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  24 febbraio 2021

The Strokes, ci saranno festeggiamenti per i 20 anni di "Is This It"?

A luglio il primo, iconico album degli Strokes "Is This It" farà 20 anni ma il produttore del disco ha dei dubbi sul possibile festeggiamento dell'anniversario

Gli Strokes sono tornati lo scorso anno con un nuovo album, "The New Abnormal", ma nel 2021 è un altro il disco della band newyorkese da segnare sul calendario, il debut "Is This It" che nel mese di luglio compirà 20 anni. Sulle possibilità che l'anniversario venga festeggiato dalla band, però, il produttore che nel 2000 aveva lavorato al disco, Gordon Raphael, nutre seri dubbi.

Un possibile anniversario di "Is This It"?

Il 30 luglio 2001 The Strokes pubblicavano l'album di debutto "Is This It", per i giovani rocker e indie kids di quegli anni, il primo album della formazione newyorkese fu uno degli album della vita. Nello stesso anno in cui i White Stripes pubblicavano "White Blood Cells", la scena americana era pronta a cominciare con quella britannica un testa e testa per popolare i palchi e le piste degli indie club di tutto il mondo con un mix che univa stile ed estetica punk, un garage metropolitano ripulito che fece di "Is This It" uno degli album di quella generazione che ancora oggi è considerato un capolavoro del modern rock.

In sala di incisione, con Casablancas e soci, c'era il produttore Gordon Raphael che ha parlato del disco con il NME dichiarandosi dubbioso sulla possibilità che un disco, a modo suo epocale, venga celebrato dalla band che lo ha creato per l'anniversario dei vent'anni: " Non ho sentito di particolari piani per festeggiare i vent'anni del disco - ha detto Raphael - e per come conosco la band, potrei sbagliarmi, credo che sia davvero l'ultima cosa che vogliano fare. Pensare ad un disco uscito 20 anni fa ".

"Personalmente è stato un punto alto della mia carriera e continuo a ricevere tonnellate di chiamate di gente che mi dice quanto ami quel disco - continua il produttore - ma penso che loro direbbero 'Maddai, abbiamo fatto un sacco di dischi, abbiamo i nostri progetti solista, scriviamo musica nuova. Non venire a parlarmi di roba fatta a 20 anni. Non penso che loro abbiano gli stessi sentimenti sul disco, potrei sbagliarmi ma fa parte del loro modo di essere. Staremo a vedere".


Un album che non passa mai di moda

A proposito del disco e di come ancora oggi sia considerato un punto fermo nel rock americano degli ultimi decenni, Raphael si dichiara molto felice del risultato nonostante in un primo momento fosse scettico sulla band: "Mi riempie di gioia il fatto che dopo 20 anni ancora ci sia gente che lo ami. Le canzoni scritte bene non passano mai di moda, indipendentemente dalla loro epoca. Una grande canzone parla a tutti, indipendentemente dallo stile, da quanto fossero cool o dallo stile che hanno aiutato a creare, sono le canzoni che contano".

Nonostante ancora non capisca ancora bene la cosa, Raphael è felice che anche le nuove generazioni apprezzino il disco: "Ancora non capisco completamente la cosa ma i giovani amano ancora gli Strokes. Ascoltano il disco e gli piace, di solito le generazioni più giovani semplicemente mettono su la musica dei fratelli maggiori o dei genitori ma per qualche ragione quel disco parla ancora ai ragazzi di oggi e sono orgoglioso del lavoro fatto".


The Strokes, ci saranno festeggiamenti per i 20 anni di "Is This It"?

Un libro sul primo album degli Strokes

Approfittando del lockdown, Raphael ha pensato di dare vita a un progetto che aveva in testa d un po' e scrivere un libro proprio sulla sua esperienza con gli Strokes e sulle registrazioni di "Is this It" a New York: "Sono sempre in movimento, ho sempre voluto scrivere un libro ma non sono mai riuscito a stare fermo abbastanza a lungo da poterlo fare - ha raccontato il produttore - ora a causa del COVID mi sono visto costretto a stare fermo e all'inizio della scorsa estate ho iniziato a scrivere un libro che parlasse di come mi sono trasferito a New York, come ho incontrato gli Strokes e cosa è davvero successo quando abbiamo lavorato insieme".

La prima impressione, però, inganna e prima di entrare in studio lo stesso Raphael non era molto convinto dalla formazione guidata da Casablancas:"Quando li ho visti per la prima volta in studio ho pensato che la musica fosse cool ma che fosse indietro di 20 anni. Mi chiedevo cosa avessero intenzione di fare con quelle chitarre, tutti sapevano che all'epoca non erano fighe. Appena ho iniziato a lavorare con loro e a registrare il disco, però, ho cambiato idea e ho avuto delle ottime vibrazioni".




Una fan inaspettata

In una recente intervista con The New York Times gli Strokes hanno trovato anche una nuova fan inaspettata, la popstar Billie Eilish. Il talento che riesce a mettere d'accordo gli amanti di praticamente tutti i generi, infatti, si è sprecata in numerosi complimenti sulla band, sul loro ultimo album "The New Abnormal" e sul leader Julian Casablancas che ha addirittura descritto come un genio.

Parlando di "The New Abnormal", album pubblicato lo scorso album degli Strokes, Billie Eilish ha detto: "Quando ho ascoltato l'album per la prima volta era in un periodo in cui facevo un sacco di giri in bici e lo mettevo su ascoltandolo attraverso gli speaker nel mio zaino e andavo in giro a caso nei dintorni di casa. C'era sempre tanto verde, il sole, un vento leggero".

E su Casablancas aggiunge: "Julian Casablancas è un genio. Ogni volta che ascolto i suoi versi penso che non mi verrebbe mai in mente di dire una cosa del genere ed è per questo che li amo. Sono imprevedibili ma anche riconoscibili. Ogni canzone sul disco è bella".