Logo Radiofreccia

Cerca

Effettua una ricerca nel sito di Radiofreccia

Entra nella
community di Radiofreccia

possiedi già un account?
oppure
FAQ:
  12 ottobre 2021

Springsteen, Little Steven a Radiofreccia: "Mai più in Italia se demoliranno San Siro"

Il chitarrista della E Street Band, ospite per parlare della sua autobiografia risponde scherzosamente alla possibile demolizione del palco preferito dal Boss

Stevie Van Zandt - Little Steven o Miami Steve se volete - è stato ospite negli studi di Radiofreccia per parlare del suo ultimo libro, l'autobiografia "Memoir - La Mia Odissea fra rock e passioni non corrisposte" (Unrequited Infatuations: Memoir".

La vita di Little Steven

Se c'è un personaggio rappresentativo oltre al Boss stesso - e al compianto Clarence Clemons - nella E Street Band di Bruce Springsteen, quello è proprio Stevie Van Zandt. Little Steven, come lo conoscono tutti, è un vero e proprio pilastro del rock americano, da sempre accanto a Springsteen come chitarrista della E Street Band ma non solo.

La carriera di Stevie lo ha portato dai palchi ai set, è stato Silvio Dante ne I Sopranos e Frank Tagliano in Lilyhammer, ma anche in radio dove ha realizzato il suo show.

Una vita passata seguendo le sue passioni e il sacro fuoco del rock che ora racconta nella sua autobiografia che ha presentato ai microfoni di Radiofreccia con il nostro Nessuno.

"Memoir - La mia Odissea fra Rock e Passioni non Corrisposte", questo il titolo italiano del suo libro "Unrequited Infatuations: Memoir", in uscita domani per la casa editrice Il Castello, non parla solo della vita rock'n'roll di Little Steven ma anche dell'arte a 360°, di quella musica che da ragazzino lo ha stregato grazie alle note dei Beatles. Parla della vita, di come sia importante reagire alle avversità e accogliere quanto di buono saprà arrivare, come ribadito durante l'intervista, e anche dei segreti che servono per barcamenarsi nel mondo del rock'n'roll, con la passione alla base di tutto.


Con Springsteen in Italia solo a San Siro

Come membro storico della E Street Band, inevitabilmente, il discorso è caduto sulla musica dal vivo, sul ritorno al live con Springsteen e dello speciale rapporto con l'Italia - del resto anche Little Steven come il Boss è di origini italiane - e con un luogo in particolare nel cuore, lo stadio di San Siro.

Sul ritorno dal vivo di Springsteen con la E Street Band Stevie Van Zandt ha detto:"Bisogna vedere questo stupido virus come si comporta. Speriamo che resti così com'è, che non ci sia un'ulteriore esplosione. Se andrà bene cercherò di fare le mie cose, qualche show in tv o altro ma Bruce avrà sempre la priorità. Suonare con la E Street Band è la cosa che mi manca di più, speriamo di poterlo fare presto, che Bruce voglia farlo. Del resto abbiamo tutto un nuovo album, Letter To You, che deve ancora essere portato in tour".

Parlando dei ricordi dello show a San Siro nel 2016, quando il pubblico creò una grande coreografia con la scritta Dreams Are Alive Tonite, Little Steven ha aggiunto:

"E' una cosa fantastica da fare, non so come ci riescano. Non è una cosa che succede in tutti gli stadi, è divertente e una cosa unica. Anche la configurazione dello stadio è unica, suoniamo dal lato delle tribune quindi ha la sensazione di essere in uno stadio ma molto intimo".

Proprio con San Siro Springsteen e la E Street Band hanno un legame speciale, al punto da spingere il chitarrista a fare una scherzosa minaccia per opporsi alla possibile demolizione della 'Scala del calcio', tappa fissa per i tour del Boss:

"E' la nostra venue preferita in tutto il mondo. So che vogliono buttarlo giù e dico che se lo faranno non verremo più a suonare in Italia. Vogliono buttarlo giù perché vecchio? Secondo me non ci guadagnano abbastanza allora vogliono costruirne un altro nuovo dove poterci fare più soldi. Voi costruite pure quello nuovo da un'altra parte, noi continueremo a suonare a San Siro".

Springsteen, Little Steven a Radiofreccia: "Mai più in Italia se demoliranno San Siro"

Guardarsi indietro

A proposito della sua autobiografia e dell'esperienza di scrivere un libro che raccontasse la sua vita, Stevie Van Zandt si è detto contento di aver ripercorso tutto con la mente, sottolineando di non voler solo fare un racconto della sua vita ma della storia del rock.

"E' stato interessante perché non mi sono mai guardato indietro e sei costretto ad andare indietro con la mente, tornare in quei posti e riguardare tutta la tua vita. E' stato molto divertente tornare con la mente agli anni '60, ad esempio, perché è il mio periodo preferito, per me ogni giorno è come se fosse il 1969. Ma non volevo solo fare una cronaca della mia vita ma anche raccontare la storia del rock'n'roll, come è successo, perché è successo. In gran parte posso dire di averla potuta vivere in prima persona. Dall'altra parte parlo di cosa ci vuole nel rock'n'roll, di come è nato il mio programma radiofonico, c' è un po' di tutto".

Parlando di storia del rock, Steven non nasconde l'epifania avuta grazie ai Beatles: "I Beatles erano troppo bravi, da impazzire. Anche perché in America non c'erano molte band, se andavi al ballo della scuola vedevi delle band strumentali, non gente che suonava e cantava. I Beatles erano troppo bravi, i Rolling Stones, d'altro canto, lo facevano sembrare facile".

Tra gli elementi del libro anche quelli che Steven chiama i 'craft', le abilità necessarie per fare davvero il rock'n'roll, cinque elementi che reputa fondamentali e che consiglia sempre di rispettare:

  • impara lo strumento
  • arrangia le canzoni che ti piacciono
  • concentrati sulla performance
  • focalizzati sulla composizione
  • impara la registrazione

"Ti sorprenderesti a vedere quanta gente salta questo o quel passaggio. Non puoi farlo, queste sono le regole principali" dice.

L'intervista si chiude con una nota profonda che Stevie Van Zandt prende direttamente dalla sua vita. Citando la sua esperienza, il chitarrista di Springsteen conclude invitando tutti a cercare di superare i momenti difficili, non importa quanti bui possano essere, e di essere sempre aperti al futuro, perché è lì che potrebbe trovarsi il bello:

"Quando c'è qualcosa che non va nella vostra vita non lasciatevi fermare. Quando sentite che la vostra vita è finita e prendete in considerazione l'idea di non pensare e niente dandovi alle droghe, all'alcol, addirittura compiendo gesti estremi. E' importante andare oltre, perché non sapete cosa ha in serbo il futuro e nel mio caso, credo si capisca dal libro, le cose più belle sono accadute quando pensavo che la mia vita fosse finita, quando ho lasciato la E Street Band. Quando ho lasciato la band mi sembrava la fine ma poi sono arrivati i miei dischi solista, i Sopranos, Lillyhammer. Se riesci a trovare il modo di superare le avversità, sarai sorpreso dai modi che il destino troverà per aiutarti a superarle".

Guardate l'intervista integrale di Stevie Van Zandt a Radiofreccia a fondo pagina.

Stevie Van Zandt @Radiofreccia

Stevie Van Zandt, il Little Steven storico chitarrista della E Street Band di Bruce Springsteen, ma anche attore (Silvio Dante nei Sopranos) e conduttore radiofonico è ospite di Radiofreccia. Little Steven è in Italia per presentare la sua nuova autobiografia “Unrequited Infatuations: Memoir".