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  25 giugno 2021

Pearl Jam, Eddie Vedder e il distruttivo successo di Ten

In occasione dei 30 anni di Ten Eddie Vedder ha raccontato come il successo del primo album abbia rischiato di distruggere i Pearl Jam

Il primo album dei Pearl Jam, "Ten", compirà 30 anni il prossimo agosto e per l'occasione Eddie Vedder e Mike McCready hanno discusso di Classic Rock del successo che quasi distrusse la band.

Ten e il rischio dei Pearl Jam

Il 27 agosto 2021 Ten, album di debutto dei Pearl Jam farà 30 anni. Il 1991, del resto, è stata un'annata magica per la musica rock e in particolare per la scena alternative americana che grazie all'impatto devastante di Nevermind dei Nirvana vide i riflettori accendersi su tutta la scena di Seattle che aveva tra i protagonisti Soundgarden, Mudhoney e, appunto, Pearl Jam.

Un successo forse inatteso e arrivato anche grazie a quel detonatore che fu il trionfo planetario della band di Kurt Cobain che da un giorno all'altro rivoluzionò totalmente la scena e le priorità del mercato.

Un successo che, racconta Vedder a Classic Rock, rischiò di distruggere i Pearl Jam al pronti, via: "Avevo la sensazione che con l'aumento di popolarità ci saremmo distrutti, le nostre teste sarebbero scoppiate".

Una pressione che colpì dritto in faccia la band dopo che il video del primo singolo Jeremy andò in heavy rotation su MTV trasformando i Pearl Jam in una band enorme nonostante la controversia legata al video. La combinazione delle due cose fece decidere a Vedder e soci di fare un passo indietro evitando di realizzare altri video - scelta mantenuta per circa dieci anni - e tirandosi indietro davanti a numerose altre opportunità promozionali.

Una scelta che, col senno di poi, in qualche modo, secondo Vedder, preservò l'integrità della band.

"So che non è stato garbato da parte nostra gestire la cosa in quel modo - ha detto Vedder - ma allo stesso tempo è come essere garbati in una rissa di quartiere. Cerchi semplicemente di uscirne fuori vivo. Ci siamo stretti l'un l'altro e ci siamo stretti alla musica".


Sotto la lente di ingrandimento

Parlando del rapporto con la fama e della decisione di mantenere le distanze da quell'attenzione reputata eccessiva, il chitarrista Mik McCready attribuisce gran parte della scelta ai suoi compagni di band con Vedder, in particolare, a doversi difendere dagli sguardi indiscreti: "La decisione di ritirarci e non fare più video, di fare meno interviste è stata fatta perché Jeff, Stone ed Ed pensavano fosse necessario. Specialmente Eddie, che era quello di noi ad essere più sotto la lente di ingrandimento. Era qualcosa che lo stava schiacciando, come accadeva un po' a tutti noi - ha detto McCready - Ma ricordo che io la vedevo diversamente e gli dicevo che era quello che desideravamo da quando eravamo ragazzini e che andava accolto. Ma loro non erano d'accordo perché credevano che altrimenti sarebbe andato tutto distrutto e penso che alla fine avessero ragione".

Il chitarrista ricorda un'esperienza in particolare che per qualcuno poteva essere terrorizzante ma non per lui, quando i Pearl Jam suonarono al Lollapalooza: "Eravamo in scena alle quattro di pomeriggio, subito dopo i Lush, e ci sono 30.000 persone che corrono verso il palco. Era una roba fuori di testa ma fantastica. Era il mio sogno che si stava materializzando proprio lì, davanti ai miei occhi".


Pearl Jam, Eddie Vedder e il distruttivo successo di Ten

Ten

Pubblicato il 27 agosto del 1991, Ten è stato il primo album dei Pearl Jam e, dopo il successo di "Nevermind" dei Nirvana è stato l'album che maggiormente aiutò il Seattle sound e la scena grunge ad affermarsi come punto di riferimento nella scena musicale internazionale di quegli anni.

Registrato nel marzo del 1991 quando la band ancora si chiamava Mookie Blaylock ai London Bridge Studios di Seattle, Ten fu scritto in un mese e poi completato entro la fine dell'estate dopo le fasi di missaggio in Inghilterra.

Nonostante l'apprezzamento di gran parte della critica, Ten non fu un successo immediato e impiegò qualche mese per ingranare in termini di vendite.

Dopo quasi un anno dalla pubblicazione, però, l'album riuscì ad entrare nella Top 10 di Billboard fino a diventare il secondo album più venduto negli Stati Uniti. Ad oggi ha venduto ben oltre le 10 milioni di copie.