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  15 giugno 2021

Roger Waters contro Mark Zuckerberg

Roger Waters attacca Mark Zuckerberg per una proposta fatta dal fondatore di Facebook all'ex Pink Floyd

Continuano le polemiche di Roger Waters che questa volta manda a quel paese Facebook e Mark Zucherberg polemizzando su una richiesta fatta dal colosso dei social network.

L'offerta di Zuckerberg

A stretto giro dalle ennesime polemiche con David Gilmour sul ritardo della versione rimasterizzata di "Animals" per una diatriba sulle note di copertina, l'ex Pink Floyd Roger Waters continua ad attaccare.

Il musicista 77enne questa volta ce l'ha con il colosso dei social network Facebook e con il suo creatore, Mark Zuckerberg. Il motivo ? La richiesta da parte della società di Menlo Park di utilizzare il classico dei Pink Floyd 'Another Brick In The Wall Part II' per un video promozionale di Instagram, social che fa sempre capo a Zuckerberg.

Waters, intervenuto durante un evento per supportare il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, ha detto di aver letteralmente mandato a quel paese Zuckerberg che gli avrebbe fatto pervenire direttamente la richiesta di utilizzare la canzone dei Pink Floyd: "C'è questa lettera che mi è arrivata da Mark Zuckerberg - dice Waters in una clip - Mi è arrivata oggi con l'offerta di una cifra davvero enorme e la mia risposta è - 'Vaffanculo! Non se ne parla!'"


Uno dei potenti più idioti al mondo

Waters ha poi letto un passaggio della lettera per sottolineare la continua fame di potere di Zuckerberg e dei social media: "Vogliamo ringraziarti per prendere in considerazione questo progetto, sentiamo che il sentimento principale di questa canzone è ancora importante e necessario ai giorni nostri, cosa che fa capire quanto sia davveros senza tempo il tuo lavoro", scriverebbe Zuckerberg a Waters che rispedisce al mittente.

"Nonostante tutto vogliono utilizzare la canzone per rendere Facebook e Instagram ancora più grandi e potenti di quanto non lo siano già - dice l'ex bassista dei Pink Floyd - Così possono continuare a censurarci, tutti noi presenti, ed evitare che la storia di Julian Assange venga fuori".

Waters si rivolge poi direttamente a Zuckerberg dicendo che i potenti dovrebbero stare al fianco di chi lotta per la libertà di espressione: "Non farò parte di questa stronzata, Zuckerberg! Uno pensa, come è possibile che questo piccolo coglione, che ha cominciato dicendo 'Lei è carina, diamole un quattro, lei è brutta diamole uno', come diavolo è possibile che abbia il potere di fare una qualsiasi cosa? Eppure eccolo lì, uno degli idioti più potenti al mondo".

Roger Waters contro Mark Zuckerberg

La disputa sulle note di copertina di Animals

L'attacco a Zuckerberg arriva a distanza di pochi giorni da un'altra polemica che ha visto coinvolto Waters e Gilmour sulle note di copertina di Animals.

In un post scritto sul suo sito internet, perché Gilmour non gli consente di utilizzare i canali dei Pink Floyd, Roger Waters aveva infatti accusato il chitarrista della band dei ritardi nella pubblicazione di un'edizione rimasterizzata di "Animals", album pubblicato dai Pink Floyd nel 1977.

Secondo Waters il motivo dei ritardi sarebbe lo stop imposto da Gilmour a causa delle note di copertina che darebbero a Waters il giusto credito nella creazione del disco, mettendo in secondo piano il ruolo di Gilmour: "Gilmour ha vietato la pubblicazione fino a quando le note non fossero state cancellate, non perché discuta la veridicità della storia ma vuole che la stessa rimanga segreta - ha detto l'ex bassista - Questa è solo una piccola parte della campagna messa in atto dai Gilmour/Samson per reclamare più meriti del dovuto rispetto al lavoro fatto da Dave nei Pink Floyd fino al 1985. Certo, era ed è un grande chitarrista e cantante, ma per gli ultimi 35 anni ha detto un sacco di sciocchezze su chi ha fatto cosa nei Pink Floyd mentre io ero ancora alla guida Ci sono un sacco di discussioni su io ho fatto questo e tu quello".

Gilmour ha fatto sapere la sua in un'intervista concessa a Rolling Stone USA, realizzata in realtà prima del post di Waters: "Abbiamo fatto un remix di Animals davvero bello - ha detto Gilmour - ma qualcuno ha cercato di imporre alcune note di copertina che io non ho approvato e quel qualcuno sta puntando i piedi perché non venga pubblicato".

"Qualcuno ora vuole le note di copertina e chiama un giornalista per scriverle ma io non le ho approvate - ha concluso Gilmour, sottolineando che i Pink Floyd non le hanno mai usate - e quindi quel qualcuno si innervosisce. Lo conoscete ormai, poveraccio".