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  18 marzo 2021

Tre curiosità su Chuck Berry, il 18 marzo 2017 moriva la leggenda rock'n'roll

Moriva a 90 anni il 18 marzo 2017 Chuck Berry, vera e propria leggenda del rock'n'roll. Lo ricordiamo attraverso tre curiosità su di lui

Il 18 marzo 2017 la morte della leggenda del rock'n'roll Chuck Berry, scomparso per cause naturali a 90 anni. Nato il 18 ottobre 2016 a St.Louis, Missouri, Chuck Berry è stato uno dei pionieri del rock'n'roll, una figura iconica che ha portato per sempre il genere nel mainstream trasformando le sonorita R'n'B e blues in quello che sarebbe poi diventato il rock'n'roll come lo conosciamo oggi e influenzando tutti i più grandi della scena musicale.

Per ricordarlo a quattro anni della sua morte abbiamo raccolto tre curiosità su Chuck Berry, dalla firma del primo contratto al rapporto conflittuale con Keith Richards, passando per un compleanno molto speciale.

La nascita del rock'n'roll con Maybellene

Se Elvis è stato il Re del Rock quello che sicuramente ne è stato il padre o tra i padri fondatori del rock'n'roll è Chuck Berry. Era la metà degli anni '50 e Chuck Berry lavorava come estetista ma allo stesso tempo non voleva abbandonare il suo sogno fatto di musica. All'inizio del 1955 il fortunato incontro con Muddy Waters, una vera leggenda del blues, che gli consigliò di andare a Chicago e bussare ai cancelli della Chess Records.

Nelle settimane seguenti Chuck Berry scrisse 'Maybellene', una rivisitazione dello standard western 'Ida Red' di Bob Willis, e si presentò dai discografici della Chess Records con un paio di pezzi blues e il suo nuovo lavoro, che aveva inizialmente battezzato 'Ida May'. Nel giro di pochi mesi Berry si vide proporre un contratto da Leonard Chess che venne colpito inaspettatamente da quella che avrebbe poi chiamato 'Maybellene' , musica bianca suonata da un ragazzo di colore.

Decise allora di pubblicarla come singolo nel luglio dello stesso anno e la scelta fu giusta: 'Maybellene' diventò una hit in tutte le classifiche: pop, R&B, western e country, gettando le fondamenta per il grande successo mainstream del rock'n'roll.


Un compleanno interstellare

Uno dei brani più conosciuti di Chuck Berry, se non IL più conosciuto è sicuramente 'Johnny B.Goode'. Che siate appassionati di musica o di cinema - memorabile la scena di 'Ritorno Al Futuro' con Michael J.Fox - in un modo o nell'altro sarete capitati nel riff del singolo pubblicato nel 1958.

Nel 1986, per festeggiare i 60 anni di Chuck Berry, la NASA decise di fargli un regalo di compleanno interstellare proprio grazie a quella canzone. In occasione del programma Voyager, l'Agenzia Spaziale decise di inviare nello spazio una raccolta di suoni e immagini che potessero aiutare eventuali altre forme di vita a conoscere meglio la civiltà terrestre: il Golden Record.

Unico rappresentante della musica 'bassa', accanto a giganti della classica come Bach e Beethoven, proprio Chuck Berry con la sua Johnny B.Goode.

Per comunicare la decisione di inserire il suo classico rock'n'roll tra i documenti da mandare alle stelle la NASA inviò una lettera a Chuck Berry in occasione del suo 60° compleanno, un biglietto di auguri decisamente originale.

A firma Ann Druyan e Carl Sagan del Voyager Interstellar Record Commitee, la lettera riporta il seguente testo:

"Quando ti dicono che la tua musica vivrà per sempre, di solito, stanno esagerando. Ma Johnny B.Goode è stata inserita tra le registrazioni del Voyager e sarà lanciata a due miliardi di chilometri dalla Terra, verso le stelle. Queste registrazioni vivranno almeno un miliardo di anni o più. Buon 60° compleanno, con la più grande ammirazione per la musica che hai dato a QUESTO mondo. Go, Johnny, Go!".




Tre curiosità su Chuck Berry, il 18 marzo 2017 moriva la leggenda rock'n'roll

Il rapporto tra Chuck Berry e Keith Richards

Oltre ad essere una delle figure chiave nella storia del rock'n'roll, Chuck Berry era noto per essere non proprio un tipo facile e chi conosce bene il suo caratterino è un altro grande del rock, il chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards.

Più di una volta Richards ha raccontato dei suoi scontri 'amichevoli' con Chuck Berry, per lui un idolo al quale era legato da un rapporto davvero particolare. Nel 2014, intervenendo in TV nello show di Jimmy Fallon, il chitarrista dei Rolling Stones ha raccontato di quella volta in cui Chuck Berry lo prese a pugni: "Ero nel camerino di uno suo show. Ad un certo punto si allontanò per andare a prendere l'incasso, era un vero tirchio, che Dio lo benedica! La sua chitarra era lì, fuori dalla custodia, e mi sono detto 'Forza Keith, solo un toccatina. Solo un piccolo accordo di Mi' . A quel punto Chuck rientra, mi vede e urla 'Nessuno tocca la mia chitarra!' e mi sferra un pugno".

Un'altra volta, era il 1972, Chuck Berry era al top del successo grazie alla sua ultima hit 'My Ding-a-Ling', inspiegabilmente suo unico numero uno in classifica, e suonava all'Hollywood Palladium prima dei Black Oak Arkansas che si sarebbero dovuti occupare di trovargli una backing band. Approfittando della presenza in città degli Stones, venne chiesto proprio a loro di salire sul palco con Chuck Berry ma, pare, l'unico a farlo fu il solito Keith Richards con il turnista alle tastiere Nicky Hopkins.

Berry non fu molto felice della scelta e iniziò a lamentarsi della presenza dei due dichiarando di aver bisogno solo di basso e batteria e, comunque, Keef aveva l'amplificatore ad un volume troppo alto.Con la tempra che lo contraddistingueva, Chuck Berry non volle sentire storie e ordinò fermamente a Keith Richards di lasciare il palco.

Inutile dire che il chitarrista degli Stones non poteva fare altro se non eseguire e andarsene via lasciando al vecchio Berry tutto lo spazio di cui aveva bisogno.