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  30 aprile 2021

Royal Blood a Radiofreccia: "Typhoons è il suono di una band in technicolor"

I Royal Blood hanno presentato a Radiofreccia "Typhoons", il nuovo album del duo di Brighton in uscita oggi

I Royal Blood hanno pubblicato oggi il terzo album "Typhoons" , un lavoro che unisce i classici riff granitici del duo di Brighton composto da Mike Kerr e Ben Thatcher, a dei ritmi quasi ballabili che non nascondono la passione dei due per una scena apparentemente molto distante come quella dance francese che ha avuto nei Daft Punk i maggiori rappresentanti. 

Cecile B ha intervistato i Royal Blood per Radiofreccia e si è fatta raccontare il singolo 'Typhoons', il loro modo di lavorare e lo stato della musica dal vivo.

Typhoons è il suono di una band in technicolor

Typhoons è il nuovo album dei Royal Blood, ma anche il titolo di uno dei singoli che ne ha anticipato l'uscita, un brano che unisce chitarre elettriche a ritmi ballabili che il frontman della band Mike Kerr ha descritto così nell'intervista concessa a Radiofreccia: "Typhoons è una canzone che amiamo, che si ispira alla disco music ma che allo stesso tempo richiama gli AC/DC e i Queen, almeno secondo me - racconta Mike Kerr - Abbiamo creato questa canzone con grande entusiasmo e molto velocemente, la canzone più velocemente mai scritta dai Royal Blood. E' stato tutto molto immediato, aveva un'energia particolare".

Proprio questo strano mix di generi è per il cantante della band la caratteristica che la rende maggiormente interessante: "Penso che ciò che abbia reso interessante sin dal primo momento 'Typhoons' è il fatto che sia composta da riff che si incastravano su un beat disco. Una cosa a metà strada tra i Beach Boys e delle voci estremamente psichedeliche. Per la prima volta ci è sembrato di ascoltare la nostra band come se fosse in technicolor".


L'importanza dei Daft Punk

Se si parla di beat disco non si può che pensare ai Daft Punk, un'inaspettata influenza su Mike e Ben, che proprio recentemente hanno annunciato nel solito modo artistico il loro scioglimento: "Per noi è stato uno shock il loro scioglimento. Hanno lasciato un'enorme eredità e rispetto il fatto che abbiano deciso di farla finita in questo modo".

"Viviamo in un mondo e in una generazione in cui vediamo solitamente i nostri artisti preferiti sgretolarsi verso la tomba, li guardiamo svanire - spiega Mike - Loro invece hanno deciso di chiudere in bellezza, e li rispetto per questo. Hanno mantenuto la loro dignità e penso che la loro decisione rifletta quanto siano incredibili".


Un album di cambiamenti

Typhoons, ci hanno raccontato i Royal Blood, rappresenta un album basato sul concetto di cambiamento che non emerge solamente dal sound del disco: "Penso che una delle cose ad essere cambiata maggiormente per noi sia stato il fatto di essere in una band composta da due persone ed essere limitati per questo. All'inizio è stato un elemento di forza, che ci ha permesso di sbloccare molta creatività ma ora il nostro cambiamento è stato quello di essere audaci e privi di paura nell'andare avanti, specialmente in un periodo come questo".

"Credo che fare qualcosa di diverso comporti un eccesso di ansia che riguarda il futuro - continua il frontman dei Royal Blood - Il fatto di essere bloccati dentro casa in lockdown ci abbia dato la voglia di sentirci davvero sicuri di fare qualcosa di fresco. Di solito in una carriera di un artista ci sono molti momenti in cui ci si sente abbastanza sicuri di fare qualcosa di nuovo e di solito arriva in momenti come questo. Questa è la prima volta in cui abbiamo fatto davvero dei progressi e spero che continueremo a fare dischi che ci diano questa sensazione, la stessa che abbiamo provato quando abbiamo fatto il nostro primo disco".

Il ritorno della musica live

Una band come i Royal Blood è inevitabilmente legata alla dimensione live e sul ritorno alla musica dal vivo il duo di Brighton, città famosa per la grande quantità di club per la musica dal vivo, dicono che quando si potrà tornare a vedere un concerto sarà bellissimo: "Le cose torneranno alla normalità e ci saranno moltissime persone entusiaste di andare a vedere uno show dal vivo, di stare di nuovo insieme e non credo che ci vorrà molto tempo e penso che dobbiamo solo resistere e aspettare la luce verde, il via libera. Ma c'è un sacco di musica che è stata creata durante il lockdown e la gente vorrà sentirla sonata dal vivo".

"Non vediamo l'ora di tornare a suonare in Italia - conclude Mike - perché abbiamo dei ricordi incredibili degli show fatti lì. Ci sono altri posti in cui serve una grande energia per far eccitare la folla, dobbiamo fare un grande lavoro per far muovere il pubblico come se fosse ad una festa ma in Italia non è così. Ogni volta che siamo in Italia saliamo sul palco e la gente ha già un'energia incredibile e un grande entusiasmo per la musica dal vivo, non vediamo l'ora di poter tornare dalle vostre parti".


Per guardare l'intervista integrale dei Royal Blood a Radiofreccia andate a fondo pagina.

Royal Blood a Radiofreccia: "Typhoons è il suono di una band in technicolor"


Il ritorno dei Royal Blood con Typhoons

Esce oggi "Typhoons", l'atteso ritorno dei Royal Blod. I quattro singoli che lo hanno anticipato (“Trouble’s Coming”, “Typhoons”, “Limbo” e “Boilermaker”) hanno avuto un incredibile riscontro a livello globale, con oltre 50 milioni di stream e il più alto airplay nella carriera del duo in US .

Quando Mike Kerr e Ben Thatcher hanno iniziato a parlare del nuovo album sapevano esattamente quale obiettivo volevano raggiungere. Un consapevole ritorno alle proprie origini, quando la loro musica era influenzata da Daft Punk, Justice e Philippe Zdar dei Cassius. Un approccio emozionale, viscerale e originale, simile a quello che aveva portato alla creazione del loro omonimo album di debutto.

"Typhoons" è una riflessione di Mike Kerr e Ben Thatcher su come i due musicisti britannici abbiano realizzato che il successo è qualcosa di molto più complesso di quanto sembri vedendolo dall'esterno.

Una consapevolezza, quella dei Royal Blood, che arriva anche dalla decisione del frontman Mike Kerr di dire addio alle dipendenze e della sua scelta, dopo un ultimo drink ordinato a Las Vegas, di diventare sobrio migliorando così sia la sua vita che la sua creatività.

Il nuovo approccio si manifesta anche nella decisione del duo di produrre “Typhoons” in totale autonomia salvo poche eccezioni. Già uno dei brani preferiti dai fan durante gli show dal vivo della band nel 2019, la versione in studio di "Boilermaker" è stata prodotta da Josh Homme, frontman dei Queens of the Stone Age. Le due band si sono conosciute quando i Royal Blood hanno suonato da supporter ai Queens of The Stone Age in un lungo tour nordamericano. Il pluripremiato ai Grammy Award Paul Epworth invece ha prodotto "Who Needs Friends" e ha contribuito alla produzione di "Trouble’s Coming".

La tracklsit di "Typhoons”:

1. Trouble’s Coming

2. Oblivion

3. Typhoons

4. Who Needs Friends

5. Million & One

6. Limbo

7. Either You Want It

8. Boilermaker

9. Mad Visions

10. Hold On

11. All We Have Is Now


Royal Blood @ Radiofreccia

I Royal Blood, intervistati da Cecile B, presentano il nuovissimo album "Typhoons" a Radiofreccia