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  19 agosto 2020

Rory Gallagher e Jerry Lee Lewis suonano gli Stones

Ascolta la cover fatta dal grande bluesman irlandese e da 'The Killer' di (I Can't Get No) Satisfaction' dei Rolling Stones

Sarà contenuta all'interno della compilation 'The Best Of Rory Gallagher' in uscita il prossimo ottobre la cover di un classico degli Stones, '(I Can't Get No) Satisfaction' suonata da una coppia di assi come Rory Gallagher e Jerry Lee Lewis


La Satisfaction di Rory

La versione del brano scritto 'nel sonno' da Keith Richards e pubblicato come singolo dai Rolling Stones nel 1965 proviene dalle sessioni di registrazione fatte dal grande bluesman e chitarrista irlandese e la testa calda del rock'n'roll a stelle e strisce durante il periodo trascorso da Jerry Lee Lewis a Londra. I due lavorarono insieme per il disco di Lewis del 1973 "The Session...Recorded In London With Greatest Artists", disco collaborativo che vide The Killer in studio, oltre che con Gallagher, con Mick Jones, Kenney Jones, Peter Frampton, Klaus Voormann, Gary Wright ed Alvin Lee.

Nella versione di Gallagher il brano assume un groove e un sound molto più blues e rotondo rispetto alla versione originale grazie al tocco magico dell'artista originario di Bellyshannon da sempre riconosciuto come uno dei chitarristi più influenti del mondo e amato anche dai colleghi, incluso da un certo Jimi Hendrix che notoriamente, quando gli venne chiesto cosa si provasse a essere il chitarrista più bravo del mondo, rispose: "Non so, chiedetelo a Rory Gallagher".


The Session

Come riporta l'edizione USA di Rolling Stone fu il produttore del disco, Steve Rowland, a suggerire a Jerry Lee Lewis di provare a registrare un pezzo degli Stones. Quando Lewis gli disse che avrebbe solo dovuto dire un titolo e canticchiare la canzone e poi si sarebbe occupato di tutto lui ma, pare, che quando gli venne proposta 'Satisfaction'il rocker americano fu colto di sorpresa ignorando totalmente il pezzo.

Le registrazioni, pare, non furono delle più semplici perché Lewis, una personcina dal carattere non proprio facile o accomodante, si trovò per la prima volta a registrare lontano dalla sua terra, circondato da musicisti nuovi e molto diversi da lui, una situazione di incertezza che decise di affrontare innescando ulteriormente il suo distruttivo egocentrismo.

Gallagher, Lewis e Lennon

Un aneddoto relativo ad un successivo incontro tra i due musicisti e, con protagonista John Lennon, venne raccontato proprio da Gallagher. Circa un anno dopo la pubblicazione del disco, The Killer invitò Gallagher a vederlo suonare al Roxy Club di Los Angeles. Ad un certo punto nella sala entra John Lennon e si accomoda in piccionaia: "Lennon era nella sua fase L.A. con i capelli davvero corti, ma era ancora molto riconoscibile e tutti alzavano lo sguardo per vederlo - racconta Gallagher - la cosa innervosì Lewis che iniziò ad andare di matto ma la gente continuava a guardare Lennon. Allora Jerry si fermo e iniziò ad insultare i Beatles e gli Stones e a dire che era lui l'unico a poter fare il rock'n'roll e Lennon, divertito, gli urlava 'Sì, hai ragione, i Beatles fanno schifo!". Tutti ridevano e Jerry pensava che Lennon lo stesse insultando e allora iniziò a impazzire davvero, sbattendo e ribaltando il piano. L'atmosfera era tesa e molte persone lasciarono il locale pensando che Lewis potesse tirare fuori una delle sue pistole e iniziare a sparare, altri rimasero nella speranza di testimoniare l'accaduto".

Gallagher aveva un pass e scortato dalla sua guardia del corpo Tom O'Driscoll fece il coraggioso gesto, sconsigliato da tutti, di andare nel camerino per cercare di calmare Jerry Lee Lewis. I due parlarono delle registrazioni del disco ma all'improvviso si aprì la porta ed entrò Lennon: "Ci fu qualche secondo di silenzio, io guardavo Jerry Lee in attesa della sua reazione ma O'Driscoll, grande fan dei Beatles, non riuscì a resistere, andò da Lennon, si inginocchiò, gli baciò la mano e gli disse 'Ho aspettato vent'anni per poter avere un autografo del re del rock'n'roll'".

La cosa ovviamente fece impazzire Lewis che iniziò a cercar qualcosa da rompere o da lanciare contro i due ospiti e Lennon, capita la situazione, firmò subito l'autografo al bodyguard di Gallagher, prese la penna e un altro pezzo di carta e andò da Jerry Lee Lewis imitando O'Driscoll. Si inginocchiò, gli baciò la mano e disse: 'Ho aspettato vent'anni per poter avere un autografo del re del VERO rock'n'roll'.

Una mossa niente male per Jerry Lee Lewis e per il suo ego che accettò il gesto, firmò il foglio e poi iniziò amabilmente a parlare con Lennon.


Rory Gallagher e Jerry Lee Lewis suonano gli Stones