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  26 marzo 2021

Rolling Stones, 50 anni di un logo storico

50 anni fa i Rolling Stones usavano per la prima volta lo storico logo della linguaccia diventato simbolo della band

Debuttava esattamente 50 anni fa la linguaccia dei Rolling Stones, un logo storico che trasformò una delle più grandi rock band di sempre in un marchio tra i più iconici nella storia del rock. Un brand apparso per la prima volta il 26 marzo 1971 e ancora oggi, dopo 50 anni, potente ed evocativo come pochi altri nel mondo della musica.

I Rolling Stones e il tour del Regno Unito nel 1971

Era il 26 marzo 1971 quando i fortunati ospiti dei Rolling Stones al Marquee Club di Londra videro apparire per la prima volta una bocca e una linguaccia che sarebbero diventate memorabili. Gli Stones tornarono per la prima volta con un vero tour del Regno Unito dopo quasi cinque anni nel marzo del 1971, poco prima di trasferirsi nel Sud della Francia per motivi fiscali, un vero saluto alla loro terra d'origine in quello che venne ribattezzato ironicamente il 'Good-Bye Britain Tour'.

"Sticky Fingers" sarebbe uscito solo a fine aprile ma la band iniziò ad inserire alcuni brani poi contenuti nell'album, come 'Bitch' e 'Wild Horses', per vedere l'impatto sul pubblico sempre crescente che si presentò ai 10 show fatti tra Inghilterra e Scozia, l'ultimo dei quali si tenne proprio al Marquee Club di Londra dove i VIP pass erano decorati con la linguaccia disegnata da John Pasche.

Un logo talmente forte, quello creato dal giovane Pasche, da andare oltre la popolarità dei Rolling Stones e diventare un fortissimo brand a se stante indossato da tutti, anche da chi non ha la più pallida idea di chi siano Mick Jagger e Keith Richards.

Il design di John Pasche

John Pasche era solo uno studente di 25 anni all'ultimo anno del Royal College Of Art quando i Rolling Stones gli commissionarono quello che con gli anni è diventato famoso come 'Tongue And Lips', il logo con la lingua e la boccaccia, e mai avrebbe immaginato un successo del genere.

L'idea iniziale degli Stones era di creare un poster per il tour Europeo del 1970 e, dopo un incontro con Jagger, l'artista si mise all'opera.

Il primo risultato non fu come sperato e Jagger rifiutò la proposta ma, invece di liquidarlo, incitò Pasche a fare di meglio ed è così che arrivò una seconda versione più convincente che spinse l'assistente personale della band, Jo Bergman, a inviare una lettera per commissionare un 'logo o simbolo' da utilizzare su carta intestata, press book e sul programma del tour.

Quando incontrò nuovamente Pasche, Jagger gli spiegò che voleva un logo semplice e di impatto, che potesse funzionare da solo e come reference mostrò un'illustrazione che aveva preso in prestito da un negozio vicino casa in cui era ritratta la divinità Hindu Kalì.

Furono la bocca aperta e la lingua lunga della divinità a colpire il disegnatore che, pur non rimanendo legato al mood orientale scelto da Jagger, cercò di replicare a modo suo quella caratteristica che gli era saltata all'occhio.

A differenza della credenza di molti, quindi, le dimensioni della bocca di Jagger non hanno niente a che vedere con il design che oltre all'ispirazione hindu, secondo l'autore, vuole più essere una rappresentazione simbolica dello sberleffo giovanile.


Rolling Stones, 50 anni di un logo storico

La prima stampa del logo e Sticky Fingers

E così torniamo al lavoro definitivo, nato in bianco e nero e non nell'iconico rosso, che fu approvato dalla band. Per la prestazione Pasche intascò 50 sterline, una somma praticamente simbolica che includeva anche il passaggio di copyright agli Stones che gli allungarono personalmente altre 200 sterline in segno del loro apprezzamento per il lavoro.

Utilizzata per la prima volta al Marquee Club per una grafica disegnata specificamente per lo show, la linguaccia degli Stones fu poi inserita formalmente in un prodotto legato alla band con la pubblicazione di "Sticky Fingers", forse l'album capolavoro della formazione inglese.

La linguaccia di Pasche fu inserita sul retro del disco, come logo e anche stampato ben visibile all'interno nelle copie distribuite nel Regno Unito.

Tuttavia la versione americana del disco vide una versione leggermente modificata e più allungata della linguaccia realizzata da Craig Braun che stava collaborando con Andy Warhol per dare vita alla celebre zip apribile della copertina. La versione 'stretch' della linguaccia creata da Braun, però, non avvenne per chissà quale rivendicazione artistica o mancanza di rispetto nei confronti dell'autore originale ma solo per una mera questione tecnica.

Il logo, infatti, era stato spedito dal Regno Unito agli Stati Uniti via fax e la stampa ricevuta dagli americani era sbiadita e sgranata, motivo per cui Braun si trovò costretto a ridisegnare il logo partendo dall'originale.

Un simbolo, quello della linguaccia degli Stones, che nato ormai 50 anni fa ha saputo seguire esattamente l'idea nata nella testa di Mick Jagger e diventare un brand capace di vivere di vita propria sulle t-shirt e sui prodotti di merchandising di tutto il mondo ben oltre le canzoni dei Rolling Stones.


The Rolling Stones - Wild Horses (Acoustic / Lyric Video)

The Rolling Stones - Wild Horses (Acoustic / Lyric Video)