22 settembre 2023

Road To Ruin dei Ramones, un flop ricco di classici

Il 22 settembre 1978 i Ramones pubblicavano Road To Ruin. Nuovo sound, nuovo batterista, stesso flop ma con classici come I Wanna Be Sedated

Il 22 settembre del 1978 i Ramones davanti alle stampe "Road To Ruin", quarto album in studio e il primo che vedeva tra le fila della band newyorkese il batterista Marky Ramone.

Nei primi anni di attività i Ramones erano stati in grado di tracciare una nuova strada per la musica rock formando un'estremità della barriera, che terminava con i 'rivali' Sex Pistols nel Regno Unito, su cui tutti i rappresentanti di un genere considerato ormai vecchio si stavano scontrando violentemente.

La velocità sgangherata degli esordi stava prendendo altre direzioni e le chitarre spigolose e taglienti cominciavano a diventare un mezzo espressivo per qualcosa di altro, un sound mutante che si sarebbe trasformato in new wave e post punk. In quel momento i Ramones presero nuovamente un'altra strada con Road To Ruin che, oltre al loro classico sound, includeva ballad e riff e assoli che strizzavano l'occhio all'hard rock.


L'arrivo di Marky Ramone e le registrazioni di Road To Ruin

Nonostante il ruolo assolutamente fondamentale per la storia del rock, sia in termini di sound che di immagine, i Ramones continuavano a convincere più la critica che il pubblico, fallendo sistematicamente nel centrare una hit con il loro mix di bubblegum pop e pericolosità metropolitana.

Proprio lo scarso successo commerciale spinse Tommy Ramone, dopo tre album, a lasciare la band per rimanere dietro le quinte e dedicarsi alla fase produttiva. Al suo posto Marc Bell dei Vodoids di Richard Hell che, dopo aver superato una ventina di altri musicisti, andò a sedersi ufficialmente dietro la batteria con il nome di Marky Ramone.

Lontano dalle pressioni della vita on the road e dalle tensioni interne, Tommy ebbe la possibilità di tornare al passato, a quando si accomodava in regia ai Record Plant studios, lavorando come assistente, partecipando anche alla registrazione di Band Of Gipsys di Jimi Hendrix.

Dopo meno di un mese dall'arrivo di Marky, la band cominciò a registrare Road To Ruin ai Mediasounds Studios di Manhattan .

Marky aveva cominciato a studiare duramente sin da subito, con l'orologio sempre contro di lui, sia per le registrazioni del disco che per l'attività dal vivo. Dieci ore al giorno, ogni giorno, venivano dedicate alla sola pratica per imparare lo stile e il repertorio della band al più presto.

Le settimane passavano e le registrazioni di Road To Ruin impiegarono praticamente tutta l'estate e una montagna di soldi ma diedero ai Ramones una nuova veste, fatta di elementi inediti e un nuovo sound. Ballad, suoni acustici, assoli di chitarra che guardavano più verso l'hard rock e il metal che al punk, uno swing diverso dato dalla differenza di stile portato da Marky e una varietà sonora come mai prima d'ora, pur rimanendo fedeli alla loro passione per il pop anni '60.


Road To Ruin dei Ramones, un flop ricco di classici

Il flop commerciale e la canzone definitiva dei Ramones

Le speranze dei Ramones di mettere a segno un album di successo, però, vennero disattese ancora una volta e, nonostante il cambio di rotta, "Road To Ruin" si rivelò l'ennesimo flop dal punto di vista commerciale, gettando nello sconforto la band.

Al di là dello scarso impatto commerciale - basti pensare che se il precedente "Rocket To Russia" aveva raggiunto la posizione 49 nella Billboard 200, il nuovo album si fermò alla 103 - "Road To Ruin" viene ricordato come uno dei dischi più influenti dei Ramones.

Un brano in particolare, I Wanna Be Sedated, passerà alla storia come una delle canzoni definitive della band.

Pubblicata come terzo singolo dall'album I Wanna Be Sedated è uno dei classici dei Ramones e del punk rock in generale e parla di un'esperienza vissuta veramente da Joey Ramone, autore del brano, mentre la band si trovava nel Regno Unito a cavallo tra il 1977 e il 1978.

"Il nostro primo manager, Danny Fields, ci faceva lavorare fino alla morte. Eravamo on the road 360 giorni all'anno e, nel periodo natalizio, andammo in Inghilterra. In quei giorni a Londra è tutto chiuso, non c'è niente da fare, nessun posto dove andare", spiegò il cantante.

Una situazione ben diversa da quella che ci si potrebbe aspettare da un tour dei Ramones che, invece, si trovarono a trascorrere la permanenza nella noia più totale: "Eccoci che siamo a Londra per la prima volta in assoluto e io e Dee Dee Ramone condividiamo la nostra stanza di hotel dove guardiamo i Cannoni di Navarone alla tv. Non c'era niente da fare. Finalmente eravamo a Londra e passavamo la serata a vedere vecchi film americani nella nostra stanza d'hotel".

Pur facendo riferimento ad un episodio accaduto realmente , I Wanna Be Sedated si trasformò ben presto in qualcosa di altro, assumendo il ruolo di inno alla noia per un'intera generazione.