco cosa sono. Noi spaziavamo molto di più rispetto a loro".

Il concetto era stato già espresso da McCartney l'anno scorso durante un'intervista con Howard Stern in cui individuava il limite degli Stones in questa totale necessità ad attingere direttamente al blues.

In quell'occasione Jagger aveva rispedito al mittente la battuta ricordando che gli Stones, nonostante tutto, sono ancora una delle più grandi live band del pianeta dicendo: "Abbiamo una band che è incredibilmente fortunata nel suonare ancora negli stadi, e un'altra che non esiste più".



La fine dei Beatles a causa di Lennon

Pochi giorni fa Paul McCartney si era lasciato andare ad alcune frasi molto dirette anche sul suo amico/rivale e collaboratore di una vita, John Lennon.
Intervistato dalla BBC, Macca ha infatti voluto smentire una volta per tutte le accuse che lo hanno sempre individuato come il responsabile della fine dei Beatles con quell'intervista inviata ai giornalisti per lanciare il suo primo album solista in cui annunciava la fine della band, prima ancora che uscisse l'ultimo album "Let It Be".

Se formalmente fu McCartney ad annunciare con un 'tradimento' la fine dei Beatles, fu Lennon quello ad aver lasciato di fatto la band per primo senza dirlo subito pubblicamente su suggerimento del manager: "Ormai convivo con questa cosa, la gente pensa sia così, ma non sono stato io a spingere la band allo scioglimento. E' stato il nostro Johnny" - ha detto McCartney che ha spiegato di essersi visto costretto a vuotare il sacco dopo che il manager Allen Klein aveva obbligato la band a restare in silenzio sull'argomento per alcuni mesi, in attesa di sbrigare alcune questioni. "Non sono stato io. John un giorno è entrato nella stanza e ci ha comunicato la decisione di lasciare i Beatles. Direi che questo è costringere ad uno scioglimento, no? Per alcuni mesi abbiamo dovuto far finta ed è stato strano perché sapevamo tutti che era giunta la fine per i Beatles ma non potevamo andarcene come se nulla fosse".

Paul McCartney:"Gli Stones? Una cover band blues"

Tra libri e film

Intanto il prossimo mese si preannuncia pieno di impegni per McCartney e per tutti gli appassionati dei Beatles. A inizio novembre, infatti uscirà "The Lyrics: 1956 To the Present", un libro che raccoglie centinaia di canzoni scritte da McCartney con storie e commenti dell'autore che, dice, sarà la cosa più vicina possibile ad una sua autobiografia.

Al suo interno anche un risultato a sorpresa dalle ricerche fatte nell'archivio di McCartney, ovvero i versi di una canzone inedita intitolata 'Tell Me Who He Is':"E' la mia grafia ma non ho idea di come faccia", ha detto Paul, "Credo sia una ballata d'amore, una roba rock. Probabilmente c'era una melodia ma all'epoca non potevi semplicemente registrare le cose al volo, dovevi ricordare tutto a memoria".

I versi di Tell Me Who He Is non sono gli unici ritrovamenti fatti da McCartney che ha anche scovato una sceneggiatura teatrale scritta con Lennon:"Per anni ho incontrato gente che mi diceva di questa sceneggiatura scritta da me e John ma non lo ricordavo. E' una roba divertente, si chiama Pilchard e in realtà parla del messia".

A fine mese, invece, sulla piattaforma Disney+ uscirà il film documentario di Peter Jackson "The Beatles: Get Back" che racconta gli ultimi mesi dei Beatles durante le registrazioni di "Let It Be", che per l'occasione sarà disponibile da questo venerdì in una nuova versione rimasterizzata.